Archivio di ottobre 2009

Posso ribaltarti il cielo, con un salto all’improvviso.

Scritto il 27 ottobre 2009 alle 19:14

Michael Bublé è una persona che ha poco da desiderare. Con quella voce può permettersi di cantare tristezza e gioia senza rischiare che una delle due non si trasformi in capolavoro.

Quando canta l’amore però, dimostra che anche le sfortune (lo scrivo in corsivo perché, per come la penso io, ci sarebbe da scrivere un libro in proposito…) possono essere cantate con allegria ed è per questo che Haven’t met you yet mi piace tanto. :-)

Non sono sorpreso,
non tutto dura,
ho spezzato il mio cuore tante volte che ho smesso di tenerne conto,
ho parlato a me stesso dentro,
ho parlato a me stesso fuori,
ho fatto tutto quello che c’era da fare,
Poi mi sono riposato…

Ho provato in ogni modo a non perderlo;
Ne sono uscito fuori con un milione di scuse,
ho pensato ho pensato a tutte le possibilità…

E so che un giorno sarà tutto finito!
Mi farai lavorare così potremo lavorare per risolvere tutto
E ti prometto ragazza che io do molto più di quello che ricevo, mmm…
Solo che non ti ho ancora incontrato!

Michael Bublé – Haven’t met you yet

Che bisogno c’è d’angosciarsi se è possibile scrivere una canzone allegra? I nostri cantanti italiani dovrebbero imparare da questo stile nel parlare d’amore. Penso a tutti i Tiziano Ferro d’Italia che fanno diventare tutto un dramma irrecuperabile.

Questa canzone sprizza spensieratezza da tutti i pori, eppure il testo non racconta mica la vincita di un montepremi o l’incontro con la propria anima gemella!

Bravissimo Michael e complimenti anche per il video: l’idea del supermercato è troppo carina… d’altronde è quello il posto per eccellenza in cui “trovare di tutto”. :-)

Emanuele

#62: Luoghi comuni.

Scritto il 27 ottobre 2009 alle 12:50

Amico: per quest’attività bisogna trovare un posto che abbia dei grandi luoghi comuni…

Io: dici, più grandi di “non esiston più le mezze stagioni” o “l’erba del vicino è sempre la più verde”?

Le cose cambieranno.

Scritto il 26 ottobre 2009 alle 10:15

FOLCO: Bisogna uscire fuori dalla norma.

TIZIANO: Sempre fuori dalla norma! Sai, questo è il tema del Vecchio e di Krishnamurti e di tanti “La verità è una terra senza sentieri”. Cammini, trovi. Non c’è chi ti dice “Guarda, il sentiero per la verità è quello”. Non sarebbe la verità. Se rimani nel conosciuto non scoprirai niente di nuovo. Come fai? Viaggi sui binari del conosciuto e rimani nel conosciuto. E così è quando cerchi. Se sai cosa cerchi non troverai mai quello che non cerchi… e che magari è giusto la cosa che conta, no? Per cui è uno strano processo che richiede una grande determinazione, perché implica rinuncia, assenza di certezze. E’ comodo adagiarsi sul conosciuto, no? Alle otto c’è il treno, alle nove apre la banca, comportati bene, non rubare i soldi, e avanti. Ma se tu esci dal conosciuto e cerchi strade che non sono state completamente battute o, come dico, se te le inventi, hai la possibilità di scoprire qualcosa di straordinario.

Tratto da “La fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani

Ogni volta che rileggo passi simili, mi tornano in mente tante scelte del mio passato.

Tanti momenti in cui ho deciso di eliminare le certezze alla ricerca di qualcosa che non conoscevo ma che volevo scoprire.

Ricordare il coraggio di quelle scelte mi regala una grinta e una carica enorme.

Ho ancora così tanto da conoscere, in fin dei conti ho una vita davanti ancora da costruire però è proprio il fascino di questo alone di mistero a regalarmi tanta forza.

Ho spostato l’attenzione dalle risposte alle domande. Sono loro che mi affascinano. Non inseguo risposte, quelle so che arrivano. Le domande invece, sono belle da meditare dentro. E’ bello vederle sia crescere che cambiare col tempo.

Sapete, circa un paio d’anni fa, mia madre si angosciava per un problema con una casa in affitto. Gli inquilini non pagavano e non capiva mai perché dovessero comportarsi così nonostante lei avesse assolto tutti i suoi obblighi, si era sempre dimostrata disponibile e paziente nel capire i problemi di una famiglia in affitto e così via.

Purtroppo si dimostrarono ladri (inutile usare mezzi termini quando si scopre che facevano – di regola – così nelle case in cui abitavano) e dovemmo difenderci tramite avvocati per liberare la casa, recuperare il credito e cercare di capire dove stessero scappando.

Bene… adesso – a distanza di qualche anno – la risposta è arrivata chiara e bellissima. La fine prematura del contratto fece si che la casa fosse vuota proprio quando i miei fratelli partirono per Milano. Il contratto ci avrebbe obbligati a tenerla in affitto per altri due anni, mentre quella diventò l’occasione per venderla e poter acquistarne un’altra li. Quella casa è adesso parte di un progetto – futuro – ancora più grande… ed è meraviglioso vederla sotto quest’ottica.

