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Cose che ho imparato in Cina (secondo round).

Scritto il 7 febbraio 2013 alle 7:23

La mia permanenza in Cina continua e con esso anche le cose che scopro e che posso più o meno apprezzare e condividere. C’è di certo che la Cina che sto vedendo è uno spicchio infinitesimale di quello che l’intera nazione rappresenta: basta fare un salto su Google Maps per rendersi conto che le sue dimensioni comportano differenze abissali tra nord-sud ed est-ovest. Anyway… here we go!

I cinesi hanno scoperto l’acqua calda.

O meglio, più che scoprirla, se la bevono. Sebbene infatti non bevano durante i pasti (considerato esiste sempre che una zuppa ad inizio o fine pasto), se decidono di accompagnare il cibo con qualche drink, allora avranno acqua calda con foglie di tè, o semplice acqua calda. Quando ho chiesto alla traduttrice perché bevesse acqua calda mi ha guardato come fossi un marziano che chiedeva la cosa più scontata del mondo: l’acqua va bollita, punto! Ecco, dopo aver riso (questa parola inizia a darmi un senso di nausea) un po’ mi ha spiegato che l’acqua che arriva nei rubinetti non è buona e così va sempre bollita. Le ho chiesto: “ma allora se arrivi a casa assetata dovrai aspettare che l’acqua sia pronta prima di bere?”. Risposta semplice: un bollitore elettrico è sempre pronto, come qualsiasi elettrodomestico che lasciamo acceso nelle nostre case. In ogni caso le è sembrato così strano che noi bevessimo acqua fresca…

Istruzione.

Ho scoperto che una decina d’anni fa il governo ha tentato una cosa difficilissima ma importantissima. In pratica aveva introdotto degli esami nella secondary school composti da domande che coinvolgevano tutte le materie. L’esperimento non ha funzionato, si sono resi conto che era troppo difficile per i ragazzi di quell’età ma questo modo di ragionare mi piace perché è un allenamento durissimo saper spaziare da un argomento ad un altro, da una materia ad un altra allo stesso modo di un pensiero che scorre nella nostra mente. Ciò tra l’altro richiedeva che gli insegnanti fossero preparati non solo sul loro programma ma anche su nozioni di altre materie. Adesso si è tornati al metodo classico ma i compartimenti stagni non sono mai buoni compagni di viaggio. E poi sarei curioso di vedere i nostri professori alle prese con un sistema simile.

Tetti cinesi

Vita per strada.

In realtà non ho ancora chiaro se sia io a non farmi capire o se davvero il mondo al di fuori da queste parti sia meno peggio di quel che immaginavo. Innanzitutto perché le banche che ho visto non hanno le porte blindate. C’è la guardia, è vero, ma secondo me il terrore di una giustizia che sa usare misure pesanti (che invece non condivido) gioca la sua parte a sufficienza. E poi per ben due volte la traduttrice si è sorpresa nel sentirmi chiedere se fosse tranquillo fare un giro in città dopo cena o se potesse essere pericoloso. Sinceramente non mi è chiaro se abbia posto male la domanda o se seriamente la criminalità in queste città sia ben controllata.

Mezzi di trasporto.

I taxi costano poco. Ho speso circa 1€ quando ci siamo persi (eravamo andati a fare un giro ma la traduttrice non è di questa città e io con quei cartelli scritti in marziano sono peggio di un cieco senza bastone e cane guida…) però sono sporchi, molto sporchi. Il secondo che mi è capitato di prendere puzzava in un modo tale che ho cercato con attenzione un punto in cui sentivo meno puzza ed ho tenuto il naso fisso in quel punto esatto per tutto il viaggio. Lei mi raccontava che quel taxi solitamente lavora nei suburbs così non c’era da aspettarsi molto. In ogni caso hanno i primi 10km a tariffa fissa (che varia da città a città) e poi un costo chilometrico supplementare. Ah, guidano male… come tutti gli altri. La metropolitana ha un prezzo diverso da città a città. A Shanghai varia da 35 a 70 centesimi di euro e dipende dal numero di fermate che si vogliono effettuare (comunque non si paga mai meno di 35 centesimi). Una linea è a levitazione magnetica (e la cosa mi fa sorridere considerato che a Milano, in questi giorni, siamo orgogliosi della avanzatissima linea lilla senza conducente…).

