Il significato di Viva la vida dei Coldplay.
Viva la vida è la mia canzone preferita. Ad oggi su iTunes l’ho ascoltata oltre 260 volte che equivalgono a circa 18 ore di bombardamento. Valori impressionanti per una canzone, eppure fin da quando l’ho conosciuta, non ho mai apprezzato fino in fondo il suo significato. Mi piacciono le voci, il ritmo, gli archi: è così allegra, euforica e felice che il suo testo è passato in secondo piano. Solitamente succede sempre il contrario…
Tra le particolarità di “Viva la vida”, la prima che salta all’occhio quando si inizia ad analizzare il testo è che proprio “viva la vida” non appare mai durante l’intero brano rimanendo a far da titolo ad un pezzo così particolare che nel tempo ha collezionato varie teorie sul suo significato.
Esistono varie interpretazioni perché la storia descritta è quella di un uomo, possibilmente un re, che prima possedeva ricchezza, fama, gloria e potere e il giorno dopo si è ritrovato solo, povero, costretto a vivere “nascosto” dal resto del mondo, consapevole dello sfarzo e degli errori fatti in precedenza ma capace di capire che “morto un re se ne fa un altro” e che la vita, in ogni caso, continua ad andare avanti.
Per questo motivo il popolo di fan dei Coldplay si è scatenato alla ricerca della soluzione e sembra che il gruppo stesso non abbia voglia di smontare questo alone di mistero. Di Violet Hill, Chris Martin (il leader del gruppo) ha dichiarato ad esempio che è possibile leggerne vari significati.
Analizzando meglio il testo però, si intravedono delle parole chiave che potrebbero aiutare nell’identificazione di questo particolare personaggio.
Concentriamoci innanzitutto sul titolo.
“Viva la vida” fa da titolo sia alla canzone che all’album e, secondo quanto dichiarato da Chris, la scelta di questa frase è dovuta ad un quadro realizzato dalla pittrice messicana Frida Kahlo otto giorni prima di morire.
Come sappiamo lei è passata attraverso tanta di quella merda (era affetta da poliomelite e spina bifida, soffriva di dolori cronici e in seguito ad un incidente dovette sottoporsi a 32 interventi) eppure dopo tutto ciò ha voluto realizzare un grande quadro in cui si leggeva, appunto, Viva la vida. Ho amato il coraggio di questo gesto. So che a molti verrà in mente la canzone di Ricky Martin, che rispetto come artista, ma vi assicuro che non c’entra nulla.
Nell’ispirazione della canzone, c’è dunque, un chiaro riferimento ad un cambiamento reale di una persona realmente esistita oltre alla capacità di sorridere nonostante le difficoltà.
Tutto potrebbe semplicemente fermarsi qui… ma non sembra abbastanza. Chris Martin ha dichiarato d’aver letto molte novelle di Charles Dickens durante la stesura dell’album e, come sappiamo, la storia di questo scrittore inglese del 1800 non è delle più felici. A dieci anni infatti, nonostante vivesse in una agiata famiglia londinese, il padre fu arrestato per debiti e così, il piccolo Charles a 12 anni si ritrovò a lavorare per dieci ore al giorno in una fabbrica che realizzava lucido per scarpe e per guadagnare qualche soldo extra iniziò anche a spacciare oppio.
“Chi è quel re?!” è la domanda che ci poniamo un po’ tutti e di cui Chris avrà una valida risposta avendo ricevuto un riconoscimento nella British undergraduate degree classification in Ancient World Studies (studi sul mondo antico) durante i suoi studi presso l’University College di Londra (UCL).
Un ulteriore indizio potrebbe arrivare dalla copertina del brano ed anche dal video della canzone che ritrae il gruppo imprigionato all’interno del dipinto di Eugène Delacroix “La Libertà che guida il popolo”. L’opera è espressione di quel desiderio di uguaglianza tra le diverse classi sociali che imperversava in quel periodo storico. Volendo approfondire, arrivano subito davanti agli occhi due grandi personaggi della storia francese di quel periodo: Carlo X (cui è direttamente ispirato il quadro) e Napoleone Bonaparte.
Entrambi videro il loro impero cadere e furono costretti ad abdicare.
