Archivio dei post taggati ‘carne’

Sarà necessario un invito autunnale.

Scritto il 23 agosto 2011 alle 12:35

E’ già passato un mese da quel sabato con gli amici. Sono già passati sei mesi dall’ultima volta che son volato a Palermo.

Grigliata con gli amici

L’odore di quel weekend torna anche oggi, ma senza loro non è la stessa cosa. Da notare (ed apprezzare) la carriola trasformata in tavolino. Questa foto testimonia ineluttabilmente che anch’io bado alla carne (che ogni volta tutti dicono il contrario!). :-P

Emanuele

PS: la foto è sua (che col tempo si migliora) anche se lo scatto, per questa volta, è di qualcun altro (leggere i commenti).

Il brutto vizio delle belle domeniche.

Scritto il 4 aprile 2011 alle 8:26

Non so ancora come sarà Aprile, quel che so è che la prima domenica a casa è riuscita benissimo. :-)

Barbecue a casa

Il problema adesso è accettare che è iniziata una nuova settimana lavorativa e che tutta la carne mangiata, le risate condivise, i passaggi al pallone effettuati dovrai rinchiuderli in un minuscolo angolo del tuo cervello per dedicarti a tutt’altro!

Emanuele

Interlude.

Scritto il 1 maggio 2010 alle 11:34

Mi sveglio col sole del mattino
lavoro fino a quando ho finito,
non guardo mai l’orologio,
sto vivendo fuori dal tempo,
nel mio bozzolo.

I giorni scivolano via lisci
come acqua che scende dalla gola,
dipingono segni. [...]

Elisa – Interlude

Oggi pausa. Il mondo si organizza per il primo Maggio… io avevo un invito per una grigliata fuori Milano ma ho preferito rallentare, dedicarmi alla famiglia, ridare valore al mio tempo, occuparmi delle piccole cose che si rimandano sempre.

Dalla finestra arriverà l’odore della carbonella e del grasso della carne che scoppietta. Non quella milanese però, quella degli amici lasciati a Palermo, quella di coloro che stamattina si son svegliati facendomi uno squillo, mandandomi un sms, giusto per ricordarmi che oggi sarò con loro anche senza essere seduto in nessuna di quelle auto dirette fuori città…

Sono felice così.

Emanuele

Amici: tra giardino, affetto e un buon bicchier di birra.

Scritto il 19 luglio 2009 alle 23:41

Sono tornato da qualche ora da un week-end fenomenale.

Il mare in realtà, alla fine l’abbiamo visto poco… e forse è proprio per questo che sono tornato contento.

Quando ho deciso di tornare al villino per il week-end mi ero imposto di dare una sistemata al giardino che non veniva curato da un anno e che ogni volta è uno stress per tutta la famiglia.

Volevo che quest’anno i miei genitori trovassero la casa già sistemata e così, dovevo farlo prima di partire per il campo scout (ormai imminente!).

Per questo motivo ho detto agli amici “sappiate che devo sistemare il giardino… se volete venire per trascorrere un weekend fuori, ben venga, ma non pretendete che io sia bello libero e spensierato come l’altra volta!”.

Non sono servite altre parole. Mi sono ritrovato sabato con sei braccia che, oltre alle mie, lavoravano di buon gusto!

Abbiamo buttato una ventina di carriolate di erba e rami tagliati. Abbiamo riportato i mattoni al colore originario e rastrellato la terra.

Un lavoro che solitamente, le estati precedenti, mi occupava una giornata intera è volato via in circa cinque ore di lavoro intenso.

E’ stato un piacere sedersi a tavola la sera e in quel momento pensavo, ancora una volta, quanto fossi fortunato ad avere accanto delle persone così disponibili.

Ci siamo divertiti come matti, abbiamo battezzato un ragazzo “Edward mani di forbice”* e poi – diamine – abbiamo mangiato da pazzi.

A proposito, il menu del weekend è stato il seguente:

Pranzo del sabato: spaghetti con le vongole con aglio e peperoncino (900gr per quattro persone :-|) e melone bianco.

Cena del sabato: 2,2kg di salsiccia, 400 grammi di spiedini, 1,2kg di pollo: un totale di  3,8kg di carne per quattro persone! 8-)

Pranzo della domenica: 1kg di penne rigate con zucchine soffritte, gamberetti, pomodorino, aglio e peperoncino. Insalata caprese e melone bianco.

Bibite: una cassa di birra, qualche coca-cola e tequila per il dopo cena!

Insomma… l’ennesimo weekend spettacolare. Ho anche comprato il barbecue! Volevo acquistarlo l’anno scorso ma l’estate volò e non ebbi l’occasione per organizzare qualcosa… così, ieri, mentre si sceglieva il menù ho colto la palla al volo… :-)

Bello, bello, bello… ancora l’estate deve iniziare ma è già tutto così bello! :joy:

Emanuele

Scrivo.

Scritto il 1 luglio 2009 alle 3:17

Le fette di carne poste su una padella con l’olio bollente, sono la trasposizione tangibile e fumante di alcune notti dell’uomo.

Loro, con quel sapore ardente. Quella voglia di trovar quiete, quella necessità di scoppiettare cercando in ogni bollicina quell’attimo, fermo, in cui la calma le rapisce dal turbinio inarrestabile dell’olio.

Ci sono notti in cui ti giri e rigiri, proprio come una fetta di carne. E più ti giri, più ti senti scoppiettare e non puoi fare a meno di sbuffare, cercando in quei respiri profondi quella quiete che desideri.

E così, come una bella fetta di carne, la tua quiete non la troverai più nella confezione in cui eri riposto.

Mi sono alzato e sono finito qui. Mi ero detto “Emanuele, fatti due o tre esercizi e vedrai che il sonno ti cala…” però non vorrei studiare di notte. Non è il caso di scombinare gli orari tanto più che già, di giorno, i due caffè ormai sembrano acqua e zucchero.

Scrivo. Scrivo perché scrivere mi regala quella quiete che cerco.

Queste pagine, questi tasti, sono ormai una parte di me. Un braccio, una mano, una testa, un cervello di cui non so fare a meno.

Scrivere. Che bello. Più metti insieme le parole e più ne arrivano, tanto che devi iniziare a scegliere quali usare. Devi dosare i toni, dare una spruzzatina di armonia e sperare che fuori traspiri tutto ciò.

Scrivo e sono davanti allo specchio. Uno di quegli specchi che ti dice “guarda come sei bello oggi, proprio proprio bello!”. Ma non è lo specchio a darti il verdetto in realtà. Sei tu che con la tua posizione, grazie ad un sapiente gioco di luci e riflessi, riesci ad enfatizzare ciò che sei.

E io scrivo… e mi sento davanti ad uno specchio. Perché rivedo me. Vedo “dentro” me, che forse a pensarci bene è ancor più bello di un banalissimo specchio.

Cerco la quiete e posso cercarla dentro!

Ecco perché scrivo e non faccio esercizi. Con loro sarebbe arrivato il sonno dovuto alla stanchezza, non quel sonno profondo che si vive quando si poggia la testa sul cuscino pienamente appagati.

Scrivo, ascolto “Que Reste-t-il De Nos Amours” e trovo la quiete. Quel che resta dei nostri amori, appunto.

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Emanuele

#35: Delirium carnalis.

Scritto il 21 aprile 2009 alle 12:50

Amica: che fai?

Io: cercavo di capire se la stanchezza sia qualcosa di umano o di sovrannaturale… l’uomo è fatto di carne ma non ho mai visto una fetta di carne impanata “stanca”. Dovrà esserci qualcosa di sovrannaturale…