Archivio della categoria ‘Tutti i giorni’

Il conto per favore?

Scritto il 17 maggio 2013 alle 16:45

Ricevuta Pizza Hut cinese

Mike, compro una vocale.

Emanuele

L’Italia è vi-Cina.

Scritto il 14 maggio 2013 alle 15:56

In Cina il regime vieta l’installazione di parabole sui tetti e la gente è costretta ad inventarsi termini omofonici per riferirsi ad un tema caldo su internet senza farsi intercettare dall’occhio di Stato.

In Italia un blogger che denunciava l’abuso (e il giro di soldi) che sta dietro l’affissione smodata dei cartelli pubblicitari (sia in campagna elettorale che non) è stato condannato a 9 mesi per istigazione a delinquere nonostante il diritto di critica.

In questo momento sento meno la distanza da casa.

Emanuele

Ma tu guarda che fortuna, giro giro ed è sempre lì.

Scritto il 9 maggio 2013 alle 21:24

Un cinese: «Anch’io sono stato a Milano vent’anni fa, bella l’Italia, a mia moglie piacque tantissimo la pasta e la pizza e sebbene mangiò quest’ultima solo in treno per lei è sempre stata più buona della pizza italiana che fanno qui in Cina. Io di Milano ricordo due vie: “Colso Buenos Aires e Senzo Unico”».

Io: «Shan! Ma Senzo unico non è il nome di una via italiana!».

Shan: «Si si, adesso lo so! Ma l’ho scoperto solo dopo essermi perso!».

Emanuele

Sempre avanti.

Scritto il 4 maggio 2013 alle 18:19

Passeggiata in monociclo

Shadows or not, you can only keep going.

Martedì torno in Cina per un altro mese, questo 2013 si sta mostrando più pieno e intenso di quanto preventivato. I desideri attendono, i sogni crescono.

Emanuele

¿de qué depende?

Scritto il 3 aprile 2013 alle 21:04

Depende - Vignetta illustrata

De según como se mire, todo depende.

Jarabe De Palo – Depende

Emanuele

Shanghai surprise.

Scritto il 26 marzo 2013 alle 16:51

Shanghai - Skyline dal Bund Shanghai - East Nanjing Road

Shanghai, se la guardi bene, è un po’ come un set cinematografico. Dal lato in cui passano gli attori, le macchine per le riprese, i grandi divi e la storia “che va narrata” tutto scintilla e sorprende. Dietro però – ma proprio subito dietro – c’è un mondo di cartone pieno di sporcizia e povertà. La Cina del miliardoetrecentomilioni di persone in qualche modo sa di non poter arrivare a tutti e così anche la più grande città del pianeta scende a compromessi: i flash e il jet-set del Bund o di East Nanjing Road scompaiono subito dopo una stupidissima linea gialla tracciata dal regista.

Shanghai - In giro (01) Shanghai - In giro (02) Shanghai - In giro (03)

Tra qualche giorno tornerò in Italia. Dopo quasi due mesi cinesi credo di aver superato lo stupore del primo impatto. Mangio con disinvoltura con le bacchette, ricordo varie parole cinesi oltre le fondamentali ciao e grazie, so dove prendere il treno o dove si trova la stazione dei pullman. Forse, ciò che prenderà più tempo, sarà incamerare e comprendere questo enorme contrasto.

Emanuele

The best is yet to come.

Scritto il 8 marzo 2013 alle 16:55

L’arrivo in un’altra città è sempre un mistero. Suoni, luoghi, persone, tutto si rifà ad un equilibrio locale, come un organo all’interno del corpo. Bisogna entrare con rispetto e senza troppe pretese. Destra, sinistra… capire dove andare è la prima scommessa da giocare col destino. La partita entra nel vivo quando la lingua e la cultura sono talmente distanti dalla tua che ogni gesto è da fare con attenzione per scongiurare qualsiasi possibilità di fraintendimento. Un pugno chiuso può essere una minaccia o il numero dieci in base alla latitudine. La vera evoluzione rispetto ad altri animali però sta nel coraggio innato dell’uomo di mescolarsi con altri suoi simili. Un passo dietro l’altro, un bus, una metro, un’autostrada percorsa all’imbrunire chiacchierando con un cinese che miracolosamente parlava un po’ di inglese dopo una giornata di lavoro è un nastro rosso.

Hanghzou - West lake notturno

Il regalo che mi son fatto invece è Hangzhou, una città che stasera mi ha accolto con delle luci su un lago piatto e sereno. Al buio. Perché è così che sono questi trent’anni che compio oggi distantissimo da casa, dagli amici e dagli affetti. Spenti nei festeggiamenti più allegri ma con la piena certezza che come cantava Sinatra – nella piena quietethe best is yet to come.

Emanuele

La mensa cinese…

Scritto il 6 marzo 2013 alle 16:33

Mensa cinese

Agli ospiti sono riservate delle salette, tutti gli altri in fila. Ogni giorno alle 11:30 consumano il loro pranzo e io, quei fumi e quegli odori, li ho impressi nella mente. La loro sala, molto spartana, ha tavoli e sedie abbastanza unti. Il nostro trattamento, seppur “riservato“, ci obbliga comunque a ripulir la sedia prima di ogni pranzo. Il cibo, nelle giornate giuste, non è male ma non mi sono mai alzato da quel tavolo sentendomi “pieno”.

Anche perché quando devi spolpare i gamberetti con le bacchette…

Emanuele