Lavoro.

Anche in Cina è difficile fare l’insegnante. Anche qui c’è già troppa gente che insegna e altrettanta che aspira ad un posto simile ma, parimenti, si dice che bisogna spingere di più sulla cultura per far avanzare il paese rispetto alle altre nazioni. Lo stipendio di un tecnico di fabbrica non è male, al cambio circa 800€ al mese, ma sono le condizioni ad essere diverse in maniera considerevole. Uno dei fattori per cui accade, secondo la traduttrice, è che la Cina è talmente grande che lo Stato non riesce ad arrivare ovunque coi controlli, così anche se esistono vari regolamenti a riguardo (seppur meno restrittivi delle nostri) questi vengono spesso disattesi. Un esempio lampante l’ho avuto nella mensa dell’impianto: prima di sedersi la traduttrice ha dovuto pulire la sua sedia dalla polvere mentre la cucina era quasi completamente allagata. Non sono d’accordo con lei in quanto pensavo all’America: un paese enorme con standard ben diversi.

Casa.

Acquistare casa è complicato anche qui. In città i prezzi al metro quadro sono molto simili a quelli milanesi e una famiglia media deve fare un mutuo per 20-25 anni almeno. Non sempre hanno un numero civico ma, alcune volte, nella via i palazzi hanno un nome. Nei campanelli non appare mai il cognome ma il numero dell’appartamento (un po’ come si fa nel nord Italia).

Matrimonio.

Non ho discusso circa il loro rito (in effetti, considerato che la maggior parte di loro segue gli insegnamenti di Confucio potevo anche chiederglielo) però ho scoperto che tradizione vuole che l’uomo acquisti la casa prima del matrimonio e se non puoi permetterti l’acquisto, niente bella donna accanto (me l’ha riassunta così). Puoi condividere le spese con la moglie, ma almeno l’anticipo spetta all’uomo che quando possibile viene aiutato dalla famiglia. Noi europei ce la passiamo meglio da questo punto di vista. Culturalmente c’è una forte inclinazione verso il matrimonio e chi decide di non farlo non è mai visto di buon occhio dalla famiglia d’origine, specie se si è donne.

Inquinamento.

Mi è capitato di usare la mascherina. Mi raccontava che loro sono abituati a farlo quando sentono l’esigenza. Per me è stato brutto, psicologicamente inquietante. Posso stare attento all’acqua che bevo e al cibo che metto nel piatto, posso lavarmi le mani e tutto il resto ma… cavoli, contro l’aria sei inerme. E’ brutto pensare di doverti difendere in quel modo e che loro accettino questo livello di inquinamento. Anche nel mio viaggio in Africa mancava qualsiasi forma di igiene “occidentale” però non mi sono mai sentito in pericolo.

Telefonia e internet.

Il costo di un abbonamento telefonico + ADSL a casa è – al cambio – 12€ al mese, la linea arriva via cavo e spesso l’operatore ti chiede se vuoi passare alla fibra gratuitamente. La cosa interessante è che ad ogni rinnovo con lo stesso operatore ricevi il raddoppio della banda: 4-8-16…mbit. Devi pagare annualmente l’intera cifra e se vuoi per 15€ al mese hai inclusa anche la tv. Discorso diverso per la telefonia mobile. Non so esporre tutte le tariffe possibili, semplicemente la traduttrice mi raccontava che lei ha solo 30MB di traffico dati al mese, che esiste la possibilità di acquistare pacchetti “con monte ore” piuttosto che con quantità di dati ma – come iniziano a fare gli operatori da noi – hai anche la connessione wifi gratuita ove disponibile (e qui, quella dell’operatore è ben diffusa sul territorio). In ogni caso il pacchetto mobile (con 150 minuti di chiamate) è meno conveniente dei nostri e senza di esso si paga di più quando si è fuori dalla propria città o si ricevono chiamate. Si, anche le chiamate in ingresso hanno un costo a meno che il tuo pacchetto non le preveda come illimitate. Infine, lo stipendio medio italiano, al cambio, è il doppio di quello medio cinese ma l’iPhone costa come in italia e così per loro è very expensive. In giro ho visto comunque vari iPhone e molti cellulari Android. Quando attivi un numero puoi scegliere quello che preferisci ma quelli facili da ricordare (o con numeri positivi visto che i cinesi son superstiziosi) si pagano di più. Lo stesso discorso vale per le targhe delle auto.