Io dominavo il mondo. Le maree si alzavano quando lo ordinavo.
Adesso al mattino spazzo da solo, spazzo le strade che una volta possedevo.
Io tiravo i dadi, vedevo la paura negli occhi dei miei nemici…
L’incipit della canzone potrebbe aver trovato dunque il suo padrone.
Purtroppo per noi… la ricerca della chiave di volta non termina qui. Continuando a leggere il testo, infatti, si legge:
[...] sento le campane di Gerusalemme suonare i cori della cavalleria romana.
Napoleone o Carlo X hanno ben poco a che fare con Gerusalemme. Entrambi infatti si preoccuparono di espandere il loro dominio all’interno dell’Europa, arrivando fino in Prussia (che Napoleone sconfisse il 14 Ottobre 1806 durante la battaglia di Jena).
A questo punto c’è da cercare un nuovo Re (è proprio vero che “morto un re se ne fa un altro”…
) e ovviamente bisogna iniziare a risalire al tempo dell’impero romano.
Andando avanti col testo si legge:
[...] Per alcune ragioni che non posso spiegare, io so che San Pietro non pronuncerà il mio nome…
Che c’entra San Pietro? Chi è questo Re che può riferirsi a San Pietro, che lo conosce, che lo reputa motivo di disperazione e che sa in anticipo come si comporterà?
Si potrebbe pensare a qualche imperatore romano non ben definito ma un paio di dichiarazioni di Chris Martin potrebbero dare una una nuova chiave di volta all’intera canzone.
In una intervista al Rolling Stone magazine, Martin, parlando della sua visione della religione ha detto: “Credo in Dio. Come puoi guardare qualsiasi cosa e non essere sopraffatto dal meraviglioso miracolo che porta con se?” e in una intervista fatta dal magazine NME ha dichiarato “Sto sempre cercando di trovare cosa “Lui” o “Lei” sia”.
Potrebbe esser dunque Cristo il Re di cui parla la canzone?
In effetti, rileggendo il testo in chiave cattolica, tante frasi riescono ad avere un senso. Innanzitutto Gerusalemme torna ad avere un significato storico valido, inoltre “il vecchio re è morto, lunga vita al re” e il senso di cambiamento e novità possono significare tutto ciò che la venuta di Cristo comportò nella storia dell’uomo.
Siate il mio specchio, la mia spada e scudo,
i miei missionari in un territorio straniero,
per alcune ragioni che non so spiegare.
Una volta lo sai che non c’era mai una parola onesta, mai,
ma quello era quando dominavo il mondo.
(ohh)
In questo pezzo si rivede il mandato che Cristo diede ai suoi discepoli: “Andate e predicate il vangelo” e la frase successiva può esser letta, invece, come la differenza che la sua venuta comportò: “Io sono la via, la verità e la vita” e dunque tutto ciò che esisteva prima era falsità e disonestà. L’ultima frase invece può esser segno della fine che fece. Cristo morì infatti in croce, trattato come il peggiore dei ladri.
E San Pietro? Beh… “Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte”. Ecco dunque perché San Pietro non pronuncerà il suo nome.

Cristo, insomma, potrebbe essere il Re di cui Viva la vida parla e ciò che portò dopo il suo declino nella vita terrena, dopo che ciò che aveva predicato e costruito fu distrutto, è il regno che tutti noi conosciamo e che si sposa benissimo con la frase:
[...] People couldn’t believe what I’d became…
“Le gente non credeva a ciò che ero diventato”. Chi se non Lui può pronunciare una frase simile?
Insomma, tra tutte le congetture lette tra forum, blog e giornali, questa cattolica sembra essere quella che alla fine regge meglio. In realtà anche questa rimane pur sempre una supposizione (molto diffusa nei forum americani in cui si parla di Viva la vida) ma, alla fine, nessuno sa trovare la vera soluzione.
Probabilmente ai Coldplay sta bene così… anche se sarebbe bello conoscere la fonte di ispirazione reale di questo capolavoro. Se nel 2008 “Viva la vida or death and all his friends” è stato l’album più venduto al mondo e “Viva la vida” è stata eletta come “miglior singolo” ai Grammy 2009, una bella storia dietro dovrà pur esserci.
