Archivio dei post taggati ‘delusione’

Corretegli incontro.

Scritto il 19 giugno 2011 alle 12:00

Uomo a braccia aperte verso il sole

Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto
ma da quelle che non avete fatto.
Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri,
catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.

Mark Twain (scrittore statunitense)

Emanuele

(photo credits)

#101: L’ultima, poi niente più.

Scritto il 27 luglio 2010 alle 12:50

Amica: l’ennesima delusione…

Io: pensa quanto ti mancheranno quando arriverai alla z-esima!

Burn after yahwn…

Scritto il 13 febbraio 2010 alle 1:18

Locandina film Burn after readingSarà che non so apprezzare l’arte dei fratelli Coen, ma ho appena finito di vedere Burn after reading con due amiche e un amico e mi è sembrata una palla colossale. Troppo spento il film fino al colpo di pistola in fronte e da li in poi si risolve tutto fin troppo velocemente come se non fossero stati calibrati bene i tempi.

E dire che il cast (Brad Pit, George Clooney) prometteva bene… il primo però fa una parte idiota, il secondo non è così incisivo.

Non so, mi ha lasciato l’amaro in bocca… comunque adesso è ora di spegner le luci e dormire. :-)

‘notte,

Emanuele

In bilico, tra tutti i miei “vorrei”…

Scritto il 25 gennaio 2010 alle 12:35

Sono appena arrivato a casa, con un ventotto in più scritto sul libretto però non ho la musica a palla, non sono euforico e non ho voglia di saltare casa casa.

Che cacchio… ha scelto il voto ancor prima di farmi parlare, mi ha tenuto 30 secondi (30 secondi d’orologio, non metaforici!) e già stava scrivendo il voto… sapeva quanto voleva darmi non so bene in base a cosa!

E va bene che è un buon voto, ma non ho capito cosa abbia valutato e gliel’ho pure detto. Volevo di più perché sapevo di meritare di più. Sono onesto con tutti e so anche quando debba andarmi bene un venti, un diciotto o anche un trenta.

E’ anche questione di fortuna, è vero… però dispiace quando avevi altre aspettative.

E’ un pensiero in meno, forse tra qualche tempo vedrò quel voto con un occhio differente ma oggi no.

Oggi è un voto distante due punti dal trenta.

Emanuele

PS: certo, Gennaio si chiude con un 28 e un 30 e lode ed è “gloria a Dio nell’alto dei cieli…” (cerco di trovare il lato positivo così la giornata la miglioro io adesso…).

WebPerTe… ma perché?!

Scritto il 14 maggio 2009 alle 16:28

Mi trovavo bene con WebPerTe. Avevo addirittura iniziato la procedura di rinnovo 10 mesi prima della scadenza del contratto. Tutto funzionava come desideravo… fino al primo d’Aprile.

Quel maledetto pesce lo scherzo l’ha fatto a me. S’è vestito da hosting provider ed ha iniziato a prendermi in giro. Si… perché è stata una presa in giro quasi.

In un giorno migliaia e migliaia di connessioni tramite le ricerche di Google misero k.o. il server, come già successo in passato.

Mi misi, così, in contatto (soprattutto telefonicamente) con il supporto di WebPerTe per cercare la soluzione del problema.

Inizialmente pensai potesse dipendere da Wp-SuperCache che non avevo riattivato dopo il cambio di template, però, dopo pochi minuti il problema si ripresentava.

Le connessioni venivano segnate da Apache con il flag “W – Sending reply“. Tutte le connessioni. Sembrava quasi che stessi facendo streaming di non so che.

Iniziai ad ipotizzare qualsiasi cosa e dopo aver chiesto consigli in giro, mi preoccupai di affrontare radicalmente il problema rasando WordPress a zero, reinstallandolo, ripulendo tabelle, disinstallando plugin ed eliminando record inutili. Per maggiore pulizia, volevo effettuare l’importazione tramite XML ma WordPress con archivi così lunghi mostrò problemi (riusciva ad importarmi solamente i primi 3 anni…).

I problemi però continuavano e non riuscivo a spiegarmi il perché.

Da settimane mi sento dire “ma perché hai lasciato WebPerTe? Ancora non l’hai raccontato…”. E’ vero, non l’ho raccontato semplicemente  perché volevo vedere come evolveva la situazione e qualche giorno fa ho ricevuto l’ultima sorpresa che mi ha spinto finalmente a sputar tutto su questo blog.

Da quando sono tornato su HostingZoom mi chiedo perché in Italia non abbia ancora trovato servizi paragonabili a questo. In America c’è più mercato e più concorrenza? Non credo sia solo questo.

WebPerTe offre l’uptime garantito ma sono solo chiacchiere perché poi non te lo rimborsa se dovesse mancare la promessa (ho chiesto informazioni tramite ticket in passato). HostingZoom se supera un tot di ore di downtime mi rimborsa addirittura un mese intero.