Vestiti low cost.

Uno degli argomenti che mi ha appassionato di più è nato dopo averle chiesto come mai in Europa stiano arrivando ondate di cinesi che coi loro negozi hanno invaso ogni città. La sua prima risposta è stata semplice: “qualsiasi uomo vuole sempre più soldi”. E in effetti è vero. L’Europa è un buon mercato per loro, il livello di richezza medio è superiore e così è un piatto da aggredire. Non ho avuto voglia di infilarmi in discorsi ipotetici (tipo “secondo me la mafia cinese ha stretto accordi”) ma comunque mi è stato chiaro che i cinesi, in Europa, hanno trovato un mercato, il loro mercato. Ecco, specifico “il loro” perché – in realtà – i cinesi in Cina non vanno in giro con quella valanga di vestiti malcuciti o dai colori osceni e tossici persino allo sguardo. La traduttrice mi spiegava che probabilmente la qualità dei prodotti non è attualmente paragonabile a quella degli standard europei e per questo hanno deciso di investire in quel mercato. Tra l’altro qui accade molto spesso che, specie le ragazze, vogliano cambiare vestiti continuamente e per questo sono disposte ad avere una qualità inferiore. Filosofia usa e getta in pratica. Il nostro paradigma mentale invece è ancorato a concetti di durata nel tempo e roba simile, così ovviamente quei capi sembrano tutt’altro che buoni. Le ho detto che, per via di questo, gli europei hanno assimilato i cinesi a fabbricanti di prodotti di bassa qualità. Lei mi ha guardato le scarpe. Stavo indossando delle Adidas e sorridendo mi ha detto che la fabbrica dell’Adidas è ad appena un paio d’ore di treno da qui. In effetti ormai qualsiasi cosa è costruita in oriente, anche Kappa, Puma, Nike, Apple costruiscono in Cina e noi europei non vediamo quei prodotti come roba di bassa qualità. Ah, a proposito: un paio di Adidas costa nello spaccio della fabbrica all’incirca 5€. La traduttrice ha riso tanto quando le ho detto che volevo fare un salto in qualche modo da quelle parti per acquistarne due o tre paia (mi dispiace sapere di non avere il tempo…). Ovviamente basta arrivare a Shanghai per trovare dei prezzi in linea con quelli del resto del mondo e vedere svanire quello sconto incredibile. In pratica loro vendono anche prodotti di bassa qualità semplicemente perché esiste quel mercato e nessuno lo stava soddisfando.

Matrimoni gay.

Le ho chiesto anche questo e la pensa abbastanza come noi. Va benissimo se due persone dello stesso sesso si amano (anche se lei adduce il fenomeno a carenze nella famiglia d’origine) ma non è d’accordo con l’adozione di bambini perché un bimbo per crescere ha bisogno di apprendere concetti da due figure con caratteristiche abbastanza diverse (e sono d’accordo anch’io). Anche in Cina è difficile fare outing in famiglia ma a differenza dell’Europa non si è ancora arrivati ad un momento in cui la società manifesta per il riconoscimento di qualche diritto per loro. Esiste da qualche anno il gay-pride in varie città della Cina ma il regime non li pubblicizza più di tanto, tant’è che lei non ne sapeva nulla. Qualche tempo fa leggevo che qui gran parte degli omosessuali finisce col nascondere la propria natura e sposare, comunque, una donna. Forse è per questo che la traduttrice identificava il fenomeno come qualcosa che nasce nel periodo universitario ma che poi rientra da sé con la crescita.

Contare con le mani.

I cinesi possono contare fino a 100 con due mani e non è una prodezza da mago Silvan. Mentre noi possiamo arrivare fino a 10 loro indicano i numeri con dei gesti e così con 5 dita puoi contare fino a 10. In questo modo con una mano fai la decina, con l’altra l’unità. E a proposito di numeri e superstizioni, l’8 porta soldi, il 4 è associato alla morte, il 6 e il 9 sono positivi.

La pena di morte.

