Archivio di maggio 2010
Scritto il 31 maggio 2010 alle 18:19
Proprio pochi giorni fa discutendo tra i commenti mi chiedevo (e chiedevo) se non fosse possibile pensare ad una vita incentrata su altri valori, altre priorità, altre unità di misura.
Leggete quest’articolo che voglio conservare con cura tra queste pagine.
Non tutti sanno che nel lontano 1972 Jigme Singye Wangchuk, sovrano del Bhutan, dichiarò che ‘la felicità interna lorda è più importante del prodotto interno lordo’. Da allora, questa piccola nazione buddista arroccata nell’Himalaya ha fatto il possibile per rendere operativa questa curiosa idea. La felicità interna lorda può essere misurata facendo riferimento a quattro parametri: promozione di uno sviluppo equo e sostenibile, preservazione e la promozione dei valori culturali, conservazione dell’ambiente e buon governo. L’idea di fondo è che la prosperità e il benessere non possono essere misurati facendo riferimento soltanto a un indicatore come il Pil, che non considera le condizioni e la gratificazione dei lavoratori.
I buddisti del Bhutan sono infatti convinti che la felicità vada ricercata nell’animo delle persone, nella loro spiritualità, non nei beni materiali che queste posseggono. E dal momento che la felicità interna lorda ha assunto negli anni una posizione centrale nella politica interna di questa piccola nazione, il governo ha deciso di aprire un ‘centro felicità’ nella foresta, vicino alla cittadina di Chamkhar.
L’obiettivo del centro è quello di aiutare i cittadini a ‘praticare la felicità’, mettendo in contatto persone con esperienze di vita diverse in maniera da permettere loro di ‘assorbire felicità’ le une dalle altre, ha spiegato il Primo Ministro al quotidiano principale del Paese. La delibera per procedere alla constuzione del centro non è ancora stata concessa, ma è da circa un anno che il governo riflette su come aumentare la felicità e il benessere del Paese per cercare di porre fine al recente aumento del tasso dei suicidi in Buthan.
La popolazione del Bhutan sta soffrendo per le preoccupazioni legate alla crisi economica e alla disoccupazione, e tende sempre più spesso a rifugiarsi nell’alcol. La speranza, oggi, è che quando i giovani in difficoltà potranno regolarmente far visita al ‘centro felicità’ nella foresta, troveranno qualcuno pronto ad accoglierli per guidarli lungo la strada del progresso e dello sviluppo in stile bhutanese, vale a dire in armonia con la cultura e le tradizioni su cui si fonda il buddismo.
Fonte: Panorama.it
Che poi, discorso religioso a parte (anche se – personalmente – credo che una vita religiosa si sposa bene con certe scelte), immaginate che mondo sarebbe se il nostro – occidentalissimo – PIL fosse sostituito proprio da questo parametro “FIL“? La gente invece di accumular soldi sarebbe impegnata a rispettare questi favolosi quattro punti che ripeto:
- Sviluppo equo-sostenibile
- Promozione dei valori culturali
- Conservazione dell’ambiente
- Buon governo
Tornando coi piedi per terra ci si rende conto che certi cambiamenti sono più facilmente attuabili nei piccoli centri urbani, nelle piccole realtà. Il Bhutan è una piccola nazione di 650.000 abitanti che fonda la sua economia sull’agricoltura e una densità di appena 16 persone per km² e sicuramente questi aspetti contribuiscono nel determinare il successo di questa proposta nata nel quarant’anni fa. In ogni caso, questo posto entra di diritto tra i luoghi da visitare nell’arco di una vita e, anche se in maniera più moderata, sarebbe auspicabile vedere un impegno concreto verso questi aspetti da parte dei nostri governanti.
Emanuele
Tags: Asia, cultura, diversità, economia, equilibrio, felicità, lavoro, mondo, natura, persone, politica, religione, rispetto, sviluppo
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Scritto il 31 maggio 2010 alle 10:25
Innanzitutto Stand by me cantata da Geoffrey Royce Rojas (in arte Prince Royce) perché è una canzone che mi è sempre piaciuta in versione originale e risentirla in versione bachata-swing fa molto piacere e risulta indiscutibilmente più allegra.
