L’uomo di sale.

In realtà me l’avevano già detto: noi del sud, la possibilità che un giorno potremo dover partire, l’abbiamo nel sangue. Questa cosa, seppur storicamente vera, non riuscirà mai a diventare qualcosa cui si è abituati e indifferenti. Eppure questa Sicilia, terra di mare, di sale e saline, di arance e mandarini, terra che splende d’estate è una terra che tutt’ora non può trattenere tutti.

Riflettevo su questo, stasera, sulla Vespa, mentre tornavo a casa dopo l’ultima riunione di comunità capi (scout) per due amici e – probabilmente – dopo la mia ultima riunione.

Partiranno, partiremo. Ironia della sorte, un’amica dovrei incontrarla a Milano.

Eppure stasera ho visto degli occhi rossi uscendo da quelle mura, mura che per chi scout lo è (e non lo fa), in questi anni sono state un contenitore di Speranza. Semi gettati per un futuro diverso.

E’ stato strano vedere quegli occhi emozionati. Forse (e non so dire se fortunatamente o meno), il mio distacco è avvenuto più dolcemente, con un primo momento ben preventivato a Maggio. Il loro sarà netto, la prossima settimana saranno su un aereo che li porterà verso nuovi progetti di vita, nuove scommesse personali.

Chissà quando questa terra smetterà d’essere così salata

Emanuele

5 commenti » Scrivi un commento

  1. Ciao Emanuele,
    c’è un po’ di malinconia in questi ultimi post che hanno il sapore dell’estate che se ne sta andando, degli addii e dei cambiamenti, del sale e delle lacrime…
    Sono belle le riflessioni di questi ultimi giorni; è sempre un piacere vedere come la vita ti passa dentro…
    Ciao, Robi

    • La cosa buffa però è una: c’è malinconia ma c’è – contemporaneamente – tanta gioia. Forse però, ultimamente (è vero) mi piace trascrivere più la prima che la seconda perché in fin dei conti di gioia e felicità ve ne parlo sempre… ma c’è della poesia anche nel vento che parla silenzioso e smuove il mondo e non mi piace lasciarlo passare inosservato.
      Grazie d’esser passata,
      Emanuele

  2. Pingback: Cade la pioggia e tutto lava. - …time is what you make of it…

  3. Cos’altro posso aggiungere?
    Hai detto tutto, in poche righe, hai detto tutto!
    Ce l’abbiamo nel sangue, così come abbiamo nel sangue il sale, le saline, le arance e persino i mandarini -io che ne sono allergica!-.
    Mi manca molto, ma guardo avanti e non mi manca più, bè…diciamo che mi manca meno!
    Se penso a tutto quello che ho adesso e che prima, tra mare e saline, non avrei mai potuto avere!

    • Roberta! Che piacere leggerti da queste parti! :-)
      Io non sono ancora *nel vivo* dell’onda personalmente ma sto vedendo che è proprio questo lo spirito. Abbiamo tanto dentro… ma c’è anche un mondo “proprio lì fuori” che non dobbiamo ignorare. La terra in fin dei conti è una e chi si crea recinti sicuramente perde.
      Ciao,
      Emanuele

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