Emanuele
44 commenti - Partecipa alla conversazione sotto »
Emanuele mi spiace intaccare il tuo spirito così cattolico e religioso. Come ben sai io e la religione siamo il fuoco e l’acqua per così dire.
Non voglio neanche mancarti di rispetto ma credo sia giusto che dica la mia a questo punto non sto. senza dirti come la penso.
Ahhhh British undergraduate degree classification in Ancient World Studies ma vai a cagare
.
Per cortesia…
Hai fatto una ricerca che a molti piacerà leggere e ovviamente leggeranno anche i commenti dei tuoi visitatori.
Il significato di viva la vida è racchiuso nella copertina del suo album e nel video della canzone. Perchè? Perchè è chiaro che copertina e video devono raccontare il brano.
Non ti facevo così fantasioso. Io non credo in gesù cristo tanto meno nel cattolicesimo.
Se ai cattolici serve un re da inchiodare un altra volta su un pezzo di legno, di questo a me non frega niente.
Ma questa vaccate…. Perdio Emanuè loool
Commento scritto da Nicco il 25 maggio 2009 alle 14:55
Nicola, come ho scritto, anche l’ultima è una semplice supposizione da parte dei fan. Purtroppo la soluzione sembra distante dall’esser trovata anche perché per certi versi l’intero testo è molto generico, però, come scritto, ci sono allusioni che è difficile inquadrare correttamente nel periodo storico. E’ vero che la copertina riporta un quadro dell’ottocento francese, però è anche vero che nel brano si parla di Gerusalemme, della Cavalleria Romana e di San Pietro. Quale personaggio riesce ad accomunare tutte e tre le cose?
Non fermarti solo alla prima interpretazione perché come vedi, il titolo stesso arriva da un contesto totalmente differente da quello del testo e non è così assurdo pensare che possa esserlo anche il personaggio descritto.
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 25 maggio 2009 alle 15:01
Behhh, forse saranno i miei 30 anni suonati. Ma non riesco a credere in cose da interpretare. Amo credere a cose più che tangibili. Sono un sempliciotto. Che ci posso fare? ghghg
Commento scritto da Nicco il 25 maggio 2009 alle 15:23
Che analisi che hai fatto! Mi prendo il tempo di rileggerlo stasera prima di dirti cosa ne penso.
Ciao, Mauro
Commento scritto da Mao il 25 maggio 2009 alle 15:26
Nicola… proprio nell’arte è tutto da interpretare, tutto descrizione di qualcosa che viene “filtrato” tramite l’artista! Pensa a “io e la mia signorina” (che esempio scadente) di Neffa o “Maria maria” degli Articolo 31… o anche alla Gioconda stessa di Leonardo (oh, finalmente un esempio con un mistero con i contro…!).
C’entra poco l’età. C’è solamente il gusto di raccontare certe cose in maniera fantasiosa… che poi è forse questo a decretare il vero successo di certe opere!
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 25 maggio 2009 alle 15:53
Ma la cosa bella della parole sai qual’è? che ognuno le interpreta come meglio crede…..
Commento scritto da Roberto il 25 maggio 2009 alle 18:55
Ahahah, rido perche’ sull’interpretazione del significato della mia canzone preferita si discute sul fatto che certe frasi sembrerebbero appoggiare il nazismo, quando e’ evidente che sia tutto contro…ok, bisogna interpretare, ma spesso si esagera
Commento scritto da Ska` il 26 maggio 2009 alle 00:44
Ska, qual è la tua canzone preferita?!?
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 26 maggio 2009 alle 00:49
Emanuele, ognuno da l’interpretazione di cui ha bisogno, al lavoro di un artista. Dov’è la verita’ assoluta? Non c’è. C’è la tua, quella di altri che commentano il tuo post… Quella dei Coldplay! pensa tè!
A me comunque la tua lettura di Viva La Vida piace un casino!
E mi son pure preso la liberta’ di “inoltrarla” sul mio blog.
Grazie! E continua sempre a vedere le cose col tuo cuore che va bene così!
