Archivio di giugno 2010

Ed una stellina scendeva vicina vicina…

Scritto il 30 giugno 2010 alle 21:14

Era l’inizio degli anni ’90. Forse ’91 o ’92, non saprei dirvi con certezza. Mia sorella recitava sul palco della scuola elementare cui eravamo iscritti. Era il giorno della recita – forse di Natale -. Aveva una calzamaglia color panna, la punta del nasino colorata di nero e due orecchiette finte. Io, ancor più piccolo di lei, ricordo solo della particolarità di quel giorno, del fatto che ero il fratellino di quella bimba che sgambettava qua e là sul palco e che il teatro della scuola non aveva nulla da invidiare – nella mia mente – al Teatro Massimo di Palermo. Probabilmente avevo al collo quel papillon azzurro che mia madre amava mettermi su una camicetta bianca per le occasioni importanti.

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Sembra passata una vita… e probabilmente lo è. Mia sorella oggi è mamma, io divento zio e una stellina alle 20 e 58 di questa magica sera nata! :joy:

Chissà se quel giorno, quel papillon, quella calzamaglia e quelle note, sapevano fin dove avrebbero condotto quella bimba che ballava. Chissà se quella testolina immaginava già la famiglia che avrebbe creato, il futuro che avrebbe costruito, l’amore che avrebbe donato.

Benvenuto nipotino mio! Quando imparerai a leggere voglio che tu sappia che tua madre è stata una bimba come te e per questo ho scelto di raccontarti proprio questo nel giorno della tua nascita!

A lei – mi raccomando – ricordalo sempre perché è la parte di noi più bella che esista. :-)

Emanuele

PS: dovevo interrompere la pausa… notizie così non capitano mille volte nella vita! :joy:

#97: Il campo si restringe…

Scritto il 29 giugno 2010 alle 12:50

Amica: Manu hai sentito la canzone “E se Dio fosse uno di noi”?

Io: noi, in questo caso: io e tu. Usando il condizionale si deduce che tu non sia Dio… rimango solo io… oh mamma.

Here without you (non mi sta bene!).

Scritto il 28 giugno 2010 alle 0:05

Credo che passione e volontà, quando unite, formino un’alchimia incredibile.

La forza di volontà è capace di smuovere montagne, di rendere possibile l’impossibile, di far andare la montagna a Maometto.

La passione invece serve a trasformare l’impegno in ulteriore energia. Per passione si è capaci di far scomparire tutto: stanchezza, ansia… persino il tempo! Passione, d’altronde, deriva dal latino “sopportare” e per questo mi piace poter dire che vivo con passione ogni giorno.

E’ tempo di una lunga corsa e io non ho intenzione di arrendermi. L’ho detto mesi fa e non l’ho dimenticato assolutamente: vincerò io. 8-)

Per i prossimi giorni mi prendo nuovamente una pausa da questo blog e non è tanto il tempo da centellinare questa volta, quanto la voglia di offrire a Dio qualcosa che mi piace tanto: scrivere.

Vedremo che succede… ma, come l’altra volta, tranquilli che torno presto.

Ah. Perché questo titolo? Perché mia madre moooooolto tempo fa – scherzando – mi disse che la mia fidanzata per ora ha un nome ben preciso… e io, segretamente, provai a crederle, così… so che arriverà quel giorno in cui potrò abbracciarla. ;-)

Io penso a te, amore.
Sogno di te continuamente,
sono qui senza di te, amore…

3 Doors Down – Here without you

Il testo parla non solo della solitudine che si prova quando ti manca una persona da cui in quel momento si è lontani, ma anche dello stato di pace che arriva quando si sogna la persona che si ama.

Qualcuno tira ad indovinare il nome?

Ti avrò… ti avrò, ti avrò! :joy:

(a presto).

Emanuele

PS: no, non è pazza mia madre e tanto meno lo sono io che gioco a crederle ma… perché non provate a vedere la vostra vita con occhi diversi? Coloratela, pennellatela, scarabocchiatela… create nella vostra mente le caricature di chi avete intorno, date un nome al tavolo, alla sedia, alla porta che sbatte. Stupitevi, sorridete… immergetevi nella vita. Nella vita! Non vivete semplicemente… quello sanno farlo tutti! :joy:

L’alba più lunga.

Scritto il 27 giugno 2010 alle 12:00

Cavalleria indiana

Io l’indio che partì
nel cammino duro di cercare sé.
L’arco che lanciò una freccia qui,
dentro un cuore puro, luogo che non c’è.
Sonno di amnesie che non dormo più.
Ma non ho finito di esistere, con queste energie,
cresco la virtù di resistere

Claudio Baglioni – Cuore di aliante

Emanuele

(photo credits)

Domande esistenziali (anzi, sopravvivenziali).

Scritto il 26 giugno 2010 alle 20:30

La vera domanda di oggi è: che cavolo cucino stasera per cena? :worry:

Emanuele

This will destroy you.

Scritto il 25 giugno 2010 alle 23:58

Devo ancora decidere se siano più un gruppo da ascoltare la sera a casa, quando serve un sottofondo o se vadano meglio in auto, mentre si viaggia e si ha voglia di riflettere alla stesso ritmo delle linee tratteggiate che, sull’asfalto, scompaiono una dietro l’altra investite dal nostro avanzare.

Intanto provate ad ascoltarli anche voi. “Quiet“, “I believe in your victory” e “The world is our__mi piacciono particolarmente ma anche le altre canzoni meritano.

Il rock strumentale è piacevolissimo. Non sentire altre voci ti permette di dar spazio al tuo Io che parla.

Emanuele

Leonardescamente.

Scritto il 25 giugno 2010 alle 15:49

Ok, ve lo svelo. Amo giocare coi numeri e con le lettere. In questo blog, in decine di post, sono nascoste parole cui solo io saprei dare un senso (o forse poche altre persone con un po’ di impegno…).

Intanto in quel brano, il mio primo tentativo di scrittura seria (ahaha!), il nome e il cognome di quella ragazza è un anagramma di un nome e cognome cui mancano tre lettere.

Chissà in quanti sapranno trovare la soluzione.  Io, volevo semplicemente che quel personaggio facesse parte di me. In fin dei conti apriva le danze a qualcosa che non so ancora dove mi porterà. :-)

Emanuele

Bella vita (se durasse).

Scritto il 25 giugno 2010 alle 1:37

Oggi giornata piena di amici. Sembra che scrivere qualcosa contro-la-solitudine sia una via sorprendente per smuovere le acque.

A pranzo ho invitato un amico (e preparato un ottimo pranzo: spaghetti con le vongole, insalata e gelato finale…), subito dopo – in stile “esce Montolivo entra Pirlo” (ahem!) – è arrivata una amica per vedere la partita insieme e poi studiare.

Infine, dopo cena, prima film sul divanone (Io vi dichiaro marito e marito, vedetelo che fa ridere…) con due tre amici e poi gelato fuori con un amico.

Adesso sono appena tornato ed è anche il caso di andare a nanna. :-)

Le giornate così ti mettono la carica, rigirano – decisamentela chiavetta sulla schiena! :joy:

Emanuele