Archivio dei post taggati ‘distrazione’
Scritto il 12 luglio 2011 alle 20:12
Nell’industria in cui sto lavorando in questo periodo si vedono in giro pochissime donne. Nessun operaio, sono tutte segretarie o addette all’amministrazione e le vedi girare quotidianamente per i reparti per recuperare report, documenti di lavoro e cose del genere. Sono poche dicevo ma non passano inosservate.
Purtroppo per me che son giovane però non sono delle avvenenti sculture di madre natura pronte a far impallidire le veline dei calendari appesi in giro. Al contrario, sono espressione vera e naturale del boterismo. Non sarebbe un problema – e voglio che sia chiaro – non sarebbe un problema perché, alla fin fine, l’importante è che siano preparate nel loro lavoro e in grado di svolgere al meglio la mansione che gli è stata affidata.
Sfortunatamente invece è un problema perché il fatto che siano come pepite d’oro in un fiume italiano le convince che debbano atteggiarsi a Sabrine Ferilli della situazione. Le vedi spuntare, per questo, con magliettine improponibili o scarpe da serata di gran gala. Non hanno l’obbligo di adottare un abbigliamento particolare ma, certamente, esiste anche un limite al buon-senso nel presentarsi all’interno di un’area industriale che ha tutt’altro che l’aspetto di un lungomare di qualche bella isola del mediterraneo.
L’operaio medio (esiste l’operaio di alta classe?) abbocca, ovviamente, come un pesce. Si gira, domanda loro se stiano arrivando da una serata particolare e tutta la scena è grasso che cola nella loro mente: un sorrisino malizioso, una risposta tra lo snob e il compiaciuto e via verso la prossima preda.
Qualche giorno fa una di queste aveva una magliettina in pailettes d’oro, un’altra invece una specie di abito nero in pizzo.
Immaginate tutti questi uomini in tuta da lavoro, con scarponi antinfortunistici, caschetti, imbragatura che arrotonda ed esalta persino i glutei dell’operaio più anziano, che tra un’operazione e l’altra vengono interrotti da queste dive-per-un-giorno.
Credo che le donne potranno protestare quanto vogliono per la parità dei sessi, si potranno organizzare i migliori 8-marzi della storia per il riconoscimento della loro competenza a fronte di una valutazione puramente estetica ma finché giocheranno con una tale consapevolezza nel provocare i bisogni più ancestrali di un uomo nulla cambierà. Loro rimarranno oggetti e nessuno proverà ad andare oltre quelle pailette. O meglio, si proverà a farlo solo per una cosa.
Emanuele
Tags: cambiare, disgusto, distrazione, donne, educazione, eleganza, evoluzione, industria, lavoro, mondo, persone, rapporti, rispetto, sensualità, sesso, uomo, valori, vestiti, vestito, vita
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Scritto il 30 giugno 2011 alle 9:29
E’ successo questo: a fine Luglio, per andare in Africa, partirò da Roma. Come un grandissimo idiota però non ho pensato di controllare quale fosse l’aeroporto di partenza, così ho fatto i biglietti da Milano verso Ciampino quando l’aereo decolla da Fiumicino!
Le possibilità sono due. La prima è che mi spiegate qual è il metodo più veloce/economico per arrivare da un aeroporto all’altro (lo so, potrei cercare le informazioni da solo… ma che gusto c’è ad avervi tra queste pagine altrimenti?!
).
La seconda invece è che mangiamo un boccone insieme! Arriverò a Roma (Ciampino!) di mattina e ripagherò chi si offre di scarrozzarmi verso l’altro aeroporto con un pranzo al volo (dovrò essere a Fiumicino nel primo pomeriggio).
In entrambi i casi non avrò bisogno di mezzi di locomozione particolari. Come qualsiasi avventura che si rispetti partirò con lo zaino legato per bene sulle spalle e poco altro!
Emanuele
PS: è un modo come un altro per iniziare a sfatare questa mia convinzione mentale che mi spinge a non incontrare mai “gente conosciuta via internet” (certo – mi rendo conto – potrebbe persino rafforzarla… ma stiamo a vedere!).
Tags: aeroporto, Africa, biglietto, Ciampino, difficoltà, distrazione, errori, Fiumicino, partenza, partire, pranzare, pranzo, Roma, viaggiare
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Scritto il 27 giugno 2011 alle 8:12
Questo weekend è volato. Venerdì è arrivato un amico ed è rimasto fino a ieri, così sabato pomeriggio abbiamo pedalato per 45km ed ho scoperto dove vivono quei tre paperi famosissimi.

Tornando verso casa abbiamo fatto la spesa in bicicletta e a 400m da casa, ho distrutto una bottiglia di salsa (dentro il sacchetto col resto della spesa) centrando un paletto. Così potete immaginare com’era diventato tutto il resto (oltre alla ruota, alle mie scarpe, alla mia gamba, ai miei pantaloncini…).
Nel campanello di casa stasera appendo “Paperino“.
Emanuele
Tags: bicicletta, cartone animato, confusione, distrazione, errori, foto, goffaggine, imbarazzo, non qualità, pedalare, spesa, weekend
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Scritto il 29 aprile 2011 alle 17:05
Io mi sento un po’ Clark Kent ragazzi miei. Ma non Clark Kent che vola o che fonde le cose con gli occhi.
