Emanuele, ingegnere. Nato a Palermo verso ora di pranzo. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Divide un monolocale con otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.
Mi aspettano dei giorni elettrizzanti! Stasera dopo il lavoro pedalo fino a casa, rapida pulizia della bicicletta (grasso alla catena, lucidatura generale…) e poi si vola verso il Duomo per il concerto di chiusura pro-Pisapia (presenta Claudio Bisio, cantano Daniele Silvestri, Elio e le storie tese, Giuliano Palma, Paolo Rossi…). Anche se non ho diritto di voto non posso non sostenere questo segno di cambiamento!
A concerto finito si corre a casa, dormiremo qualche ora e all’alba suonerà la sveglia perché intorno alle 7 saremo già tra i binari, con le biciclette al seguito, in partenza per Genova!
La destinazione finale (la parola misteriosa!) – come vedete – era semplicemente LAVAGNA. Nulla di osceno ma già da giorni le battute non si son risparmiate (speriamo che i letti non siano d’ardesia, se vi comportate male vi ci metto dietro, ma la città è roteabile? Etc… ).
Passeremo da Portofino, mangeremo la focaccia di Recco e, tempo permettendo, il mio programma ufficiale è il seguente: mentre si pedala, ogni spiaggia interessante che incontreremo deve trasformarsi in “stacco il caschetto, mi spoglio e mi butto in acqua!”.
Per morire dalle risate, certe volte, basta davvero poco. Ieri sera abbiamo prenotato due doppie in Liguria: con tre amici passerò il weekend sulla costa, un po’ pedalando, un po’ in acqua.
Intanto il vero colpo di genio è stato obbligare chi ha chiamato per prenotare l’albergo ad utilizzare quattro semplici parole che – ci siamo accorti – usiamo spesso mentre parliamo (non vi svelo qual è la mia). “Perfettissimo“, “praticamente“, “ma dai” (detto con un certo tono) e “appò” non sarebbero neanche state così difficili da intercalare durante la telefonata se non fosse che il genio ha utilizzato, puntualmente, il momento meno adatto per sceglierne una.
So già che questo weekend data la destinazione (ma non vi anticipo nulla) sarà deleterio. Non tanto per i chilometri in bicicletta (che non saranno assolutamente troppi) quanto per le ore di battute idiote che la località in cui dormiremo richiama…
Emanuele
PS: per comprendere meglio il nostro delirio, potete leggere anche questa discussionepro-fondamente istruttiva.
Nel weekend è venuto a trovarmi un amico che vive a Treviso (l’ennesimo trasferitosi dal sud al nord Italia… ). Si è deciso di pranzar fuori provando qualcosa di tipicamente milanese e grazie a questo post ho prenotato presso “La vecchia latteria“, un ristorante vegetariano, a pochi passi del Duomo.
L’atmosfera interna è volutamente rimasta molto spartana e rispecchia quella dell’attività originaria del locale. Il pranzo però è veramente squisito (solitamente non si mangiano con gran piacere tante varietà di verdure mentre lì l’idea di star mangiando “solo” quelle è letteralmente scomparsa…) e la signora che serve ai tavoli è premurosa e attenta.
Abbiamo pagato 92€ (eravamo in tre) ma siamo andati via convinti che l’unica cosa possibile da fare fosse quella di andarsi a sdraiare sull’erba del parco Sempione…
Godetevi un po’ di video della serata anche se non sarà mai come ritrovarsi lì con qualche amico, un boccale di birra da bere con calma, la borsa da lavoro sotto il tavolino e un’atmosfera che ti trasportava un po’ ovunque nel passato di questo stupendo genere musicale.
Emanuele
PS: sublime la voce della cantante nonostante la giovane età!
La realtà è che è una fortuna essere andato a vivere con degli Amici piuttosto che ritrovarmi solo in qualche monolocale della city. Il giorno del mio compleannonon è mancata neanche la torta e forse non gli ho neanche detto Grazie sufficientemente. Il risultato non è da pasticceria ma il gesto vale molto più di tutto il resto.
Oggi primo giro in bicicletta con due amici. Poco più di 33km, fino a Crespi d’Adda, il paesino patrimonio dell’umanità dall’UNESCO che avevo già visitato quest’estate.
Arrivare in bicicletta è diverso, ti godi meglio i chilometri che ti separano dalla meta, osservi tutto con più attenzione e l’aria che all’inizio ti congela un po’ il naso alla lunga finisci per apprezzarla… senti la purezza di quei posti così distanti dalle metropoli e ti lasci abbracciare dal vento.
Emanuele
PS: urge caschetto e tuta imbottita… tutti quei chilometri fanno male al sedere!