Archivio dei post taggati ‘Africa’

Questo vogliamo!

Scritto il 8 dicembre 2012 alle 12:14

Prendere d’assalto il cielo
espropriare il futuro
sconfiggere la morte
distruggere a colpi e morsi rabbiosi
la diga che racchiude la vita
affinché questa scorra e scorra
e inondi tutto
assolutamente tutto!
Abbiamo il fermo proposito
di instaurare l’allegria
come unica forma di vita
:
l’unica morte possibile
sarà morire di felicità.
Abbiamo il fermo proposito
di difendere la luce
per noi e per voi
che dovrete venire.
Infallibilmente
uomini puri, semplici e buoni
uomini nuovi.

Nicaragua, Fronte sud 1979 – Mariana Yonüsg Blanco

Letta in un bagno bresciano mentre si discuteva di progetti (africani ;-) ) futuri!

Emanuele

AMREF e le occasioni del cuore.

Scritto il 20 novembre 2012 alle 17:04

Questo è un post sponsorizzato ma sono libero di esprimere le mie opinioni.

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Non vi ho ancora raccontato i progetti che ho in pentola per il mio futuro (ma prima o poi scriverò qualcosa), però scrivere questo articolo mi fa piacere, sia perché mi riporta con la mente al mio viaggio in Africa della scorsa estate, sia perché lo vedo parte integrante di un progetto di vita.

Anche quest'anno AMREF avvia per il periodo natalizio una campagna di raccolta fondi in favore di tante comunità africane che rimangono, di anno in anno, in uno stato di necessità ben superiore alla media di qualsiasi paese del nostro continente.

Per facilitare la scelta, su Occasioni del cuore è possibile selezionare dei pacchetti predefiniti (kit per il parto, kit per la purificazione dell'acqua, visita pediatrica e vaccini, etc.) o sfruttare un evento della propria vita per ricordarsi di quel continente: potrete creare una lista nozze direttamente in AMREF o una raccolta fondi per il vostro compleanno. Un bel modo di coinvolgere e sensibilizzare le persone verso temi probabilmente ignorati perché distanti dagli occhi.

Se non avete già completato la lista dei regali di Natale, perché non gli date un'occhiata?

Emanuele

Articolo sponsorizzato

Paradise.

Scritto il 14 novembre 2011 alle 11:13

L’ultimo CD dei Coldplay – secondo me – non eccelle, quelli passati avevano un’anima in cui mi rispecchiavo maggiormente. Avrei persino evitato di parlarne ma devo far eccezione perché ben due persone mi han detto “c’hai fatto la testa tanta parlando di Coldplay e monociclo che adesso t’han messo nel loro video!”.

Coldplay - Paradise

Io il video non l’avevo ancora visto, però non posso dar loro torto: c’è anche un po’ d’Africa…

Emanuele

Il futuro dell’Africa è in Africa.

Scritto il 14 ottobre 2011 alle 22:50

Solitamente scarto sempre le offerte pubblicitarie video perché – per il rispetto che ho per voi – preferisco perder qualche euro che appesantire la vostra (paziente e gentile) navigazione da queste parti con contenuti flash. Questa volta però, non solo farò un’eccezione, ma vi inviterò fortemente a guardare il video.

Non è una stupidaggine e ne ho parlato anch’io quando tornai dall’Africa: il passo fondamentale per garantire un’evoluzione del problema Africa consiste nel realizzare percorsi di auto-sostentamento direttamente sul territorio. Non c’è elemosina che tenga.

Finché lasciando cadere qualche moneta dal nostro pugno incontreremo un palmo aperto la relazione tra le parti non si spezzerà: noi rimarremo i facoltosi e loro i bisognosi.

Emanuele

PS: ovviamente, eccovi un link al sito dell’Amref (African Medical and Research Foundation).

Aggiornamento del 25 Ottobre 2011 ore 9:45: La campagna di Amref è conclusa e il video è stato rimosso in quanto non più disponibile.

Quanto costa andare in Africa?

Scritto il 5 ottobre 2011 alle 12:56

Qualche giorno fa, mettendo un po’ di ordine nei cassetti, ho ripreso in mano il taccuino che mi ha accompagnato in Africa. Nelle prime pagine – da bravo viaggiatore – avevo segnato tutte le spese sostenute per fare un bilancio dell’esperienza. Ovviamente ha poco senso “catalogare” un viaggio esclusivamente in base all’aspetto economico (soprattutto quando sanno arricchirti dentro, di tanto altro, in maniera indescrivibile) però – ovviamente – le monete non crescono nel giardino di nessun uomo, così è anche giusto fare i conti col proprio portafoglio.

Sguardo africano

E dunque, quanto costa andare in Africa?