Lupin4th
http://lupin4th.blogspot.com/2009/05/il-significato-di-viva-la-vida-dei.html
Commento scritto da Lupin4th il 26 maggio 2009 alle 20:01
E’ proprio vero. Il bello di certe canzoni sta nel mistero che portano con se. Lasciano quel dubbio che ti permette di sognare e immaginare ciò che vuoi.
Ciao,
Emanuele
PS: benvenuto da queste parti!
Commento scritto da Emanuele il 27 maggio 2009 alle 00:23
Angel Of Death degli Slayer
(spero di azzeccare le robe per il quote)
Commento scritto da Ska` il 27 maggio 2009 alle 14:37
No…cheppalle non lo imparero’ mai
Commento scritto da Ska` il 27 maggio 2009 alle 14:38
Aiuto… è così distante da ciò che per me significa la parola “musica”!

).
Ma non ti viene il malditesta ad ascoltarla ad alto volume?!
Ciao,
Emanuele
PS: ahah… il blockquote te l’ho corretto io però hai ragione… non ho ancora messo le indicazioni per i tag (ricordati che WordPress accetta l’HTML, quindi… vai di per quel che ti serve!
Commento scritto da Emanuele il 27 maggio 2009 alle 15:15
Potrei dire la stessa cosa
con la musica che piace a te mi addormento/innervosisco/annoio in base all’umore
Commento scritto da Ska` il 27 maggio 2009 alle 15:42
Si ma almeno coi Coldplay non si diventa sordi!
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 28 maggio 2009 alle 11:00
A me non dispiacciono affatto i Coldplay, li ascolto dai tempi di Yellow e Trouble, eh si, sono un pò sonnolenti, anche se l’ultimo disco regala qualche energia in più.
Ma il bello dei Coldplay è che ti lasciano cantare, con i loro inni, come pochi sanno fare.
L’anno scorso sarei dovuto andare a vederli a Bologna, ma alla fine ho venduto il biglietto perchè non sarei potuto andare, e adesso Udine è un pò troppo lontano.
Ne so qualcosa dopo aver fatto questo tragitto per sei mesi!
Vabbè, rimedio l’8 luglio con gli U2!
Commento scritto da Mao il 28 maggio 2009 alle 23:32
Beh in realtà con “Viva la vida” i Coldplay hanno dato un taglio netto con lo stile precedente, è stata una loro scelta ben precisa e infatti anche l’ultimo album (“Prospekt’s March”) ne segue lo stile.

I primi album erano molto più soft… ma fortunatamente si fanno apprezzare anch’essi!
Ma Udine ti viene distante anche da Milano? Io fossi li un pensierino glielo farei…
Ciao,
Emanuele
PS: ma che foto hai nell’avatar?
Commento scritto da Emanuele il 30 maggio 2009 alle 00:25
Si, Udine è abbastanza lontano da Milano, ci vogliono cinque ore di treno, ed il cambio a Venezia! Il Friuli da qui non è proprio dietro l’angolo, anche se il pensiero l’avevo fatto comunque!
Commento scritto da Mao il 4 giugno 2009 alle 17:24
Sai che la facevo molto più raggiungibile da Milano?!
).
Cinque ore di treno son parecchi chilometri lassù! (Qui in 5 ore arrivi a Catania
Ciao,
Emanuele
PS: ancora non m’hai detto cosa ne pensi della canzone!
Commento scritto da Emanuele il 4 giugno 2009 alle 23:39
Hai ragione, cosi come sono in debito con te per la recensione! Perdonami!
Commento scritto da Mao il 4 giugno 2009 alle 23:52
Vabbè figurati non preoccuparti… non muoio mica!
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 5 giugno 2009 alle 00:13
[...] Josep Guardiola, tecnico del Barcellona e grandissimo ammiratore dei Coldplay, a inizio campionato ha ordinato che prima di ogni partita casalinga del Barcellona gli amplificatori del Camp Nou facessero suonare Viva La Vida. [...]
Commento scritto da Il segreto del Barcellona (vincitrice della Champions…). - …time is what you make of it… il 6 giugno 2009 alle 10:52
[...] inutile, questa canzone da qualsiasi lato la guardi, qualsiasi arrangiamento le organizzi, qualsiasi voce la interpreti [...]