Comunque sia, sarei rimasto volentieri su WebPerTe se avessero voluto preoccuparsi del mio problema. Come vedete da quando ho trasferito il blog i problemi sono scomparsi. Eppure dopo il trasferimento non ho più toccato nulla. Nessuna modifica al database, nessun plugin rimosso o script modificato. WebPerTe non mi reggeva, HostingZoom, a parità di richieste di risorse, lo fa (e non si lamenta).

In realtà qualche vocina della blogosfera mi ha raccontato che stanno cercando di far cassa. Invitano gli utenti a passare a piani di hosting superiori e la stessa proposta, in effetti, è stata fatta anche a me più volte (non solo in quest’ultima occasione).

Non han tempo da dedicare ai servizi di hosting da 30€? E’ deludente questa politica perché in fin dei conti il prezzo non lo sceglie il cliente ma viene proposto da loro. E loro con 30€ promettono di tenerti il sito online. Non ti dicono “hai questa CPU, non devi avere più di tot connessioni aperte” e cose di questo genere. Son fatti loro questi, no?

Ho provato ad essere più che paziente con loro. Durante quei giorni di downtime ho perso più volte persino l’accesso via FTP: dovevo chiamarli per riacquistare l’accesso verso i miei dati! Inammissibile, indescrivibile. Bloccami l’HTTP così eviti il carico verso il server ma non inibire mai il recupero dei miei file.

Ho spiegato che ero dispiaciuto e che a quel punto annullavo l’ordine di rinnovo… ma sembra che, nonostante la crisi, 30€ valgano poco per loro. Non hanno battuto ciglio. Beati loro direi.

Inutile affondare il coltello dicendovi che per telefono ogni tanto mi son sentito trattato con poca attenzione o come un cliente di serie B. Sentire che squilla un altro telefono, dare la possibilità al tecnico di rispondere e sentirsi dire “può richiamarmi dopo? Per ora devo risolvere un altro problema” mentre hai il sito down da due giorni non è molto carino.

Comunque, come vi dicevo all’inizio, l’altro ieri ho ricevuto l’ultima amara vicenda di questo capitolo.

Una e-mail mi comunicava testuali parole:

Gentile Sig. Emanuele *****,

la sua sottoscrizione dreamsworld.it è stata cancellata.

Cancellata?!? Ma come diamine vi siete permessi?!

Ho pagato l’hosting fino al 16 Gennaio 2010! Va bene che non lo uso più! Va bene che ho spostato i record DNS su HostingZoom…ma chi vi autorizza a eliminare tutti i miei dati?

Chi vi dice che non stessi più usando quello spazio come appoggio per altro? O come semplice spazio di backup? O… *saranno-fattacci-miei-non-lo-uso-ma-lo-guardo*?

Ho aperto un ticket paventando una possibile azione legale. Mi è stato risposto che un problema di Parallels (il software che gli gestisce tutto quanto) ha causato questo errore (chiamalo errore, fortuna che ormai avevo salvato tutto…) e, molto velocemente mi han proposto il rimborso totale di quanto pagato per l’anno in corso. Ho accettato senza affondare il dito nella piaga ma, a volerla dir tutta, quando trasferii il blog per il downtime chiesi un rimborso (erano loro a non reggermi!) ma mi fu detto che non avevano possibilità di emettere bonifici in uscita. Sapevo che era una cavolata e questa ne è stata la conferma.

C’è la crisi ma se questo è l’amore verso il cliente sembra quasi che certe aziende si meritino di soffrirla un po’! Non credete?

Emanuele

Che strana mattinata.

Scritto il 14 novembre 2008 alle 13:26

Stamattina sono uscito da un’aula visibilmente nervoso.

In questo periodo mi sto impegnando tanto, anche a costo di sacrificare tanto altro che vorrei realizzare e che ho deciso di tenere “dentro“, come quando si culla qualcosa di prezioso. Ho decine di sogni e desideri in un cassetto che preferisco non aprire per non perdere la concentrazione.

Ho sempre cercato di credere al detto “Aiutati che Dio t’aiuta…”, ma oggi, non è bastato neanche quello.

Non è bastato neanche il coraggio per sostenere un orale (non previsto) e tentare di cambiare le sorti di un esame.

No, il coraggio non mi manca, questo è assodato. Sono stato l’unico a dire si al professore… l’unico a non arrendersi dopo l’esito.

Eppure, non è bastato.

E’ passata solo una persona con un misero 20, e così ti chiedi nuovamente da quale lato della cattedra stia il vero problema.

Non mi piace, però, scaricare le colpe sugli altri, non mi piace credere che il problema sia solo la severità del professore. D’altro canto, non penso di aver molto da rimproverarmi. In questo periodo passo le giornate in biblioteca, davanti ai libri… cosa potevo fare di più? Dovrò dare una risposta a questa domanda.

Non demordo, questo è sicuro. Domani si riprende a studiare (oggi pomeriggio ho tante cose da sbrigare) e continuerò a guardare al futuro con speranza.

E… Palermo, toglitele quelle nuvolette da sopra la testa!

Dobbiamo sorridere. E basta.

Emanuele