Poi apprezzo molto Replay di Iyaz, molto carina e ottima la mattina mentre guidi e hai bisogno di grinta.
Aggiungerei anche Stereo Love di Edward Maya che, in realtà, mi ha fatto conoscere lei, quando addirittura non era arrivata in Italia, e ho prontamente disprezzato perché è da discoteca.
Eppure mi piacciono i colori del video che sanno d’estate e in macchina è abbastanza allegra.

Ovviamente inserisco in lista Hey, soul sister dei Train che faccio di tutto per ritrovare alla radio…
Infine, Mentre dormi di Max Gazzè che, secondo me è una bella poesia. Mi piace la sua voce che tende a stonare, mi piace ciò che dice, mi piace sognare quelle parole.
Voi che canzoni ascoltate per ora?
Emanuele
PS: no tranquilli, non mi son dato alla musica tamarra e io stesso mi sorprendo di questo post… però semplicemente la mattina questa musica fa svegliare…
Tags: allegria, auto, cantare, canzone, canzoni, estate, grinta, guidare, Max Gazzè, musica, poesia, primavera, radio, spensieratezza
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Scritto il 30 maggio 2010 alle 18:01
Martedì torno a Palermo. Ecco. Il biglietto è bello e fatto da vari giorni ma se vi anticipo tutto sempre che gusto c’è?
Maggio è volato e io sono stra-convinto che a fine 2010 potrò scrivere nuovamente qualcosa di simile… perché già i primi 5 mesi dell’anno sono stati di una bellezza assoluta e proprio martedì inizia il sesto che rappresenta la chiusura del primo giro di ruota!
Emanuele
PS: ma Palermo è rimasta sempre la stessa in mia assenza?!
Tags: aereo, allegria, biglietto, casa, felicità, Palermo, partire, resoconto, viaggiare
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Scritto il 30 maggio 2010 alle 12:00

Io non la sopporto la gente che non sogna.
Francesco Guccini – Cirano
Emanuele
Tags: Cirano, erba, Francesco Guccini, musica, relax, scarpe, sognare, sogni, tempo, tulipani, vivere
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Scritto il 29 maggio 2010 alle 12:07
Sapete, io sono più che convinto che anche le cose più strane che ci accadono nella vita abbiano un senso che magari salta fuori dopo tempo. Inoltre, alla stregua di un codice antichissimo per un archeologo, più incomprensibili sono ai nostri occhi, maggiore sarà il tempo necessario per dar loro un significato.
In questi giorni, ad esempio, ho dato un senso ancor più netto all’acquisto della Panda a metano. Era stata una fortuna “in più” tra tante altre ma ancora non riuscivo a trovarne la ragione.
Considerate che quando si decise di rottamare la Cinquecento (che, in effetti, aveva 11 anni) io non ero totalmente convinto: è vero, era incidentata (ma mi rimborsarono), c’erano gli incentivi anti-inquinamento ma in famiglia c’erano tante spese e non ero certo che fosse la scelta migliore in quel momento anche perché sapevo già che l’avrei usata solo io.
Adesso invece ne ho apprezzato in maniera più chiara la fortuna di averla. A Maggio ho percorso quasi ogni giorno circa 70km, di cui buona parte tra autostrada-tangenziale, così viaggiare su un’auto con ABS, EBD e comunque tutti i comfort del caso ha fatto la sua differenza (oltre al risparmio dovuto proprio a quella scelta stranissima in quel momento di un’auto a metano). Nella Cinquecento la radio era a cassette e non si sentiva più bene… già solo solo questo vale l’auto intera: fare tanta strada, da soli, senza poter ascoltare musica sarebbe stato ancora più pesante.
Mi piace dare un senso alle cose che ho o che vivo. Ancora devo trovare il senso di tante e tante cose, ma non ho fretta: so affidarmi a Chi queste fortune o “sfortune” le architetta per me.
Emanuele
PS: la parola sfortuna è tra virgolette perché non credo tanto nella sfortuna… o meglio, esistono le giornate sfortunate ma se si impara a dare un senso anche a quelle, diventano ricchezza e dunque fortuna anch’esse, no?