Commento scritto da Cantiamo in coro “Viva la vida”! - …time is what you make of it… il 24 giugno 2009 alle 11:43
La foto che ho preso nell’avatar è una foto di uno dei miei cantanti preferiti, Morrisey degli Smith. conosci? Se non conosci te li consiglio vivamente!
Commento scritto da Mao il 25 giugno 2009 alle 12:42
Si conoscevo il gruppo ma non il cantante e neanche che ti piacessero così tanto. Oggi ho imparato due cose nuove.
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 25 giugno 2009 alle 19:37
… Questo re può essere Costantino I … Non credete ?
Commento scritto da Nicolò il 6 settembre 2009 alle 20:31
La mia interpretazione.
Il testo parla della Storia, senza ordine cronologico, una sorta di sintesi, di distillato della Storia. L’essenza di un possibile senso, di un filo condutture, un filo rosso, che attraversa i secoli e millenni imbrigliando il cuore e la mente dell’umanità.
La Storia come perenne e angoscioante ricerca di potere che investe un solo uomo di tale incarico, l’eletto, il dittatore, o anche, rovesciandone il senso, la vittima sacrificale.
Sì, perchè il re è frutto dei tempi, della volontà (poi magari travisata) del popolo e del pensiero.
Ma il re è bifronte: ha brama di potere ma anche umanità, e comprende la fragilità sua e di ogni uomo.Il re riflette sulla sua potenza immensa ma anche sulla sua immensa pochezza di essere umano finito.
Viva la vida è la Storia che si ripete all’infinito: il potere ammalia, rapisce, dà gloria ma al contempo uccide.
Il vero potere non è fuori ma dentro l’anima.
ps scusate il delirio…
Cristina
Commento scritto da Cristina il 21 novembre 2009 alle 13:59
Interessante anche la tua visione Cristina, chissà se i Coldplay sveleranno mai il loro significato!
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 22 novembre 2009 alle 18:11
io penso ke la grandezza di una canzone,come viva la vida,sia proprio quella di permettere a chi l’ascolta di farla sua e quindi concederle un significato universale…premetto ke anch’io sto agli antipodi cn la religione,ma penso ke alcuni riferimenti al re cristo siano tra le righe abbastanza espliciti…magari lo si piò guardare come l’emblema di chi nella vita tocca l’apice dei consensi,sia nel pubblico ke nel privato,in politica ke nella religione,e poi dopo cade nella più mera solitudine,rendendosi conto ke forse nn erano così sinceri quei sorrisi e ke in fondo egli non era indinspensabile come pensasse…
cmq ringraziamo i coldplay per averci regalato l’ennesima gioia…forse insieme SCIENTIST la più bella canzone mai scritta…..
Commento scritto da GIò il 16 gennaio 2010 alle 15:41
Giò, secondo me non va dimenticata neanche Fix You e Trouble oltre a The Scientist. Sono tutte canzoni capolavoro!
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 17 gennaio 2010 alle 14:10
ciao gente…
Emanuele, nel leggere il testo anch’io ho subito dato un’interpretazione in chiave cattolica, crisiana x meglio dire…
quindi ci tenevo a dirti che sono d’accordo con te…
e poi, a mio avviso, bisogna tener presente che è comunque una canzone che ha uno scopo “commerciale”,ha citato tu stesso che è stato il disco più venduto, quindi ritengo che certe frasi che possono sembrare ambigue vengono inserite ad arte x dare muscalità,rime e ritmo…non va analizzato parola per parola, a me bastano determinati passaggi per convincermi che la tua interpretazione sia decisamente quella giusta!
Un Saluto..
Ale
Commento scritto da Alex il 27 marzo 2010 alle 15:29
Ciao
molto interessante l’interpretazione in chiave cristiana…sei riuscito a convincermi! Ho solo un dubbio sulla frase: “Una volta lo sai che non c’era mai una parola onesta, mai, ma quello era quando dominavo il mondo.” Cosa significa che quando Cristo Re dominava il mondo non c’era verità ma solo falsità??? Al massimo dovrebbe essere il contrario…Per favore la potresti chiarire? Grazie
Commento scritto da Stefano il 16 maggio 2010 alle 14:33
Io come molti non so dove sbattere la testa… la frase “I know Saint Peter will call my name” potrebbe essere una metafora inerente la figura di San Pietro: come dire che questo “Re” sa (o spera) che verrà chiamato in paradiso. Comunque non per essere fiscali ma Gesù è salito al cielo e nn è stato chiamato. La parte che mi fa pensare che la canzone si riferisca al Re dei cieli è “I used to roll the dice” ma è solo una mia interpretazione personale e ironica visto che “dio nn gioca a dadi con l’universo”. E poi chi sono i rivoluzionari che che vogliono la sua testa?? Gesù era il rivoluzionario; fu impiccato proprio per timore che reclamasse il trono di Gerusalemme. Quindi nn ha senso che questo Re sia Gesù.
