L’Internet of Things dopo il caso “Apple – FBI”.

Gli effetti della sentenza tecnologica più chiacchierata di questi giorni stanno raccolti in questo bell’articolo del NYT. [1]

Da un punto di vista storico, dice l’articolo, stiamo entrando in una nuova era. Non molto tempo fa vivevamo in un mondo in cui la sorveglianza era difficile: «Nel passato, se avessimo avuto una conversazione di persona non ci sarebbe stata alcuna registrazione, nessuno avrebbe avuto accesso. Se avessimo scritto sulla carta qualcosa, avremmo potuto bruciarla nel caminetto e farla sparire per sempre». In assenza di protezioni tecniche e legali, la tecnologia sta per smantellare queste possibilità.

La nostra auto registrerà quando è stata avviata e il percorso effettuato [2]. La lampadina, attraverso i grafici dei consumi saprà indicare quanti minuti avremo trascorso in una stanza. Il frigo registrerà cosa amiamo mangiare. La lavatrice saprà svelare tutto dell’ultimo bucato. La banca conosce già tutto dei nostri acquisti (luogo, orario, prodotto, prezzo). Il fitbit che avremo al braccio registrerà il nostro battito cardiaco, secondo per secondo. Le ultime TV Samsung – per ragioni tecniche – avvertono che registrano le conversazioni che avvengono di fronte ad essa. Avremo strumenti con riconoscimento facciale che, per ovvie ragioni, registreranno quel che passa di fronte. Tutto sarà tracciato, accessibile se non opportunamente protetto.

«Now we have a surveillance-enabled world», Ms. Granick said. «It’s cheap, and it’s easy. The question that society has to ask is, Is that what we really want?».

Ciò di cui abbiamo realmente bisogno è che l’Internet of Things non si trasformi nell’Internet della Sorveglianza. Abbiamo bisogno di leggi che proteggano la nostra individualità, piuttosto che renderla disponibile.

Emanuele

[1] Segnalato da Bicycle Mind.

[2] In realtà le nostre auto lo fanno già, tramite le scatole nere che le nostre assicurazioni ci chiedono di montare in cambio di un leggero sconto sulla polizza RCA…

2 comments » Write a comment

  1. Questo ci fa capire che quello che vogliamo non è la sicurezza della nostra privacy, ma un adeguato incentivo economico.
    Per questo forse questa è una battaglia già persa.

  2. Ho visto l’intervento del direttore generale di Microsoft Italia nel programma rai di approffondimento Virus di settimana scorsa, ne ho dedotto finalmente il nocciolo della questione, che l’ Fbi ha chiesto la libertà di violare la privacy di quel telefonino e di poterne fare ciò che voleva, credo che l’Apple abbia fatto bene a negare questa possibilità, collaborare con la giustizia è legittimo e un dovere, come Apple credo faccia o abbia fatto, permetta alla giustizia di violare la nostra privacy, assolutamente no!..altrimenti la chiamerei con un altro nome: Ingiustizia.

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