Archivio dei post taggati ‘acquisti’

Carrefour, iPad2 e diritto di recesso.

Scritto il 20 dicembre 2011 alle 20:26

Non mi interessa acquistarlo, ieri vagando in pausa pranzo ho visto quel cartello: è legale una cosa simile? La legge sul diritto di recesso non dovrebbe applicarsi a qualsiasi acquisto fatto da un privato senza partita IVA?

Carrefour e iPad2 - diritto di recesso negato

Capisco (ma non condivido totalmente) lo sgravio del supporto in garanzia che viene demandato sempre alla casa costruttrice ma… se arrivo a casa e decido che pesa troppo o che la mela è morsicata più del dovuto o, ancor più banalmente, c’è un graffio dietro, non dovrei poter tornare al negozio e lasciarlo all’ufficio resi entro 7 giorni? Una comunicazione simile vale qualcosa? C’è qualche avvocato o aspirante tale che sa togliermi il dubbio?

Emanuele

PS: tralasciamo che “ne” andrebbe scritto ““…

Fiducia.

Scritto il 14 ottobre 2011 alle 16:10

Quanto costano 316 voti? Almeno capisco quante altre volte assisterò a questo teatrino.

Emanuele

Il codice delle uova.

Scritto il 18 febbraio 2011 alle 12:26

Quando fai la spesa, oltre a guardare il prezzo, controlli mai la provenienza di ciò che compri? Una legge europea impone etichette sempre più esaustive circa l’origine dei prodotti… ma non sempre sono decifrabili al volo.

Codice uovaPrendendo in considerazione le uova, uno dei numeri più importanti presenti nel codice impresso su ogni uovo è il primo che indica il tipo di allevamento da cui provengono. Come sapete infatti esistono varie tipologie e sistemi di allevamento più o meno rispettosi dell’animale e orientati alla qualità del prodotto finale.

Il primo numero può assumere quattro valori, con i seguenti significati:

0 = allevamento biologico (1 gallina per 10 metri quadrati su terreno all’aperto, con vegetazione): le galline per alcune ore del giorno possono razzolare in un ambiente esterno: le loro uova sono deposte nei nidi oppure deposte sul terreno e raccolte successivamente dall’allevatore.

1 = allevamento all’aperto (1 gallina per 2,5 metri quadrati su terreno all’aperto, con vegetazione).

2 = allevamento “a terra” (7 galline per 1 metro quadrato su terreno coperto di paglia o sabbia in capannoni privi di finestre e luce sempre accesa): le galline ovaiole si muovono liberamente, ma in un ambiente chiuso. Anche in questo caso le uova sono deposte nei nidi oppure vengono raccolte dagli allevatori sulla lettiera, dove sono state deposte.

3 = allevamento in gabbia (25 galline per metro quadrato in posatoi che offrono 15cm per gallina, in pratica una scatola di scarpe per tutta la loro vita!): le galline si trovano in ambienti confinati, dove depositano le uova su un nastro trasportatore che le porta direttamente al confezionamento.

Penso ci sia ben poco da aggiungere e il mio consiglio è di evitare le uova che hanno il codice che inizia per 2 o 3… se non si vogliono mangiare uova che arrivano da galline trattate come macchine (e non come animali) che oltre a rendere crudele la vita delle galline, sono certo, influisce anche sulla qualità dell’uovo stesso.

Emanuele

Melocomproononmelocompro?!

Scritto il 24 gennaio 2011 alle 22:12

Tucano - Maltese 897

Oggi l’ho provato due volte: la prima volta che l’ho visto e la seconda volta in cui lo stavo praticamente comprando. Poi non mi son convinto. Cavoli, troppo serio? Donne, venitemi in aiuto: con che abbigliamento lo posso usare?

Che poi in realtà so già che chiedervi il parere non mi convincerà… però almeno ne parliamo insieme. Fondamentalmente non mi convinceva il colletto sul mio viso. Si chiama Maltese ed è della Tucano.

Che dite, cerco altro? Ah, è a 110€ (in megasconto ma non vi dico dove :eeeh: ).

Emanuele

PS: oh mamma questo post è tremendo. Mi sto milanesizzando, ma per rassicurarvi posso garantirvi che ero anche alla ricerca di un paio di Adidas colorate. :-)

Odori e sapori.