Commento scritto da matteocnf il 23 giugno 2010 alle 01:20
mah…. volete sapere la mia?
E’ vero che ogni canzone si adatta più o meno a chi la ascolta (e questo vale tanto di più per quelle musiche e/o quei testi che più riescono a toccare archetipi generici e/o bisogni profondi degli uomini) e che quindi ognuno traduce con la propria esperienza e vissuto quanto indicato in modo “onirico” dalla “cosa” (pittura, musica, poesia et soo on …)
D’altra parte, è vero che queste diverse “traduzioni” con le parole e le idee che vengono dall’esperienza personale si rifanno comunque a qualcosa di più profondo (il testo “base”) che comunque “l’artista” sentiva e cercava di comunicare …. quindi cercare una interpretazione letterale da parte dell’artista è secondo me un pochino inutile (ed eufemizzo).
Se sentite “yesterday” dei beatles come una ballata malinconica per la vostra ragazza che vi ha lasciato quando non ve l’aspettavate, vi cambia sapere che MacCartney l’ha scritta per la madre morta ??? davvero ??? non c’è comunque chiaro il sentimento di abbandono improvviso che ti lascia solo contro il mondo ?
Detto questo, se volete sapere cosa mi fa provare questa canzone (e quindi, se sono riuscito a spiegarmi, la mia “interpretazione”) vi dico questo:
1) la musica è molto “caricante”, mi dà una certa energia, e questo mi ha spinto a cercare di capire meglio le parole;
2) accenni “mistici” a cavallerie schierate al tuo fianco e campane “messianiche” che suonano accentuano la forza del sentirsi vivi, ovvero forti e spensierati come cavalieri al galoppo e gioiosi e terribili come campane spiegate al vento …..
3) aggiungo adesso che questo poveretto, solo, ricorda i suoi giorni “in cui se la comandava” proprio per sottolineare ciò che lo faceva sentire “vivo”;
4) nel contempo, capisce che questo fiume in piena che è la vita non si può e non si deve comandare, incanalare in un IO (che è l’io del tiranno, che pensa solo a sè ed inibisce l’empatia); ovvero il fiore è stupendo, ma se lo colgo per farlo MIO (e solo mio) perde la propria forza di vita, diventa un furto ed un delitto, non è più un fiore, è falso (mai una parola onesta, quando governavo)
5) però, lavorando ora a servizio del mondo (pulisco le strade) e non a dominio (che un tempo erano mie) capisce ed apprezza meglio la vita, ed è per questo che è ottimista (l’ottimismo sprizza dalla musica) e, anche se non lo capisce, sa che sarà salvato (quando provi a portarti a letto una ragazza pensi di sapere tutto solamente gardandola, la giudichi in mezzo secondo, quando sei abbracciato al tuo amore non ti chiedi perchè, “per ragioni che non so spiegare”)
6) quindi, è importante sapere carlo o napoleone, gesù o il demonio (se pensi alla prima è intrigante anche anche la seconda…)? secondo me no…
E adesso, finalmente, punto fondamentale…. perchè ho scritto tutto ciò?
Perchè la canzone era carina, le parole mi hanno intrigato, sono andato a cercare qualcosa e ho letto sopra……
Ciao a tutti
Commento scritto da Giuliano il 30 luglio 2010 alle 11:11
complimenti per eccellente interpertazione del testo di questa stupenda canzone come inno alla vita.
anche se non sono cattolico credo che la storia scritta porta alla conoscenza di un uomo che, dopo millenni, ancora se ne parla.
credo che lui abbia dato la vita al genere umano e merita.
e merita anche quetsa canzone in suo onore in questo tempo di oscurantismo e mancanza di fiducia.