La lista che segue qui non è una regola fissa. Può servire come orientamento perché ogni viaggiatore può avere esigenze diverse: io, ad esempio, non avevo il passaporto e ho dovuto sostenerne le spese per la richiesta, d’altro canto non sono andato ad alloggiare in alberghi né ho cenato nei ristoranti del lungomare di Dakar, così le spese “in Africa” si sono limitate ai pensierini che ho portato agli amici e alle piccole donazioni che ho fatto nelle missioni in cui ho vissuto. Il mio resoconto, in pratica, può servire come memorandum iniziale per ricordarsi di tutte le stupidate di cui si ha bisogno (che non basta dire “faccio il biglietto dell’aereo e parto!”).

  • 1250 € Biglietti A/R Africa (Roma – Casablanca – Dakar)
  • 86,00 € Biglietti A/R Milano (Roma – Milano)
  • 10,00 € Moleskine
  • 42,50 € c/c per richiesta passaporto
  • 4,00 € Fototessere per passaporto
  • 40,29 € Marca da bollo per passaporto
  • 72,29 € Vaccini (iniezioni): febbre gialla, trivalente e anti epatite A
  • 117,00 € Malarone (farmaco antimalarico)
  • 42,67 € Medicine varie: Gentalin, Amaxocillina, Tachipirina, Lactoflorene, Aspirina, benda
  • 14,90 € Borsa per fotocamera
  • 22,80 € Memory card SDHC da 16GB
  • 16,90 € 4 batterie AA + caricabatterie
  • 17,00 € Olio 31 – Antizanzare
  • 29,95 € K-way K&M H&M
  • 13,87 € Spesa varia: scatolame e caramelle da portare, fazzolettini, dentifricio
  • 7,89 € Pennarelli, palloncini e pompetta
  • 4,45 € Bagnoschiuma e spago stendino
  • 150 € Regali (al ritorno) e donazione alla missione

La somma totale è pari a 1942,51€, una cifra che – fortunatamente – anche voi avete sostenuto attraverso questo blog ma che, posso assicurarvi, sarei ben felice di spendere altre dieci volte per tutto ciò che quel viaggio mi ha lasciato dentro!

Emanuele

Tentativi e poco più.

Scritto il 14 settembre 2011 alle 10:16

La realtà è che più passano i giorni, più mi sembra di non avervi saputo dir nulla sull’Africa. Quei post che hanno caratterizzato la fine d’Agosto rappresentano un misero tentativo che mi lascia insoddisfatto. L’Africa è stata milioni di altre cose messe insieme e, purtroppo, gli strumenti digitali non permettono di trasmettere le emozioni come mi piacerebbe fare.

Africa - 01 Africa - 02 Africa - 03

Ieri sera – finalmente – ho selezionato un po’ di foto. Flickr limita gli account gratuiti a 200 foto, così il numero è esiguo. Ne avevo scattato oltre 1800 (e quasi altrettante ne avevano fatte gli altri partecipanti del viaggio) così – capite bene – anche questa selezione è un tentativo misero e insufficiente per rappresentare le mie sensazioni. Ognuna di quelle foto nasconde una storia, un momento particolare, odori e sapori.

In ogni caso, trovate le foto qui e se volete vederne qualcuna in più, potete sempre regalarmi un account Pro. Se invece qualcuna di esse vi colpisce particolarmente, segnalatemela e proverò a trasformarla in storia

Emanuele

Ogni volta che mancherà l’acqua a casa.

Scritto il 31 agosto 2011 alle 16:42

Africa - 01

Ogni volta che vi sembrerà un fastidio non trovare l’acqua fresca in frigo, ogni volta che vi sembrerà una sfortuna che l’acqua calda dello scaldabagno sia finita tutta. Ogni volta che troverete scomodo dover riempire una brocca d’acqua piuttosto che comprare quelle (orrende) bottiglie al supermercato. Ogni volta che la vasca da bagno vi sembrerà poco piena. Ogni volta che il sol fatto che non vi hanno offerto un bicchiere d’acqua vi indisporrà. Ogni volta che acquisterete una bottiglia d’acqua e la getterete senza averla finita completamente. Ogni volta che – a tavola – si svuota una bottiglia e bisogna decidere chi è più vicino al frigo per prendere la successiva. Ogni volta che “mamma, ma io volevo la Coca Cola!”. Ogni volta che spenderete 20 centesimi acquistando l’acqua da un’azienda che appoggia l’idea che questo bene primario possa essere privatizzato.

Africa - 02 Africa - 03 Africa - 04
Africa - 05 Africa - 06 Africa - 07

Guardate queste foto. Tornate su questo post. Salvatelo, stampatelo. Non aggiungo altro, ho già avuto un brivido ogni volta che, attraverso l’otturatore della macchina fotografica, inquadravo scene simili.