Io mi sento un po’ Clark Kent quando la mattina, magari già in sella alla bicicletta, tento di chiudere la serratura del garage e però le chiavi finiscono a terra e allora mi abbasso ma il filo degli auricolari si blocca nel manubrio, mi si staccano dalle orecchie, e nel colpo il manubrio si gira e la ruota anteriore fa scivolare la bici verso terra. Mi sento un po’ Clark Kent quando – al lavoro – aspetto una telefonata (una! che ancora ne ricevo pochissime), e mi scappa la pipì e non so se correre al bagno o aspettare un altro minuto. Mi sento un po’ Clark Kent quando qualcuno si presenta con – mettiamo – “Piacere, Matteo” e io sovrapensiero rispondo istintivamente “Piacere, Matteo!” dovendo motivare successivamente che cavolo ho detto. Mi sento un po’ Clark Kent quando in una “serata pizza&film” aprendo la prima birra faccio distruggere un bicchiere per terra. Mi sento un po’ Clark Kent quando, prima di andar via dal lavoro, entro in una grande sala vuota e chiudo silenziosamente la porta credendo d’esser solo per cambiare maglietta prima di ripartire in bici e mentre mi cambio mi accorgo di non aver notato uno che lavorava al pc nella sala. Mi sento un po’ Clark Kent quando, a casa, un amico mi offre il caffé col vassoio (roba che non accade praticamente mai) e il gatto accovacciato accanto a me mi spaventa e faccio volare l’intero vassoio. Mi sento un po’ Clark Kent quando devo brindare alla firma del contratto con gli amici e verso una birra intera sul tavolo in cui stavamo cenando.
Perché io la maglietta con la mitica-S l’ho, miei cari amici. Dovrei semplicemente ricamargli accanto, in piccolo per preservare un briciolo di dignità, “figato“. Che poi magari non tutti se ne accorgono.
C’è esse ed esse ragazzi miei…
Emanuele
Tags: confusione, distrazione, Emanuele, errori, goffaggine, imbarazzo, non qualità, potere, qualità, ridere, risate, sorridere, superman
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Scritto il 17 luglio 2010 alle 0:57
Fortuna che ci sono loro. Fortuna che basta una telefonata e non hai neanche il tempo di stirarti una maglietta che sono già sotto casa.
Stavano uscendo e io all’ultimo ho accettato l’invito… ci voleva proprio, anche se finire coi piedi sulla sabbia di sera m’ha messo un po’ di tristezza: non è questo il mare che ho voglia di vedere.
Verranno tempi migliori, intanto adesso è ora di dormire!
Emanuele
Tags: amici, amicizia, distrazione, mare, nostalgia, sabbia
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Scritto il 5 luglio 2010 alle 0:17
In questi tre giorni ho:
- fatto la pizza per una decina di persone nel forno a legno di una base scout palermitana (e ho capito che non è semplice farle tonde!
).
- sistemato l’acquario per benino.
- preso zaino, stuoino e sacco a pelo, all’una di notte, e raggiunto un’amica che aveva paura di dormire sola.
- mostrato ad un capo clan di Vicenza un mini-itinerario di Palermo.
- fatto la mia prima videochiamata con mio nipote (e per l’occasione ho usato iChat e non Skype… così cresce Apple-addicted…
).
- Visto le prime due puntate di The IT Crowd (è iniziata la quarta serie…).
- Deciso che mercoledì sera parteciperò alla biciclettata organizzata da PalermoCiclabile in giro per la città: sarà la mia prima biciclettata in notturna.
E poi… boh, so solo che a casa praticamente non vi son stato e che ci voleva. Non sono andato a mare, non ne ho avuto il tempo e rimango bianco come una mozzarella ma va benissimo così: mi sono distratto e di questo avevo sicuramente bisogno. Lo scoutismo mi mette una carica che non so spiegarvi!
Emanuele
Tags: Acquario, bicicletta, cambio d'acqua, cucinare, difficoltà, distrazione, energia, energie, iChat, impegni, nipote, pizza, Scout, scoutismo, videochiamata
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Scritto il 12 maggio 2010 alle 15:47
Sarò li, sempre pronto a mettere i puntini su tutte le “i” che lascerai distrattamente vuote. Amerò farlo in silenzio, proprio mentre tu, sbuffando, poserai la penna accanto al foglio per immergerti un po’ nei colori della primavera che intravedi dalla finestra. Lo farò sempre di nascosto così che, riprendendo la penna in mano, tu possa pensare che nulla è più perfetto delle pagine che stai scrivendo.
Si però non c’ho a chi dedicarla.
Emanuele
Tags: Amore, attenzione, bellezza, condivisione, distrazione, frasi, pensieri, progetto, scrivere, semplicità, vita
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Scritto il 7 maggio 2010 alle 20:27
La prima volta lo son stato su Berlusconi, questa volta riguarda ciò che sta succedendo oltreoceano.
Per gli americani il disastro ambientale occorso in seguito alla distruzione della Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico è qualcosa di devastante. Il petrolio ha già raggiunto le coste e per i governatori non sarà facile giustificare tutto ciò (inutile che vi spieghi il legame tra lobby del petrolio e politica americana…).
Un po’ come se, i politici di casa nostra, dovessero spiegarci che il Mar Mediterraneo è stato contaminato e che tutte le coste italiane soffriranno questo disastro per il prossimo decennio (come minimo…).
Ecco, penso che saremmo un tantinello inca**ati. Così lo saranno anche gli americani (che pochi non sono…).
Come risolvere dunque? Semplice, si usa una tecnica che conosce da millenni qualsiasi prestigiatore: si distrae il pubblico.
Ecco che, agitando le mani in pieno stile Mago Casanova, arriva prima uno e poi un altro attentato sventato a New York.
La bomba non possono farla esplodere (che se poi si scopre succede un bel putiferio…) ma far concentrare l’opinione pubblica sul pericolo terrorismo è una bella mossa.
Stavamo parlando di inquinamento? Chi? Cosa? Dove?
Si lo so, sono io fin troppo malpensante…
Emanuele
Tags: America, bomba, distrazione, ecologia, inquinamento, New York, petrolio, politica, soldi, speculazione, terrorismo
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