Archivio di ottobre 2011

Le parole.

Scritto il 29 ottobre 2011 alle 23:32

Le parole me le hai date. Ad oggi direi che me le hai concesse forse. Credevo fosse un prestito “a perdere“, un dono lasciato di nascosto sotto il cuscino in una di quelle giornate in cui ti gira tutto per il verso giusto e persino le sorprese più assurde riescono a meraviglia. E invece no. Te le sei riprese. Guardo spesso tra le lenzuola, mi chiedo persino se non le abbia portate io ai piedi del letto. Sotto i miei piedi. Non ci son più, mi accorgo di questo e mi strugge. Cosa ho fatto? Le ho usate come non dovevo?

Questo silenzio non è colpa mia. Io ero la penna.

Emanuele

Mi trovate su Twitter.

Scritto il 27 ottobre 2011 alle 19:39

Siccome Google Buzz chiude e a me sembrava comodissimo avere uno strumento col quale scambiare al volo un feed o un link con 3 amici e siccome Google+, per poter fronteggiare Facebook, è destinato ad invadere potenzialmente la vita dei suoi iscritti quanto più possibile ho deciso che lo strumento con cui sostituisco Google Buzz sarà Twitter.

Indi per cui, da oggi, mi si legge anche lì: followatemi di conseguenza.

Peccato per Google Buzz: Google non c’ha creduto più di tanto e ora sta cercando di unificare i suoi servizi il più possibile per rendere il suo social network indispensabile nella vita online (vedi rimozione degli share da Google Reader). La strategia, tra l’altro, mi era chiara da tempo ma io non sento neanche oggi il bisogno di iniziare a scalare picchi di socialità online. Mi basta rimanere “povero” e godermi quei quattro polli che incontro faccia a faccia (male per loro tutt’al più).

Qualcuno mi ha detto “si, ma su Google+ puoi fare le stesse cose che facevi su Buzz“. E’ vero. Potrei anche farle su Facebook in fin dei conti ma, se non voglio entrambi (tra le tante motivazioni), è perché sia l’uno che l’altro sono sistemi progettati per un altro fine. Potrei decidere di andare al lavoro con un camper, nulla me lo vieta, ma se non ho intenzione di viaggiare e dormirci dentro, che senso ha?

Ecco. Twitter è “limitato, semplice e pulito” al punto giusto. Non ha voluto sapere che scuola facessi e non gliene frega niente di segnalarmi l’evento di questa sera o di propinarmi qualche gioco con cui trastullarmi.

Scrivo 140 caratteri e tanto mi basta.

Emanuele

Cavallo, bastone e carota.

Scritto il 26 ottobre 2011 alle 11:47

Risulta meschinamente ironico il fatto che – il sottoscritto – sia un lavoratore italiano da un anno e il governo, proprio in questi giorni, stia aumentando l’età pensionabile di 12 mesi. In pratica non ho fatto un emerito…

Ottimo. Inizio ad ipotizzare che per fotterli, non mi rimane che tentare di lavorare 16 ore al giorno e raddoppiare l’anzianità.

Penso che Marchionne approverebbe…

Emanuele

Silvio Travolta.

Scritto il 24 ottobre 2011 alle 9:20

Poi Berlusconi dà la sua versione dei fatti sull’ormai arcinoto bunga-bunga: “Quando qualcuna delle mie ospiti diceva: dopo cena facciamo un po’ di bunga-bunga si riferiva a fare quattro salti. A cui io, peraltro, non partecipavo a causa di un antico e sempre rispettato fioretto”. E qui si passa ai tre fioretti del presidente del Consiglio: Non fumo da quando riuscii a salvare la mia prima avventura imprenditoriale da una fine non gloriosa. Non gioco da quando mi esposi al rischio di una pessima figura pretendendo, da dilettante, di potermi confrontare con un professionista delle tre carte. Non ballo da quando ne feci promessa se una mia amica, che rischiava di morire, si fosse salvata”.