Anche la traduttrice concorda con me: non è dato a noi il potere sulla vita di un uomo, però le cose – finché esisterà questo regime – non potranno cambiare. Non so se fosse a conoscenza del fatto che la Cina è attualmente lo Stato sul pianeta che emette più sentenze di condanna a morte (oltre un migliaio nel 2011), le ho mostrato un grafico ma mi è sembrata indifferente. Ipotizzo perché, in alcun modo, questo venga fatto passare come una questione sociale.

L’informazione.

Tutto è filtrato e così anche la TV che si può guardare è solo quella approvata dal regime. L’uso di parabole è proibito, è necessario avere speciali autorizzazioni per installarle ma queste sono date solo ad hotel o in casi speciali. In questo modo la TV mondiale non arriva nelle case dei cinesi. Solo in alcune aree  rurali, dove non arriva il cavo tv, la gente ha usato le parabole ma si permettono di farlo perché in quelle aree i controlli sono rari. Al contrario di noi però la gente sente poco la necessità di scaricare via torrent o mezzi simili in quanto esistono siti degli operatori tv in cui puoi guardare qualsiasi film gratuitamente: se ti registri e paghi eviti la pubblicità, altrimenti devi sorbirti uno spot iniziale. Un esempio è LeTV.com in cui trovi sia film cinesi che esteri. E’ stato divertente scoprire che qui Lupin non è famoso come da noi e che di Sonic loro hanno avuto anche il cartone animato (mentre noi, credo ma potrei sbagliarmi, solo il gioco). In ogni caso la riflessione più profonda che mi torna in mente è che è triste vedere come basti poco per tenere le masse sedate. Non hanno accesso a Youtube, non hanno accesso all’informazione globale ma non ne sentono troppo la mancanza perché i loro portali offrono già tutto ciò che è “approvato” in maniera facile e veloce. La traduttrice, quando non avevo nulla da dire ai tecnici cinesi, guardava film da quel portale sul suo cellulare (con Windows Phone 7) via wifi.

Emanuele

E’ ufficiale.

Scritto il 12 ottobre 2012 alle 10:02

Impasto torta

Sei diventato vecchio quando, tornando a casa dal lavoro, decidi che è il momento di preparare una torta.

Emanuele

11-11-11.

Scritto il 11 novembre 2011 alle 21:26

Oggi è l’ultimo giorno binario del secolo. Oggi è il primo giorno della mia vita in cui dormo nel mio monolocale.

Il mondo e io. Ognuno osserva il tempo dalla prospettiva che preferisce.

Emanuele

Enel Energia (l’energia di andarvene a fanc…).

Scritto il 29 settembre 2011 alle 10:41

Se avete bisogno d’aiuto, non contattate l’Enel attraverso la chat sul sito sebbene vi sia scritto “Live chat con un nostro esperto”. :-|

Operatore: Buongiorno, sono Naike 520 di Enel Energia!Hai già visto le nostre offerte commerciali?
Operatore: come posso esserti utile?
Cliente: salve
Cliente: avrei bisogno di attivare un contratto per un mese
Cliente: sono inquilino di un appartamento ma non ho domicilio nè residenza in quella casa, è possibile?
Operatore: luce o gas?
Cliente: luce
Operatore: vi serve solo per un mese?
Cliente: si
Operatore: dovresti attivare per poi disattivare
Cliente: è possibile anche se non ho domicilio o residenza in quell’appartamento?
Cliente: esiste una forma di contratto temporaneo?
Operatore: non te lo so dire
Cliente: (possibilmente con qualche agevolazione)
Operatore: il contatore è presente e disattivo?
Cliente: è presente
Cliente: nel display indica “cessata” come utenza
Operatore: sarebbe un subentro
Cliente: e dunque?
Operatore: in questo caso io ti consiglio di contattare il numero verde per informarti sul fatto di fare il contrtto temporaneo
Operatore: se ti dicono che non e’ possibile lo puoi fare online
Cliente: scusa ma questa chat a che serve se le domande devo farle al numero verde?
Operatore: ci occupiamo di OFFERTE COMMERCIALI
Cliente: e quella di cui ho bisogno io come si configura?
Operatore: ti sto solo dicendo di informarti per vedere se lo puoi fare per un mese
Operatore: sarebbe piu’ conveniente per te
Operatore: altrimenti lo facciamo online subito
Operatore: per me e’ uguale
Cliente: e nuovamente, pensavo di poter usare questa chat per INFORMARMI
Cliente: è ridicolo questo servizio, arrivederci.

