Archivio di marzo 2009

#32: Bat-office.

Scritto il 31 marzo 2009 alle 12:50

Io: come mai tutte queste cose in regalo?

Amica: perché stiamo smantellando un ufficio e si fa sempre così…

Io: ah, perché, esistono uffici con i mantelli?!

Costruire un tema: gli effetti speciali.

Scritto il 30 marzo 2009 alle 9:20

Le pagine web, negli ultimi anni, sono cambiate considerevolmente. Se negli anni ’90 la magia consisteva nel realizzare pagine divise in frame e tramite questi aggiornare solo alcune porzioni di pagina, adesso pensare a cose simili metterebbe i brividi a chiunque.

Le persone più attente avranno sentito sicuramente parlare di parole come DOM, AJAX, JavaScript, XML e così via.

Nuove forme e linguaggi usati per presentare una pagina all’utente finale. Le informazioni sono sempre più spesso svincolate dal documento finale vero e proprio (il file.html/php/asp che verrà generato) e vengono servite in base a ciò che richiede l’utente in maniera sempre più “trasparente”.

A farla da padrona in tutto questo è l’AJAX, che riesce a recuperare in background informazioni dal server senza necessariamente dover aggiornare l’intera pagina (un esempio eccellente è il frontend web di GMail, il servizio di posta elettronica di Google).

Su un blog, le potenzialità di questa tecnica sono infinite. Dall’inserimento dinamico dei commenti, alla visita dei post del blog in maniera più rapida a tante altre diavolerie che ci si può inventare.

Quando iniziai lo sviluppo del template, in realtà, avevo pensato di rendere tutto il più “interattivo” possibile. Pian piano però, sia per mancanza di tempo, sia per mancanza di capacità ho dovuto rivedere la scelta. Non ho mai scritto nulla in AJAX e usarlo comporta delle difficoltà da superare e problemi con cui scontrarsi che non sapevo gestire. E’ possibile fare caching di pagine in AJAX? E la gestione delle statistiche come avviene? Molti software di statistiche, infatti, non riescono a monitorare le richieste di pagine in AJAX perché risultano trasparenti. Così, per non rinviare ad oltranza la stesura del template, ho ridimensionato la scelta senza comunque eliminare del tutto ciò che avevo in mente. Ero più che consapevole che la famigerata user-experience di cui parlo sempre passava anche da qui e non dai tecnicismi (o sofismi) quali la disposizione del testo o la grandezza dei caratteri.

Vediamo dunque come si può inserire qualche “effetto speciale” in maniera semplice e rapida.

Innanzitutto ho iniziato a cercare il miglior framework (la “base di appoggio”) per le mie necessità. Volevo inserire qualche elemento dinamico e sapevo che erano già state implementate tantissime funzioni pronte all’uso.

Non sapendo valutare il framework in sé (non ne avevo mai utilizzato nessuno fin ora e ne esistono sia di gratuiti che a pagamento) ho orientato la mia scelta seguendo quella “del popolo della rete”, privilegiando i framework secondo due fattori: velocità d’esecuzione nel browser e diffusione.

La prima caratteristica, nella scelta di un framework rappresenta infatti – secondo me – uno degli aspetti che fanno la differenza. E’ vero che il framework può risultare più o meno potente, più o meno facile da sfruttare, più o meno leggero da caricare, più o meno elegante nella stesura del codice ma… alla fine ciò che importa all’utente finale è sicuramente la rapidità con cui il sistema funziona, la velocità con cui riesce a caricare la pagina e ricevere le informazioni che stava cercando.

Quante  volte d’altronde siete scappati da una pagina che perdeva ore per caricarsi? Io da questo punto di vista ho una pazienza di pochissimi secondi. Diciamo che non arrivo neanche a 30.

Ecco perché ho cercato qualche benchmark che potesse darmi una risposta. E’ pur vero che per piccole funzioni la differenza di tempo d’esecuzione risulta quasi infima ma, come dico sempre, sono le sfumature a dare vita ai colori e l’attenzione verso le piccole cose rende un’esperienza piacevole, un’esperienza da riprovare.

L’efficienza del framework è strettamente legata all’interprete javascript integrato nel browser, così anche in questo caso sarà bene dare un’occhiata alle statistiche per capire quali browser siano quelli più diffusi tra i nostri lettori. Se qualche settimana mi ero concentrato sulla risoluzione del monitor, questa volta il software usato ha una rilevanza fondamentale.

