Io mandari… no!
Che poi ogni tanto spunta qualcuno o qualcuna da queste parti dicendomi che scrivo bene. E allora io guardo le statistiche e mi accorgo che, nonostante tutto, oltre quel migliaio di visite al giorno non si va. Così penso e rifletto e mi convinco che dovrei provare a scrivere in inglese o in cinese, che su internet sono lingue ben più diffuse, per ampliare il pubblico potenzialmente interessato.
Anzi, proprio il cinese, come continente in piena espansione promette bene… e io sarei anche disposto ad impararla quella lingua lì. Potrei persino trovare una cinese, mi dico. Lei sarebbe la mia mandarina e io il suo mandarino.
E’ questa cosa del mandarino a bloccarmi però. Perché io come altro frutto mi ci vedrei, ma come mandarino non so.
«Ciao mia bella mandarina», le direi io ogni mattina stropicciandomi gli occhi. «Ciao mandarino mio» mi risponderebbe lei dall’altro ramo. «Vieni un po’ qui mandarina, vieni più vicina a me che ti do una frullata mattutina!» attaccherei io con una gran voglia di donarle la prima dose di coccole mattutine.
«Lo sai che non posso mandarino mio, ho un capello impigliato al ramo e non riesco a liberarmelo: ho provato con qualsiasi balsamo!» risponderebbe lei con l’aria – un po’ seccata ed a tratti imbronciata – di chi ripete la stessa cosa, amorevolmente, per l’ennesima volta.
«E allora buttiamoci mandarina mia, buttiamoci giù insieme tra quelle foglie! Al mio segnale tratteniamo la buccia e balziamo giù!» continuerei io, con la speranza di chi non vuol arrendersi mai.
Ma mandarina non sa come buttarsi giù e il tempo passa per entrambi finché un bella mattina, al mio “buongiorno mandarina mia” non sentirei risposta. Mandarina nella notte è finalmente caduta giù e potrei persino raggiungerla presto ma guardandola attentamente delle macchie scure e verdoline sulla sua pelle mi metterebbero i brividi e mi verrebbe, probabilmente, voglia di scappare dall’intero frutteto.
La morale insomma, amici miei, è che io con una mandarina così non saprei proprio stare e facciamo che mi tengo i miei mille visitatori al giorno e non mi trasformo in un mandarino che a furia d’aspettare diventa aspro e molliccio!
Tra l’altro, se mi trovassi un’italiana potrei trasformarmi – al massimo – in spaghetto, pizza o mandolino (che gli italiani – si sa – son tutti così!) e la storia da raccontare sarebbe decisamente più avvincente…
Non ricordo più cosa volevo dirvi all’inizio…
Emanuele
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Sedotta e abbandonata! Ma povera mandarina
Commento scritto da Princess_S il 13 gennaio 2011 alle 10:42
Lo dicevo io che come mandarino non vado bene.
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 13 gennaio 2011 alle 14:51
Ciao Emanuele,
)? 

sei un ingrato ingordone!
Ma come, non ti bastano i mille visitatori, tra i quali alcuni che ti lasciano magnifici commenti(non parlo di me, ma ci posso stare
Ahi ahi, chi troppo vuole nulla stringe…mio bello!
E chi si accontenta gode!
Avrei altri proverbi ma lascio perdere, che poi non mi ferma più nessuno!
Ciao, ciao
robi
Commento scritto da robi 17 il 13 gennaio 2011 alle 17:48
un salutone velocissimissimo…
baci )
Commento scritto da Valentina il 13 gennaio 2011 alle 20:22
Robi, ma si… e poi non ho speranze d’imparare il cinese!
Piuttosto fai bene a ricordarmi quel genere di proverbi lì…. anche perché un po’ credo sia un mio difetto in alcune cose: non so veramente accontentarmi… o meglio, non so quanto accontentarsi possa esser giusto quando credi in dei valori che non vedi rispecchiati. E così rimango distante da svariate cose però mi rendo conto non è giusto neanche questo stile.
Valentina: sempre troppo veloce! Te l’ho già detto che andare troppo di corsa non fa bene? Ogni tanto bisogna saper rallentare!
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 13 gennaio 2011 alle 22:00
Oh, finalmente ti vedo scrivere qualcosa d’intelligente. Asociale che non sei altro, non ti piacciono neanche le spremute
Commento scritto da Mao il 13 gennaio 2011 alle 22:50
Hai ragione.. bisognerebbe rallentare. Purtroppo mi devo adeguare….
vabbè… buongiorno oggi la giornata è iniziata presto
:)
Commento scritto da Valentina il 14 gennaio 2011 alle 06:52
Mao: asociale?! Cioè, manca poco che andiamo al cesso insieme e mi dici asociale? Forse è proprio perché non voglio diventare asociale che ogni tanto mi dissocio da te!

Valentina: wow che orario per stare al pc?! Come mai ti sei svegliata così presto? Buona giornata!
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 14 gennaio 2011 alle 08:49
No, ma infatti è bene prendere le distanze che qui, secondo me, tra un pò non ci potremo più guardare.
Commento scritto da Mao il 14 gennaio 2011 alle 09:27
Lo penso anch’io. Ti pare che mi viene sonno così per caso?
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 14 gennaio 2011 alle 09:30
E l’avevo capito. Forse anche la disposizione della casa non aiuta.
Commento scritto da Mao il 14 gennaio 2011 alle 09:36
Secondo me, nebbia o non nebbia, la sera con la scusa della spazzatura da buttare potresti benissimo mancare quelle 3-4 ore. Giusto per lasciarmi il divano libero.
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 14 gennaio 2011 alle 09:52
ma che ti fanno fumare lì a milano?!
uhm…xò…mi piace!ahahaha!
Baci
Commento scritto da anita_ il 14 gennaio 2011 alle 14:46
Ti piace il mandarino, la mandarina o ciò che ho scritto? Comunque il problema è che respiro nebbia. Troppa nebbia.
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 14 gennaio 2011 alle 14:56
quello che hai scritto decisamente,…il mandarino…uhm…può andare, la mandarina no!…mi sa di snob!
…e lo dicevo io che la nebbia fa male!
Qui è quasi estate.
ribaci
Commento scritto da anita_ il 14 gennaio 2011 alle 16:26
Argh estate! Qui è prevista nebbia fino a lunedì! Ma quando dico “nebbia” intendo un muro grigio davanti il naso, è incredibile. La neve è bella… c’è più freddo ma almeno tutto si trasforma, con la nebbia rimani solo!
Comunque la mandarina l’ho lasciata sola, così impara a non farsi coccolare!
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 14 gennaio 2011 alle 16:56
Sempre a farmi sorridere :) Grande Manu
Commento scritto da A35G il 15 gennaio 2011 alle 14:54
Devo darmi ai racconti sui frutti mi sa, vedo che “portano frutto”.
(ok, dopo questa vado a nascondermi…).
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 15 gennaio 2011 alle 15:34