L’operatore ha chiuso la chat senza salutare.

Roba da defacciargli il sito.

Emanuele

Catena bella… (o belle catinelle).

Scritto il 23 aprile 2011 alle 10:51

Da quando lavoro si vive praticamente solo nei weekend. La settimana scorre veloce e la parte più bella della giornata (quella col sole) la passo chiuso in ufficio così si aspetta sempre il Venerdì per organizzare qualcosa di diverso.

Ieri era tutto pronto. Il percorso deciso, in realtà qualche giorno prima, prevedeva poco più di 100km. Destinazione “Monte Selvino”, sopra Bergamo. Catena oliata, tutina e caschetto pronti fuori dall’armadio. Sembrava tutto perfetto e l’unico freno poteva essere semplicemente la volontà di pedalare per così tanta strada.

E invece poi, ti svegli, guardi il meteo sull’iPhone e guardi dalla finestra. Riguardi il meteo e riguardi la finestra. Riguardi il meteo. Piove. E’ prevista pioggia sia dove sei che dove devi andare.

Così il Sabato, quel giorno che hai aspettato e desiderato per tempo finisce per imprigionarti tra le mura di casa. :-(

Emanuele

PS: se nel pomeriggio si riprende, minimo minimo faccio 40km e me ne vado al Parco di Monza. :evil:

Forever yellow skies!

Scritto il 14 aprile 2011 alle 10:12

Questa foto qui guardatela bene. Guardatela e abbandonate un attimo ciò che stavate per fare. :-)

Campi gialli in primavera

Giallo. Forse voi vedete solo delle piante gialle ma per me non è così. Per me è un’occasione e mi sento fortunato. In questi mesi sto avendo la possibilità di conoscere la vita fuori città, distante da traffico, smog, stress.

Sono felice delle opportunità che mi sono state date: l’anno scorso ho vissuto la Milano-imprenditrice e mi son ritrovato anch’io come milioni di milanesi che giornalmente si incolonnano (tutti uguali) sulle tangenziali o sull’A4, arteria incredibile di questo nord Italia. Questa primavera invece mi sta regalando la fortuna di passare ogni mattina da campi come questi con la bicicletta e la borsa da lavoro a tracolla, felice. L’aria è pura tanto che spesso senti e apprezzi l’umidità dell’erba che si diffonde in tutta la zona.

Da un po’ di giorni – e lo dico senza paura di sbilanciarmi troppo – penso persino di aver trovato il mio ambiente, il compromesso giusto tra contatto con la natura e la vita-da-non-eremita che da anni il mio Io insegue. Faccio una vita molto più a contatto con la natura adesso rispetto a quando non vivessi a Palermo, immerso tra palazzi in cemento e strade asfaltate.

Sapete, in questi anni quasi tutta la gente che ho conosciuto a lavoro ha comprato casa. Il contratto stabile che ho permette, almeno sulla carta, anche a me di fare un mutuo. Non è una priorità di questi giorni ma… questi mesi in campagna mi stanno facendo valutare con forza l’idea di non tornare mai più in città. Non a Milano o a Palermo. Non tornare più in nessuna città. Qualche giorno fa lo raccontavo anche a mia sorella e penso che quando sceglierò casa lo farò in primavera. Dovrò capire come diventa il mondo intorno in questo bellissimo periodo dell’anno. :-)

Perché la natura fa parte di ciò che sono io. Per anni mi sentivo libero e in pace con l’universo quando vivevo i campi scout, quando mi ritrovavo per strade disperse tra le montagne o quando dormivo in tende montate tra boschi mai calpestati. Qui, sto provando un po’ le stesse sensazioni con maggiore equilibrio. Niente più “fughe forzate dalla realtà” ma stupende opportunità di conciliare la vita normale con ciò che fa star bene nel profondo.

Esco dal lavoro e attraverso vari campi, non sono ancora così bravo da riconoscere il tipo di coltivazione ma quei colori ti regalano serenità e allegria. Quasi mi dispiace dover arrivare al lavoro o a casa!