Tags: 500, affidarsi, auto, comodità, Dio, fede, fortuna, futuro, guidare, Panda, ricchezza, risparmio
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Scritto il 28 maggio 2010 alle 14:59
Oggi, dopo pranzo, giretto all’Apple Store. La fila fuori, fortunatamente, era terminata ma i Genius della Apple erano tutti indaffarati a dar consigli, mostrare funzionalità, esporre video esemplificativi.

Io ho preso un iPad e ho giocato un po’. E’ un bel giocattolo utile quando si è a casa e si vogliono comodamente recepire informazioni (video, news, blog, mappe, foto…), molto meno utile quando si vogliono inserire informazioni (scrivere, creare documenti, mandare e-mail corpose…). La tastiera è reattiva e sicuramente con un po’ di esercizio in più avrei scritto ancor più agevolmente però, secondo me, continua a rimanere distante dalla comodità di una tastiera fisica.
Per 500€ (prezzo base), avete tutto questo tempo libero per star sul divano e sfogliare un po’ di contenuti digitali?
Se la risposta è si, l’oggetto è ottimo, altrimenti valutate l’acquisto: non è comodissimo da portare in giro e sicuramente non sostituisce l’iPhone o qualsiasi altro smartphone in mobilità. E’ un bel gadget da sfruttare a casa piuttosto.
Caratterialmente io amo inserire informazioni (vedi questo blog che tra pochi giorni raggiungerà quota 3000 post…) e navigare semplicemente mi sta stretto. E’ indubbio che però non tutti vivano il web come me e questo strumento per tutti loro può essere una valida alternativa da non sottovalutare…
Emanuele
Tags: Apple, hardware, informazione, Internet, iPad, navigazione, novità, risparmio, web
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Scritto il 28 maggio 2010 alle 11:32
Gli amori vanno via, ma i sogni, i sogni… no.
Fabrizio Moro – Eppure mi hai cambiato la vita
L’altro giorno andando al lavoro, sulla solita strada, osservavo un enorme prato. Da queste parti, vuoi anche per il tempo, l’erba cresce spontanea, è verde e si preoccupano semplicemente di tagliarla a dovere. Mentre guardavo mi son tornati in mente i miei colleghi (un uomo e una donna), più grandi di me, con figli piccoli che alle 18 li aspettano a casa.
Un mio collega qualche giorno fa ha avuto la recita all’asilo: qui stranamente oltre a organizzare la recita dei bambini, i genitori preparano sempre qualcosa. L’anno scorso è toccato alle mamme, quest’anno ai papà.
E io immaginavo tutti questi papà messi su un palco. Chi ha fatto il giocoliere, chi ha suonato qualcosa, chi si è vestito per rappresentare una fiaba, “Biancaneve e i sette nani”, con qualche modifica.
E poi son tornato ad osservare il prato, e pensavo ai papà che porteranno li la famiglia la domenica, con un pallone, qualche racchetta, qualcosa da sgranocchiare e magari una grande tovaglia su cui sedersi.
Mentre viaggiavo, sognavo ed era una strana gara: per quanto andassi veloce, la mente era sempre più avanti.
Emanuele
Tags: asilo, avventura, bambini, Biancaneve e i sette nani, erba, favola, felicità, futuro, giocare, pensieri, sognare, sogni, viaggiare, vita, vivere
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Scritto il 27 maggio 2010 alle 19:52
wolly: tu sei un asociale
wolly: però è indubbio che sei famoso sulla blogosfera
Un tempo avrei creduto di poter essere un asociale se avessi avuto amicizie virtuali invece di coltivare quelle reali. Oggi invece si passa per asociali quando non si ha il tempo di frequentare i social network (la discussione su skype – in quell’istante – verteva su quell’aspetto e sulla mia assenza).
Distante dall’essere una critica a wolly, semplicemente l’altro giorno – in macchina – riflettevo sull’uso di questa parola e di come la visione del web sia mutata nel tempo.
Emanuele
Tags: amici, amicizia, amicizie, Internet, parole, Skype, social network, società, web
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