Con un sorprendente 49%, Firefox risulta il browser maggiormente utilizzato per accedere al mio blog (a seguirlo c’è IE – 41%, Safari – 3,5%, Chrome – 2,43%, Opera – 2,20%) e questo dato fa tanto piacere considerati in vantaggi in sicurezza e aderenza agli standard che caratterizzano questo browser opensource.

Potete testare l’efficienza di 5 framework (MooTools 1.2, JQuery 1.2.6, Prototype 1.6.0.2, YUI 2.5.2 Selector beta, Dojo 1.1.1) direttamente sul vostro browser effettuando questo test.

Logo jQueryPersonalmente, dopo aver provato Mootools, son tornato sui miei passi (e perso qualche giorno di lavoro) preferendo jQuery (che è anche il framework scelto da WordPress per gli effetti usati nel pannello di amministrazione) per la sua diffusione e per l’innumerevole presenza di guide e script pronti: volendo fare un paragone, JQuery mi è sembrato il Firefox dei framework javascript.

Ecco dunque la seconda chiave di scelta: la diffusione. Il grande utilizzo di uno strumento comporta la possibilità di confronto con un maggior numero di utenti che, nel vero spirito di condivisione avrà sicuramente incontrato o chiesto aiuto per problemi simili ai nostri.

Infine, quando vi cimentate nella costruzione di un template non dimenticate mai di testare ciò che create su più browser. Sono stato fermo un paio di giorni nel tentare di risolvere un conflitto tra un plugin di WordPress per l’highlight del codice scritto nei post e il javascript che si occupa dell’effetto di zoom delle immagini: funzionava su tutti i browser (provato Firefox, Chrome, Opera, Safari) ma non su IE 6/7. Se inserivo l’uno, non andava l’altro e viceversa.

Questo post in realtà ha ben poco di pratico (che per ovvi motivi dipende da ciò che si vuol creare) ma racconta la mia esperienza e le scelte effettuate durante i mesi precedenti l’arrivo di questo nuovo template che han portato alla realizzazione delle barre dell’header e del footer a scomparsa e dell’animazione presente nelle voci della sidebar. :-)

Si continua Giovedì…

Emanuele

Formula Yawn.

Scritto il 29 marzo 2009 alle 22:49

Esprimo solo adesso un commento sul Gran Premio di Formula 1 che riapre il Campionato 2009 perché stamattina non ho potuto vederlo in diretta ma – da bravo – ho resistito dal voler conoscere l’esito fino a stasera quando ne ho visto la registrazione.

Beh… hanno introdotto il KERS. Hanno cambiato le ali, hanno ripulito l’aerodinamica delle auto. Hanno ingrandito l’alettone anteriore, rimpicciolito quello posteriore. Hanno tolto le scanalature dalle gomme. Hanno introdotto il limite di due mescole (su 4) con specifica di durezza non contigua da utilizzare. Hanno addirittura limitato la composizione chimica: funziona egregiamente solo per range di temperature limitatissimi. Hanno introdotto la dichiarazione del peso delle monoposto pre-gara. Hanno alzato il limite di velocità nei pit-stop. Hanno limitato le ore di test e aumentato il numero di Gran Premi per cui molti componenti (cambio, motore in primis) devono resistere.

Ecco, hanno fatto tutto questo, pensando di risolvere la noiosità dei gran premi con le auto incolonnate come nelle tangenziali delle nostre città.

Ve lo dico io però il risultato: quest’anno staranno tutti a scoprire come interpretare al meglio tutte queste restrizioni. Le squadre che indovinano prima il giusto compromesso stanno davanti. Le altre si avvicineranno durante il campionato.

L’anno prossimo i big (Ferrari, McLaren, BMW, Renault) torneranno a farsi valere. I piccoli costruttori torneranno dietro.

Ah, in tutto questo non ho parlato di sorpassi. Perché quelli, nonostante le novità, sono stati dovuti per lo più alla tattica dei pit-stop, come sempre. Ho guardato il Gran Premio con particolare attenzione visto che tutte queste modifiche sono state introdotte proprio per aumentarne lo spettacolo: verso la fine del Gran Premio l’unico problema era la mescola ultra-morbida delle gomme che in pochi giri decadevano in maniera evidente rispetto a quelle con l’altra mescola (“media” in questo Gran Premio) ed ha permesso un paio di sorpassi (oserei dire banali per un pilota di F1).