E’ strano come spesso pretendiamo le risposte il prima possibile, mentre sarebbe più saggio tentare di godersi il momento, giocare sulla domanda e… aspettare la risposta.

Ah, ho detto giocare, perché io cercai di vivere quei momenti in questo modo. O meglio… a casa ero sempre adulto e vaccinato e cercavo di dare consigli utili e soluzioni concrete (tanto che sia l’avvocato che l’ufficiale giudiziario li accompagnai io…), però non dimenticavo di vivere tutto con allegria ed è per questo che nacquero post come questo, questo, questo e questo (e finalmente vi ho spiegato cosa significavano!). Io, se da un lato ero maturo e pronto a difendere e supportare la famiglia, dall’altro non mi lasciai avvolgere in quel turbine di pensieri, angosce e tensioni.

Credo che la morale di questa storia sia ovvia per tutti… :-)

Emanuele

PS: il titolo è frutto di una canzone di Zucchero che ieri sera mi ha fatto compagnia…

Ciò che è dentro di noi, necessita di tempo per mostrarsi.

Scritto il 25 ottobre 2009 alle 23:39

In questi giorni c’è qualcosina che sta cambiando in me. L’umore è sempre alto, gli impegni sempre diecimila, eppure mi sento diverso rispetto qualche mese fa.

Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi i frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno?
Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; sennò lo taglieremo.

Vangelo di Luca 13, 6-9

Sono alla – paziente – attesa di una risposta.

Comunque, tra ieri e oggi ho partecipato a tre Messe, il che significa che stasera dovrei andare a nanna in uno stato di grazia assurdo. :-P

Questo weekend c’è stato un convegno (e assemblea) di zona tra capi scout di Palermo con Messa annessa, poi stasera c’è stata una lunghissimissima Messa col vescovo per l’insediamento del nuovo parroco nella nostra parrochia (che con le sue due ore abbondanti, penso superi persino quella di Natale o Pasqua in quanto a durata). Infine, tra una attività e l’altra, ho dovuto accompagnare i miei a Messa.

Cose che neanche quando si vanno a visitare i sepolcri… :-D

Emanuele

Determinazione.

Scritto il 25 ottobre 2009 alle 12:00

Pugili sul ring

Si sa che per curare i lividi,
bisogna avere nuovi stimoli,
fissare bene un obiettivo.

Luca Dirisio – La ricetta del campione

Emanuele

(photo credits)

Tra il dire e il fare (con l’Atlantico in mezzo).

Scritto il 24 ottobre 2009 alle 13:21

C’è il rischio – grossissimo – che il prossimo Agosto lo passi a New York! :-)

Vedi tu come, la vita, possa sorprenderti ogni giorno che passa.

Emanuele

La nostalgia è un ospite nel nostro corpo.

Scritto il 23 ottobre 2009 alle 18:59

Ogni tanto mi prendo gioco della nostalgia.

La lascio entrare, le faccio trovare tutto in ordine, una bella caraffa di Tè e due tazze riscaldate dal suo vapore.

La faccio accomodare e la lascio parlare per un po’.

Poi le ricordo la terza regola che porto dentro. Le inizio a raccontare ciò che io credo circa mantelli, coperchi e tutto ciò che serve a portare oscurità. Lei, allora, si fa piccola piccola e non sa come rispondermi.

Decide di andar via mentre io sorrido sotto i baffi. :-)

Sembra quasi che, io, non debba far nulla…

Emanuele

Viaggiare su ali di carta.

Scritto il 23 ottobre 2009 alle 10:40

Prendete la mia cantautrice preferita. Quella che, con tante sue canzoni, mi ha fatto chiudere gli occhi.

Quella che, mentre cantava, io sapevo piangere o avere la pelle d’oca.

Quella che ha vinto sia Sanremo che Festivalbar.

Quella che… sognavo, sognavo, e sognavo… e le sue parole erano il sottofondo più dolce che potessi sentire.

Prendete poi Giuliano. Ma non un Giuliano qualunque.

Prendete Giuliano, quello che cantando Meraviglioso ha raccolto polemiche perché ha osato toccare una canzone del Modugno italiano.

Prendete quel Giuliano che cantava Estate, Nuvole e Lenzuola, Parlami d’amore.

Metteteli accanto e lasciateli cantare. Godetevi il risultato.

Ah, Elisa da Maggio è in dolce attesa, il che rende tutto ancora più bello.

Quando, persi sotto tante stelle,
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare,
cos’è l’amore…

Elisa (featuring Giuliano Sangiorgi) – Ti vorrei sollevare

Hearts, il nuovo album, sarà in vendita dal 13 Novembre mentre, il singolo Ti vorrei sollevare, è al momento il singolo più acquistato sull’iTunes Store.

Emanuele

PS: ma cosa dev’essere una mamma così che canta la ninnananna al suo bambino? :-)