Quel giallo di questa foto, mi ricorda tanto il giallo di una canzone che amo e così quando passo da lì pedalo sempre con più forza, le gambe spingono e poco importa se hai già fatto qualche chilometro e arriverai a casa sudato. Pedalo e sorrido e mi sento nel mio mondo. Mi sento perfetto in quel momento. Ho finito di lavorare, sono in bicicletta, ho la natura intorno e qualche ora di relax mi aspetta, cos’altro potrei chiedere?

Mi immergerei. Sarà che immagino troppe scene da film mentre vivo ma – seriamente – forse un giorno troverò il coraggio di lasciare la bicicletta di lato per mettermi a correre come un bimbo tra quei prati probabilmente sottovalutati.

Guardatevi intorno. Evitate il più possibile i luoghi in cui non vedete l’alba o il tramonto! Il vostro io non lo ritroverete mai distanti da madre natura: è parte di voi imprescindibile! :-)

Emanuele

Il brutto vizio delle belle domeniche.

Scritto il 4 aprile 2011 alle 8:26

Non so ancora come sarà Aprile, quel che so è che la prima domenica a casa è riuscita benissimo. :-)

Barbecue a casa

Il problema adesso è accettare che è iniziata una nuova settimana lavorativa e che tutta la carne mangiata, le risate condivise, i passaggi al pallone effettuati dovrai rinchiuderli in un minuscolo angolo del tuo cervello per dedicarti a tutt’altro!

Emanuele

La casa dei sogni (e ci vivo dentro).

Scritto il 31 marzo 2011 alle 14:30

Io non so perché in questo periodo tutto ciò che ricevo arrivi sempre in grande stile, dal lavoro con un ottimo contratto all’abilitazione che non mi ha preoccupato più del dovuto, tutto sta avanzando con una semplicità ed una naturalezza che non ci si aspetta.

Alcuni mesi fa vi avevo detto di aver lasciato casa… ma non vi avevo raccontato dove sono finito! La casa (ma dovrei dire villa, visto che ha box e giardino posteriore con gli ulivi) che ho in affitto, probabilmente, è il sogno per ogni ingegnere.

Emanuele - relax

All’ingresso c’è un display touch-screen appeso alla parete attraverso cui puoi controllare qualsiasi diavoleria: dal riscaldamento a pavimento per ogni singola stanza (che è una figata visto che puoi camminare scalzo in camera), alla programmazione del doppio (!!) sistema d’allarme, all’apertura o chiusura automatica delle finestre (scena da film: due click e chiudi tutto…). Tutto il sistema ovviamente si può controllare anche telefonicamente… chissà ti vien voglia di aprire qualche finestra prima di arrivare a casa. :o

In salotto, accanto al giradischi, c’è una tv al plasma (che credevo avrei visto solo nei centri commerciali in vita mia) da oltre 40 pollici e in bagno la doccia con idromassaggio, radio e cromoterapia (in pratica puoi scegliere di quali sfumature di colore inondare il box doccia…). Ecco, questa cosa della cromoterapia è magnifica, puoi selezionare colori sull’azzurro o verde la sera quando vuoi rilassarti o sul giallo la mattina per svegliarti…

Poi, come se non bastasse neanche l’aspirapolvere è normale! In ogni piano, c’è un buchino nel muro del corridoio, tu attacchi il tubo lì e parte una aspirapolvere in cantina che tira tutto giù senza che doverti trascinarti dietro alcun macchinario… :roll:

All’esterno poi c’è l’impianto di irrigazione automatico (coi sensori per non attivarsi quando piove) e le luci che si accendono e spengono al tuo passaggio. Per concludere, neanche le pareti sono normali! La casa è ricoperta di quarzite che coi raggi solari risulta particolarmente brillante!

Insomma, io so che quest’inizio scintillante anche da questo punto di vista avrà un peso non indifferente un giorno: quando dovremo cambiar casa sarà dura ritrovare qualcosa che le assomigli… intanto ho gli amici che, a turno, si stan proponendo per venirmi a trovare: tra qualche mese sarà stupendo poter sfruttare il giardino (e il barbecue) a dovere e forse già questo weekend…! :-)

Emanuele

PS: ovviamente in mansarda (tetto con travi a vista), non poteva mancare una vasca con l’idromassaggio che non ho ancora provato. :roll: