Siamo partiti!
Ho un turbine di emozioni che devo ancora riuscire a canalizzare verso qualcosa di concreto. E’ stato supercalifragilistichespiralidoso.
Trenta persone diverse, trenta persone in arrivo da qualsiasi parte d’Italia.
Non so ancora dire quale sia stato il momento più bello, so di aver vissuto ogni secondo il più pienamente possibile. Ho incontrato Alex Zanotelli e Raffaele Del Giudice, direttore di Legambiente Campania. Ho vissuto alcuni giorni a Sanità, il quartiere del video-shock dell’omicidio camorristico avvenuto lo scorso mese a Napoli. Ho giocato con i ragazzi che vi abitano. Ho “vissuto” uno degli abbracci più belli, intensi e profondi degli ultimi anni.
Devo ancora riuscire a razionalizzare ciò che ho dentro, mettere in ordine le esperienze, riuscire a raccontarle non come un insieme indefinito ma come una sequenza di momenti stimolanti. Ho un quaderno pieno zeppo di appunti, foglietti e libri da leggere. Tantissime cose segnate come “importantissimo” che dovrò rivedere necessariamente.
Vorrei iniziare raccontandovi di quando son diventato cieco e di come abbiamo fatto l’amore… ma lo rimando ai prossimi post.
Intanto vi lascio con due foto della Costiera amalfitana, uno dei luoghi più belli che abbia mai calpestato durante la mia vita e con quelle due semplici parole del titolo che sentivamo ogni volta che dovevamo iniziare a far strada.
Perché è bello sentirsi proiettati più avanti di dove si è realmente…
Emanuele

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Posti magnifici immagino visto che non sono ancora riuscita a vederli , da quanto leggo altrettanto magnifica compagnia :)
Commento scritto da Barbara il 14 dicembre 2009 alle 12:27
Ho voglia di tornare a dormire sotto un cielo di stelle.
Commento scritto da Mao il 14 dicembre 2009 alle 12:28
Barbara si… paesaggi incredibili. Con gli anni ho fatto strada un po’ ovunque in Italia e devo dire che la Costiera amalfitana è incredibile, camminando rimanevi con lo sguardo fisso verso il mare… assurdo!
Mao, c’è sempre tempo per riprendere! Io mi sto già costruendo i contatti per il futuro…
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 14 dicembre 2009 alle 12:41
[...] quando son tornato dal CFA ho iniziato a studiare, con una collega, quella che per il mio corso di laurea è La Materia per [...]
Commento scritto da Tanto vincerò io. - …time is what you make of it… il 16 dicembre 2009 alle 10:02
[...] una delle piccole perle che mi è piaciuto ascoltare durante gli incontri previsti al campo di formazione, è una riflessione nata da Raffaele Lo Giudice, direttore di Legambiente [...]
Commento scritto da Severamente vietato. - …time is what you make of it… il 16 dicembre 2009 alle 19:03
[...] salva la pagina e riaprila questa sera, in un momento tutto tuo. Ti racconto di come, una sera, trenta persone, han visto e fatto [...]
Commento scritto da Ascolta. - …time is what you make of it… il 21 dicembre 2009 alle 21:28
[...] è il mio CFA. L’ennesima conferma interiore di ciò che cerco di testimoniare (non solo agli scout). [...]
Commento scritto da Dopo un 2009 incredibile… buon 2010! - …time is what you make of it… il 1 gennaio 2010 alle 21:12
[...] a stampare. Ricordi dell’estate in Croazia, del campo estivo e di quello invernale, del mio CFA e dei viaggi a Milano… un po’ di [...]
Commento scritto da Se io fossi capace scriverei il cielo in una stanza! - …time is what you make of it… il 13 gennaio 2010 alle 19:44
[...] il CFA ho conosciuto una ragazza (una logista) proveniente da un posticino più sperduto di Heidi (un [...]
Commento scritto da Letterina da Heidi! - …time is what you make of it… il 18 gennaio 2010 alle 19:07
[...] l’ultimo campo di formazione scout, come vi ho più volte raccontato, ho incontrato il direttore di Legambiente-Campania che ci ha descritto i vari fenomeni inerenti il suo settore [...]
Commento scritto da Win For Life: vinci per la vita… (?) - …time is what you make of it… il 15 febbraio 2010 alle 16:44