Fonte: Repubblica.it

Sto ancora ridendo con una mano sulla pancia piena d’aria e le lacrime agli occhi.

Vi rendete conto? Ci siamo persi un John Travolta italiano! :lol:

Emanuele

(gli errori) sono fuori dal tunnellellelle.

Scritto il 20 ottobre 2011 alle 14:52

Un mese fa il mondo è impazzito in seguito agli esperimenti condotti dal CERN che mostravano che i neutrini viaggiavano più velocemente della luce. Improvvisamente, i viaggi intergalattici e quelli nel tempo verso il Jurassic Park reale si sono rifatti sotto, a dispetto di tutto ciò che Einstein aveva detto.

Adesso, comunque, un team di scienziati all’università di Groningen nei Paesi Bassi è arrivato ad una spiegazione più plausibile di ciò che è successo: i satelliti GPS utilizzati per misurare l’orario di partenza e di arrivo dei neutrini in viaggio erano – anch’essi – soggetti agli effetti di Einstein, perché erano in moto relativo con l’esperimento. Questo moto relativo non era stato preso in considerazione correttamente, ma avrebbe diminuito il tempo di viaggio apparente dei neutrini. Gli scienziati hanno calcolato l’errore e sono arrivati ad un valore di 64 nanosecondi. Suona familiare? E’ praticamente l’esatto margine secondo cui i neutrini del CERN avevano superato la luce.

Fonte: Engadget

E adesso chi lo dice alla Gelmini che gli orologi nel tunnel funzionano male? Manderà qualche tecnico? :worry:

Emanuele

Wind, ti porterò sull’altare!

Scritto il 19 ottobre 2011 alle 14:13

Si, è tristissimo che il soggetto di una frase simile sia un operatore telefonico ma con la Wind, ormai, è storia da anni. Interrompo il mio silenzio per appuntarmi un promemoria. :-)

Ieri – mentre ero in Friuli – mi chiama una gentilissima operatrice e mi avvisa d’esser stato scelto per un mese gratuito di Internet No Stop (9€ al mese e 7€ di attivazione) il piano flat per collegarsi ad internet via smartphone o attraverso tethering.

Devo aggiungere altro? Vediamo quanto tempo passa prima del prossimo regalo… :roll:

Emanuele

PS: e visto che sono in vena di scrivere, vi svelo una cosetta: da quasi 2 mesi la mia vita è cambiata da vari punti di vista. Tra i tanti (rimanendo in tema col post) ho deciso di non avere più internet a casa: dopo il lavoro vivo offline: libri, amici o passeggiate. Scelte controtendenza di questi tempi mi servono a capire cosa voglio veramente.

Il futuro dell’Africa è in Africa.

Scritto il 14 ottobre 2011 alle 22:50

Solitamente scarto sempre le offerte pubblicitarie video perché – per il rispetto che ho per voi – preferisco perder qualche euro che appesantire la vostra (paziente e gentile) navigazione da queste parti con contenuti flash. Questa volta però, non solo farò un’eccezione, ma vi inviterò fortemente a guardare il video.

Non è una stupidaggine e ne ho parlato anch’io quando tornai dall’Africa: il passo fondamentale per garantire un’evoluzione del problema Africa consiste nel realizzare percorsi di auto-sostentamento direttamente sul territorio. Non c’è elemosina che tenga.

Finché lasciando cadere qualche moneta dal nostro pugno incontreremo un palmo aperto la relazione tra le parti non si spezzerà: noi rimarremo i facoltosi e loro i bisognosi.

Emanuele

PS: ovviamente, eccovi un link al sito dell’Amref (African Medical and Research Foundation).

Aggiornamento del 25 Ottobre 2011 ore 9:45: La campagna di Amref è conclusa e il video è stato rimosso in quanto non più disponibile.

Fiducia.

Scritto il 14 ottobre 2011 alle 16:10

Quanto costano 316 voti? Almeno capisco quante altre volte assisterò a questo teatrino.

Emanuele