Estate a Basilea.

Ho trascorso l’ultima settimana a Basilea. Non vi annoierò con gli aneddoti sui prezzi da folli di alberghi e ristoranti e non vi svelerò neanche che, al pari dei frontalieri italiani, anche da Francia e Germania tanta gente fa avanti-indietro quotidianamente.

L’unica cosa che di questi giorni val la pena raccontare è il metodo assurdo, inaspettato, a tratti esilarante, col quale i cittadini sfruttano il Reno (il fiume che attraversa Basilea) per trovare refrigerio nell’unica settimana calda che solitamente li attende.

Sacca impermeabile [1], vestiti, chiavi e cellulare all’interno e poi – splash! – giù per il fiume, trascinati dalla corrente per un chilometro o due (in base a quanto hai voglia di camminare al ritorno).

Mai vista una cosa simile. Era un mix tra la visione di un’ondata di migranti, le scene di quotidiana povertà degli indiani nel Gange e la disperazione di chi non ha modo di godere del relax che una giornata al mare può regalare.

Ad essere sinceri, avessi avuto più tempo, un giro sulla giostra l’avrei fatto anch’io.

Emanuele

[1] Le Wickelfish, in vendita solo a Basilea, si acquistano alla modica cifra di 28CHF.

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