Emanuele

L’accoglienza di questi uomini è impareggiabile.

Scritto il 30 agosto 2011 alle 16:12

Tra gli aspetti più toccanti e belli con cui ci si scontra in Africa la disponibilità e l’accoglienza hanno un ruolo fondamentale. E’ qualcosa che non ti spieghi ma che – magicamente – esiste. Uno dei missionari mi raccontava che il senegalese è un uomo tipicamente propenso alla cordialità e te ne accorgi subito, quando il saluto non è definito da una semplice stretta di mano ma da un’intera sequenza di azioni con le mani che girano e giocano tra loro per concludere con un pugno sul proprio petto.

Africa - 01 Africa - 02

Eppure, da bravo malpensante, me lo son chiesto – e l’ho anche chiesto – se non esistesse la mafia lì. La risposta è stata che, piccoli furti di galline e pecore a parte, una mentalità mafiosa stenta ad attecchire proprio perché il senegalese vive già bene con quel poco che ha. Non pretende molto di più.

Tutto questo però si trasforma in qualcosa di più profondo e intenso quando ti ritrovi in giro per i piccoli villaggi dell’Africa più dura, distante da quel briciolo di civilità chiamato Dakar.

In quel tempo, seduto di fronte al tesoro, il Signore Gesù osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Marco 12, 41-44

In uno dei villaggi visitati, infatti, il capo villaggio ci raccontava che oltre la metà delle persone faticava ad arrivare ad un pasto al giorno. La notizia in sé non era un fulmine a ciel sereno perché di storie simili ne raccontano anche i meno blasonati dei report televisivi. La cosa che – in realtà – sconvolge è che nonostante quel grave problema l’intero villaggio si era fermato per noi. Molti degli uomini che solitamente avrebbero passato la mattina coltivando erano rimasti nel villaggio in attesa del nostro arrivo. Le persone con cui eravamo in contatto avevano mandato persino due cavalli per trasportarci fino al villaggio (irraggiungibile col pick-up). Dopo una bella presentazione però è arrivato il momento del pranzo ed è lì che mi è tornato in mente quel passo del Vangelo.

Non potevo rifiutare il cibo perché la condivisione della giornata – per loro – era un regalo enorme però ogni boccone che masticavo era una domanda in più che si conficcava dentro. Queste persone, cui manca praticamente il cibo per sopravvivere, erano state in grado di sfamare tutto il nostro gruppo.

Quante volte la nostra pseudo-povertà ci spinge a credere di non poter fare di più? Con che coraggio possiamo definirci poveri ed incapaci di donare quel centesimo in più a chi ce ne fa richiesta?

Africa - 03 Africa - 04

Sono andato via da quella gente felice, tanto quanto erano stati felici loro di mostrarci il pozzo o la macina in cui trasformavano in polvere arachidi, soia e qualsiasi altro ingrediente fosse possibile conservare per il periodo della siccità. Felice non per questo però, o tantomeno per l’idea che – molto probabilmente – è tutta gente che nella mia vita non rivedrò mai più. Ero felice, semplicemente perché mi avevano messo di fronte alla mia incredibile avidità.

E’ questa l’Africa che ti brucia dentro, che ti scotta e ti lascia un segno. Non è il caldo a sconvolgerti. E’ questa capacità di donarsi, quasi irrazionalmente, che batte qualsiasi tuo slancio di altruismo: sarà sempre e comunque infinitamente più insignificante. Perché anche il mio andare in Africa, anche il mio spendere interamente quattordicesima e ferie con loro, anche il mio imbiancare la parete di una biblioteca… quanto poco vale rispetto ad una persona che non avendo il cibo per sopravvivere decide che è giusto e doveroso offrirtene una parte?

Qualche giorno fa, prima di tornare al lavoro, ho preso un gelato in centro a Milano. Subito dopo ho chiesto un bicchiere d’acqua e mi è stato presentato – come consuetudine qui al nord – un bicchierino poco più grande di una tazzina. E’ quella l’acqua “prevista” se non vuoi comprare una bottiglietta. Quant’è disumana quella che noi chiamiamo civiltà?! In quel villaggio, per farci pulire le mani dopo il pranzo, portarono un pentolino con l’acqua che avrebbero usato per bere; quell’acqua che – raccontavano – scarseggia facilmente nel pozzo (e vorrebbero tanto averne un altro più profondo) e infatti, nonostante si fosse sporcata delle nostre mani, l’acqua rimasta tornò nella damigiana posta all’ombra di un grande albero…

Capite quando dico che non tutta l’Africa va cambiata? Sono così avanti rispetto a noi…

Emanuele