Ah, complimenti a Ross Brawn per aver fatto l’affare del secolo: comprare la Honda in svendita (evvai con la crisi!) e ritrovarsi un progetto d’auto iniziato nel 2007 che adesso sta dando i suoi frutti (e che quanto prima farebbe bene a rivendere sotto certi termini alla Virgin). I giapponesi avran guardato il Gran Premio mangiandosi le mani.

E poi la solita fortuna di Hamilton che con un’auto decisamente non azzeccata si ritrova sul podio, al terzo posto, andando a prendere punti inaspettati persino da lui!

Ferrari tristemente fuori e il KERS, al momento, mi è sembrato un giocattolo bello solo in partenza: non male per un progetto costato tra 30 e 35 milioni di euro (alla faccia della riduzione dei costi) che è stato battuto da RBGP, Red-Bull e Williams che gareggiavano senza. Magari lasciatelo montato sotto le poltroncine del muretto che con la strategia pensata per Massa sembrava quasi volessero farlo tornare indietro persino nel tempo. E Raikkonen indietro nel tempo c’è già: quel testa-coda mi puzza tanto di 2008…

Emanuele

Stanco ma contento.

Scritto il 29 marzo 2009 alle 18:10

Questi due giorni sono volati. Ieri ho fatto così tante cose prima di partire che non ho avuto il tempo di scrivere neanche due parole da queste parti.

Sono tornato da qualche ora dal pernottamento col reparto e non posso che sentirmi soddisfatto.

Il tempo, fino all’ultimo, ci ha graziati (anche se il vento ieri sera non era proprio l’ideale soprattutto col fuoco acceso nel bosco…) però… non sapete quanto mi mancava vivere due giorni così.

Boschi. Alberi. Natura. Vento, cielo, foglie, pietre, rami, muschio, corteccia. Tende.

Mi piombano in mente queste parole tornando indietro di qualche ora.

Me le sono godute, tutte quante, fino all’ultimo. Il posto era spettacolare (e mi chiedo perché non avessimo mai fatto un pernottamento li prima d’ora) e riaprire le tende, srotolare stuoini e sacchi a pelo è stato indescrivibile.

E poi la sveglia, alle sette e mezza… e la ginnastica con l’aria fredda che ti da il buongiorno e che ti spinge a correre.

E i ragazzi. Si, proprio loro. Di lavoro ce n’è tanto e questo pernottamento è stata l’occasione per rivedere (e far notare) tantissime cose, però… sanno regalarti risate con la loro spontaneità, con i loro modi di fare inconsapevoli.

Con i loro atteggiamenti che… “oh ma ti ricordi quand’eravamo noi così…”.

E cantare intorno al fuoco.

Ecco, stasera tornerei nuovamente li.

Le stelle erano poche ma le scintille del fuoco riuscivano a regalare tanto ugualmente! :-)

Emanuele

Azzurro intorno a te!

Scritto il 29 marzo 2009 alle 12:00

Riflesso biglia su un fiore

Forse un angelo, vestito da passante, mi portò via dicendomi così:
Meraviglioso! Ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso!
Meraviglioso! Perfino il tuo dolore potrà guarire poi… meraviglioso!
Ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto…

Negramaro – Meraviglioso (cover di: Domenico ModugnoMeraviglioso/Non sia mai)

Emanuele

(photo credits)

Ci vuole un fisico bestiale… =)

Scritto il 27 marzo 2009 alle 12:35

Che giornata spettacolare!!!

Sono tornato da una mezz’oretta dall’università, adesso mi tocca preparare il pranzo e buttarmi in questo pomeriggio pieno zeppo di impegni.

Intanto fuori c’è una splendida giornata e il buongiorno è arrivato nel migliore dei modi.

Innanzitutto mia madre mi ha fatto trovare un bellissimo bigliettino di auguri per ieri (visto che praticamente non c’eravamo visti tutto il giorno) e poi ho scoperto anche di aver passato Fisica 1.

