Archivio dei post taggati ‘contrasto’

Shanghai surprise.

Scritto il 26 marzo 2013 alle 16:51

Shanghai - Skyline dal Bund Shanghai - East Nanjing Road

Shanghai, se la guardi bene, è un po’ come un set cinematografico. Dal lato in cui passano gli attori, le macchine per le riprese, i grandi divi e la storia “che va narrata” tutto scintilla e sorprende. Dietro però – ma proprio subito dietro – c’è un mondo di cartone pieno di sporcizia e povertà. La Cina del miliardoetrecentomilioni di persone in qualche modo sa di non poter arrivare a tutti e così anche la più grande città del pianeta scende a compromessi: i flash e il jet-set del Bund o di East Nanjing Road scompaiono subito dopo una stupidissima linea gialla tracciata dal regista.

Shanghai - In giro (01) Shanghai - In giro (02) Shanghai - In giro (03)

Tra qualche giorno tornerò in Italia. Dopo quasi due mesi cinesi credo di aver superato lo stupore del primo impatto. Mangio con disinvoltura con le bacchette, ricordo varie parole cinesi oltre le fondamentali ciao e grazie, so dove prendere il treno o dove si trova la stazione dei pullman. Forse, ciò che prenderà più tempo, sarà incamerare e comprendere questo enorme contrasto.

Emanuele

E’ il tempo.

Scritto il 9 gennaio 2012 alle 21:23

E’ il tempo dei raccolti e dei sacchi vuoti. E’ il tempo del rumore, pungente, degli arbusti che si spezzano e bruciano sotto il fuoco imperioso e delle camelie che gridano congelate tra centimetri di neve. E’ il tempo delle scarpe, due o tre paia, che ti sembra di vedere, di avere tue, di sogni notturni avvolti nella confusione di chi – dovendo scegliere – non sa da che lato partire e di altre scarpe che, invece, al mattino dopo non ritrovi più lasciandoti sorpreso e confuso. E’ il tempo delle mille domande a Dio sussurrate nel buio, e della sua presenza che senti accanto ma che continui a non vedere come, da millenni, milioni di altri uomini. E’ il tempo della ricchezza e della povertà, delle illusioni e delle fondate certezze. Del freddo e del caldo che si alternano tra dentro e fuori, della vitalità che ti garantisce d’esser ancora sul pianeta e della noia maledetta che ti porta a dire che c’è del ghiaccio dentro. E’ tempo della voglia di fare e della voglia di fuggire. E’ tempo di silenzio e di chiacchiere infinite. E’ il tempo delle scoperte e il tempo della monotonia. E’ il tempo del peccato e della grazia. E’ il tempo che non passa, ma che passa troppo velocemente. E’ la fame, la paura, la felicità e la sazietà. E’ il tempo del pensiero come unica conferma della tua esistenza – della tua resistenza – e delle parole che ti sembrano inutili come uno scolapasta per ombrello. E’ il tempo dei bisogni e dell’opulenza. E’ il tempo dell’indipendenza e dell’assoluta incapacità. E’ il tempo di parole impossibili da sputar fuori e di altre che volano come fossero aquile piuttosto che parole. E’ il tempo del bianco, del nero e di tutti quei colori che hai assorbito. E’ il tempo di guardarsi allo specchio per capir ciò che si è e il tempo di non badar troppo a come si è sempre stati. E’ il tempo di ritmi lenti che non durino troppo. E’ tempo di notti insonni e di grandi letarghi. E’ il tempo di particelle eccitate e di stasi continue. E’ il tempo di un piatto con una fetta di carne ancora congelata che dovrai cucinare e il tempo di torte alla frutta. E’ il tempo di equilibri e cadute. E’ il tempo di ingenuità e scelte minuziosamente intraprese. E’ il tempo di diagrammi, schemi, effetti e previsioni. E’ il tempo dei tarocchi. E’ il tempo di libri, di pagine divorate e momenti di fuga da tutto ciò che è scrivere. E’ il tempo di torture e di battaglie vinte. E’ il tempo di nuove responsabilità e di spensieratezze. E’ l’assenza di emozioni e vortici in cui ti perdi. E’ l’inverno. E’ il mio inverno. E’ agitazione, in un bianco che altro non è che un nero esploso.

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Guardatelo così, è così che l’ho amato.

Emanuele

Costretti a rallentare.

Scritto il 16 aprile 2011 alle 10:17

Strada verso il lago Maggiore

Amo i luoghi in cui la strada si inerpica timida tra il verde. Dove la viabilità è sottomessa alla bellezza della natura, dove nessuno penserebbe mai di aumentare i centimetri di asfalto, dove – al contrario – chiunque sostiene con facilità che già quel che c’è è più che sufficiente e talvolta eccessivo.

In quei luoghi amo abbassare il vetro e respirare l’assenza di comodità, o forse, amo respirare la presenza di natura fornita con prepotenza.

Emanuele

Il contrasto è la chiave di volta.

Scritto il 6 marzo 2011 alle 12:00

Sole e spighe di grano in controluce

La notte non è mai così nera come prima dell’alba
ma poi l’alba sorge sempre a cancellare il buio della notte.
Così ogni nostra angoscia, per quanto profonda prima o poi
trova motivo di attenuarsi e placarsi,
purché lo vogliamo. Sappiamo che c’è la luce perché c’è il buio
che c’è la gioia perché c’è il dolore, che c’è la pace perché c’è la guerra
e dobbiamo sapere che la vita vive di questi contrasti.

Tratto da “Notte infinita” di Romano Battaglia

Emanuele

(photo credits)