Scritto il 14 gennaio 2011 alle 17:32

Oggi sono andato a comprarmi il portafoglio. Che comprarsi un portafoglio non é che sia una gran cosa da raccontare… però il mio era un portafoglio vecchio. Me l’aveva regalato la mia ex fiancée e l’aveva usato lei praticamente quando era adolescente. Così era vecchio, logoro, nero. Dell’Invicta. Chi se li ricorda più gli zaini Invicta? Quelli con le fibbie sottili, con le tasche coloratissime, con gli spallacci in cui il marchio si ripeteva una decina di volte.

Ecco. Avevo un portafoglio che non era più il caso d’uscir di tasca, non tanto perché fosse vecchio, quanto perché sono cresciuto con l’insegnamento che i regali – si, son belli – ma le cose comprate coi propri soldi lo son di più. E allora ho detto di no.

Ho detto di no a mia madre, qualche mese fa, che voleva regalarmi un portafoglio nuovo. No, doveva essere mio questa volta. Fosse stato un regalo sarei caduto, nuovamente, nell’ennesimo circolo. Vizioso e viziato.

Questa volta ho un portafoglio di pelle. E’ nero, ma è di pelle. Non è la mia pelle ed ho dimenticato di chiedere alla commessa di che animale sia. Però è un po’ più serio del precedente e fa un buon odore. Fa l’odore di una cosa comprata, di qualcosa che ho voluto per tanto tempo ma che – avevo già deciso – non sarebbe arrivata prima che avessi trovato un posto di lavoro.

Perché i regali son belli, ma ciò che riesci ad ottenere col tuo impegno, ha un gusto totalmente diverso.

Emanuele

Le signore dei confetti.

Scritto il 13 novembre 2010 alle 11:13

La qualità dei confetti, nel negozio di dolciumi, non la individui dalla bellezza delle vetrine o dall’odore di mandorla che aleggia più o meno velatamente nell’aria. La certezza che ciò che compri sarà incredibilmente buono, l’avrai solo dopo aver parlato con le due signore di quella piccola bottega del centro storico. Le due donne, che – avendo confezionato matrimoni, battesimi, lauree e comunioni -  fanno un po’ parte della storia delle cerimonie palermitane, da dietro quel bancone in vetro, con tanti oggettini forse un po’ troppo kitsch per i miei gusti, hanno un biglietto da visita di cui nessuno potrà dubitare, una verità che neanche la migliore delle commesse armata di corsi e studi di marketing potrà mai pareggiare. Loro sono imbattibili nella vendita dei confetti, con quel sorriso a trentadue denti. In due.

Emanuele

Oltre la copertina.

Scritto il 31 ottobre 2010 alle 17:37

Da alcuni giorni sentivo forte la necessità di comprare un nuovo libro. Quando ho due minuti liberi sto scoprendo in me una gran voglia di immergermi tra pagine scritte e meditate da qualcun altro, così, oggi pomeriggio – dopo un lauto pranzo – non ho potuto far altro che fiondarmi alla Feltrinelli.

Questa volta avevo già deciso un approccio diverso: non mi sarei lasciato influenzare dalle copertine che, il più delle volte, nascondono il gran lavoro di promozione dell’editore piuttosto che un libro eccellente e per questo ho iniziato a vagare (che sono i libri a doverti scegliere) alla ricerca di quei libretti piccoli, nascosti, quelli che – quasi – neanche ti espongono ma che riempiono gli scaffali e puoi individuare solo per il dorso.

Alla fine ho trovato “Le Braci” di Sándor Márai, scrittore ungherese che – ricordavo – mi era già stato consigliato da lui. L’ho preso in mano, l’ho sfogliato un po’, ho letto la quarta di copertina ed ho deciso: sarebbe venuto a casa con me, era lui il prescelto.

Nei prossimi giorni ho la buona scusa per prepararmi altre tazze di ciobar fumante (e appena finisco di leggerlo vi racconto che ne penso!). :-)

Emanuele

Calcetto, shopping, amici.

Scritto il 28 ottobre 2010 alle 20:55

Si vede che in questi giorni me la sto proprio prendendo comoda. Ieri sera partita di calcetto, domenica sera si gioca nuovamente e intanto, oggi pomeriggio, sono andato con un amico in cerca di un bel giubbotto invernale. :-)

Giubbotto Oviesse

Non l’ho trovato, ma per 39€ ho preso da Oviesse – al volo e senza pensarci due volte – questo qui, semplice semplice, che mi calzava a pennello. E’ in cotone vellutato, non so descriverlo meglio, non sono bravo in queste cose, però mi piaceva il colletto alla coreana. :-)

Stasera che c’è in tv? Ho una tazza di ciobar che mi aspetta per il dopocena sul divano!

Emanuele

PS: no, quello della foto non sono io. :-|