Adesso mi rimane l’altro pezzo… intanto sono stra-felice perché siamo passati in 24 su due aule piene zeppe di studenti! :joy:

Buona giornata a tutti! Vado a cucinare…

Emanuele

Una vassoietto di dolci.

Scritto il 27 marzo 2009 alle 0:28

Oggi è stata una giornata incredibile.

Mattina a lezione, poi a casa: pranzo e alle 15 nuovamente all’università fino alle 17:20. Torno, mi rilasso mezz’oretta (mi son preso un bel tè caldo guardando i pesciolini:joy: ) ed esco nuovamente per due riunioni scout (con annessa cena fuori).

Torno a casa (meno di un’ora fa), trovo i miei praticamente che dormivano e sul tavolo del soggiorno trovo un piccolo vassoio di dolci.

Oggi era il mio onomastico. Mia madre prima di tornare dall’ufficio era andata a comprare qualche dolcino, senza sapere che non sarei tornato a casa per cena…

In realtà non so mai quando sia il giorno giusto in cui festeggiare il mio onomastico.

C’è chi dice che vada festeggiato il 26 Marzo, in memoria di Sant’Emanuele martire.

Il nome Emanuele però, ha un significato – secondo me – bellissimo: “Dio con noi“.

“Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele”, che significa “Dio con noi”.

Matteo 1, 23-24

Per questo motivo, più di una persona (e in primis un sacerdote) mi han detto che il mio onomastico andrebbe festeggiato il 25 Dicembre, per Natale, giorno in cui “Dio è con noi” nella sua forma umana.

In ogni caso, ho ringraziato mia madre con un bel bacio e domani mattina farò colazione con qualche dolcino.

Adesso corro a nanna, domani sarà una giornata nuovamente impegnativa: lezione di mattina, pomeriggio ad un seminario intitolato “Introduzione ai Sistemi di Navigazione Satellitare” (wow, sembra interessante!), poi torno a casa verso le 18, mi cambio, corro in palestra, torno, doccia&cena insieme (spero non proprio insieme-insieme) e infine riunione dei genitori del gruppo scout per iniziare a presentar loro le nostre idee per il campo estivo.

Ah, per finire, weekend nel bosco fuori città con le tende, giusto per arrivare lunedì prossimo nuovamente distrutto! :timid:

Notte… :-)

Emanuele

Quando un ospedale sembra il Paradiso.

Scritto il 26 marzo 2009 alle 13:28

Non ve l’ho più raccontato, ma Domenica scorsa son tornato, insieme ad un amico, da Tony.

Tristemente i suoi problemi con la legge lo stanno confondendo abbastanza e considerato ciò di cui si tratta, non riesco neanche a dargli tutti i torti. Ho provato a fargli coraggio ma non potevo minimizzare la realtà.

Tra le tante avventure che la sua vita gli riserva, la settimana scorsa ne ha aggiunta un’altra.

Per avere qualche carta da presentare al giudice il giorno dell’udienza, ha simulato (ok, gli do un 50% di verità) di star male e avere problemi di cuore.

Ha chiamato ambulanza, vigili del fuoco, polizia… insomma, voleva un po’ di gente intorno a se per poter dimostrare  di avere seri problemi fisici.

La vera cosa triste non è questa però… è che lui, si sente così in basso che finire in cella o in ospedale è quasi un passo avanti!

Non mi hanno voluto ricoverare! Mi hanno fatto un elettrocardiogramma e mi hanno mandato via! Il problema è che ci sono arrivato in piedi… dovevo farmi accompagnare da qualcuno, così facevo il morto, non parlavo e mi tenevano! Mi farebbe bene stare li, almeno due giorni a settimana…

Non puoi bere. Puoi fumare solo sul balcone e comunque molto meno… non c’è il rischio che non mangi perché tanto ti danno le flebo…

Quelle parole mi han fatto capire quanto un uomo possa arrivare in basso. Desiderare un letto d’ospedale, vederlo come luogo in cui star bene e al sicuro è qualcosa decisamente al di fuori dalla nostra mentalità. Nessuno quando cercare relax, comodità, sicurezza, pensa di farsi ricoverare in un ospedale pubblico.

Purtroppo non credo che la prossima volta che tornerò da lui troverò una situazione tanto diversa. L’udienza se non erro è a fine Aprile e fino ad allora sarà dura farlo concentrare su altro.

Non demordo però…

Emanuele