Gravità.
Scritto il 24 giugno 2010 alle 0:48Non voglio invecchiare solo. Da ciò che vivo cerco sempre di cogliere un insegnamento e il silenzio della casa di questi giorni mi sta facendo riflettere su quanto si possano sentire sole certe persone. Quelle persone che poi si buttano tra i binari della metro. Proprio quella metropolitana che li trasportava da un lato all’altro della loro città. Da casa al lavoro e viceversa. Mai una fermata in più, mai una in meno.
Chissà quale sia il loro ultimo pensiero. Chissà cosa passa per la mente di questi individui mentre scendono – silenziosamente – le scale mobili di quella fermata. L’ultima.
Eppure hanno un lavoro, una casa, uno stipendio. Apparentemente diresti sempre che sono “messi bene”.
Una sera di Maggio, a Milano, ho visto in un ristorante un uomo sulla quarantina, ben vestito, cenare da solo in un ristorante molto elegante. Chissà, magari era solo una fortuita coincidenza, magari era l’unica cena da solo della sua vita, eppure a me, quella scena, ha messo tristezza.
Non voglio arrivare a quarant’anni, entrare in un ristorante, ordinare un primo ed un secondo e non avere nessuno con cui parlare.
Io credo sempre che il futuro vada costruito. Credo che quella pazza decisione di uccidersi di certe persone sia anche frutto delle loro scelte poco oculate fatte gli anni prima, quando la carriera è stata messa su un piedistallo e tutto il resto era un contorno. A un bivio non si arriva mai senza aver percorso prima una strada.
Preferisco rimanere povero, vivere senza la bella camicia o il bel lavoro ma… no, non invecchierò solo.
(Anche perché sentire la lavatrice centrifugare mentre rifletti non è il massimo).
Emanuele
