Distributore automatico di sorrisi!
Ancora non ho avuto modo di immortalarmi su quella ruota singola dall’equilibrio instabile intanto mi son reso conto che: in primis, andare avanti sul monociclo, al pari della vita, è più semplice del tornare indietro. In secundis stare fermi è un’arte tutta a sé (e nella vita idem). In tertiis la gente che passa non può non fissare la pedalata ed è anche capace di fermare lo scooter. In quartis i bambini tirano la mano alla mamma pur di guardare due secondi ancora. In quintis mi è stato chiesto se volessi andare al circo in futuro (è accaduto in un ferramenta in cui ho comprato una chiave per stringere un dado).
Intanto, la cosa più piacevole è che qualunque sia la razza, il colore, il sesso, l’età o l’estrazione sociale, se riesco nell’incredibile numero di percorrere alcune decine di metri in equilibrio – parte un sorriso fugace ma spontaneo e così, rimanere su quel marciapiede ad allenarmi diventa qualcosa di più di “due intelligentissime ore per sudare una maglietta“.
Faccio. Sorridere. Chi. Passa.
Uno, due, tre, quattro sorrisi. Saranno stati venti, trenta per ora? Sono trenta sorrisi regalati nella storia dell’umanità.
E’ qualcosa di più di un gioco. E’ qualcosa di più. E’ una cosa potentissima.
Emanuele
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complimentissimi!
far nascere sorrisi non e’ da tutti!
Commento scritto da Marica il 28 agosto 2010 alle 00:43
Marica, però credo che non sia neanche così difficile e dovremmo impegnarci sempre tutti in tal senso!
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 28 agosto 2010 alle 13:23
[...] Ho passato un periodo della mia vita molto particolare, in cui mi sentivo dire grazie da tutti i lati, forse perché mi impegnavo nel rendere felici gli altri e, in certe occasioni, ho creduto fosse addirittura esagerata la valanga di “grazie” che arrivavano alle mie orecchie. Per questo, come un serbatoio che s’è riempito, sto cercando di spargerli in giro (un po’ come il distributore automatico di sorrisi…). [...]
Commento scritto da Per l’uomo che non deve chiedere. Mai. - …time is what you make of it… il 1 novembre 2010 alle 20:37
[...] felice. Tra pochi giorni mi laureo, ho già una proposta di lavoro, ho imparato a cavalcare il monociclo, tra un mese cambio città e vita. Cos’altro devo [...]
Commento scritto da Continua a girare… - …time is what you make of it… il 7 novembre 2010 alle 19:16
[...] (da sfoggiare col nipotino appena cresce un po’…), il mio monociclo (così inizio a far sorridere anche i milanesi…), la lampada da notte per bambini (non sembra ma c’è del tenero in [...]
Commento scritto da Ohoh, non ho fatto 10 biglietti… - …time is what you make of it… il 6 dicembre 2010 alle 13:34
[...] proprio questa vita sarà, voglio rimanere quel tipo idiota che prende il monociclo e si diverte a regalar sorrisi. Di tipi idioti che giocano a fare i ricconi in giro per le città ne è pieno il mondo. [...]
Commento scritto da L’Audi dei balocchi. - …time is what you make of it… il 23 dicembre 2010 alle 23:46
[...] rullo di tamburi – sono andato a prendere il pane in monociclo! Un chilometro percorso raccogliendo i complimenti di chi ho incontrato in [...]
Commento scritto da Circondatevi! - …time is what you make of it… il 11 marzo 2011 alle 09:41
[...] persone – 6500 visitatori al giorno in Piazza Duomo – non c’è posto migliore per infondere sorrisi. Mi sto allenando, mi sto preparando e arriverà il [...]
Commento scritto da Quattro virgola sei chilometri in monociclo! - …time is what you make of it… il 12 marzo 2011 alle 15:56
[...] a far sorridere, così, senza far nulla. Pedalando. E’ una cosa – questa – che continua a sorprendermi (e [...]
Commento scritto da Mamma, mamma, guardaaaa!!! - …time is what you make of it… il 19 marzo 2011 alle 10:25