Commento scritto da giovanni il 28 agosto 2010 alle 12:12
Io credo che, alla luce di un’analisi non affrettata, si possa dare un’interpretazione tutt’altro che messianica o cattolica in senso positivista.
Sono quasi certo che chiunque abbia mai letto qualche riga di demonologia e studio delle schiere angeliche conosca la caduta di Lucifero, l’angelo portatore di Luce, il più amato e vicino a Dio. Ecco, lui e tutte le legioni di angeli che con lui vollero tentare di prendere il posto di Dio finirono negli Inferi per l’ eternità.
Passarono dal potere più alto al più infimo grado previsto da Dio come somma punizione…ed inoltre alla luce di quanto detto Lucifero è conscio del fatto che MAI San Pietro chiamerà il suo nome perchè il Paradiso a lui e ai suoi angeli caduto è per sempre precluso.
Non è una canzone che trasmette vibrazioni troppo positive ma sa confondere benissimo e il risultato è il capolavoro che conosciamo.
Commento scritto da Raphael il 22 settembre 2010 alle 10:38
Ciao! Anzitutto complimenti per il tuo lavoro, l’ipotesi che esponi è molto affascinante e mi aveva quasi convinto, però ho trovato una prova che la smentisce.
se vai su wiki, trovi una citazione di un’intervista di Chris Martin in spiegazione al verso “I know Saint Peter won’t call my name” in un’intervista a un qualche giornale: “È più o meno come… non sei nella lista. Ero un ragazzaccio. Mi ha sempre affascinato quell’idea di finire la tua vita e poi venire giudicato. È un’idea comune a molte religioni. Ecco perché la gente fa esplodere gli edifici: perché pensa che poi avranno un mucchio di vergini per loro. Mi sembra, come dire, finire in un gruppo… È la cosa più terribile che puoi dire a qualcuno. La dannazione eterna. Conosco queste cose perché le ho studiate, ci ero dentro. Lo so. Mi terrorizza ancora un po’. Ed è una cosa seria.”
cade quindi l’ipotesi che il re sia Cristo, perchè dovrebbe decisamente essere nella lista!
A mio modesto parere, l’interpretazione più corretta deve tener conto di tutte quelle che hai proposto nel tuo post, probabilmente di altre ancora, come temi di attualità e anti-autoritari. Viva la Vida sembra essere caratterizzata da un forte sincretismo di questi elementi, tra i quali sicuramente anche alcuni di stampo religioso, ben richiamati in tutto il testo, in particolare nel ritornello. E naturalmente, i Coldplay ne sono perfettamente consapevoli e giocano molto sull’ambiguità dell’interpretazione, creando questa canzone-capolavoro.
Commento scritto da Dennis il 5 ottobre 2010 alle 18:41
Dennis, concordo sul fatto che la canzone gioca con un velo di mistero che non vuol risolvere. In ogni caso, San Pietro è un uomo e Cristo – in quella circostanza – potrebbe non far parte della sua lista… proprio perché, come sai, Pietro disconosce Gesù proprio nel momento in cui altri uomini lo cercano…
La soluzione in realtà può stare ovunque e ognuno potrà trovare la propria. La forza di Viva la vida (oltre alla musica riuscitissima) è anche questa.
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele il 5 ottobre 2010 alle 21:04
bè credo che ogniuno la può interpretare come vuole…se non ci dicono il vero motivo…vuol dire che il gruppo ce la lascia interpretare come vogliamo…e questo è bellissimo proprio come tutte le loro canzoni..li amo e li amerò sempre…
viva la vida.sempre e cmq
Commento scritto da sara il 21 novembre 2010 alle 18:21
Io sono indeciso… da una parte sento che il testo è probabilmente riferito a Gesù, dall’altra ritengo invece che il testo della canzone potrebbe riferirsi all’Anticristo di Solov’ev, che ha veramente molte affinità con questo testo (un re e poi imperatore che governa tutto il mondo, aveva quindi un enorme potere; perde tutto il potere in un attimo e per una sciocchezza, da cui “i pilastri di sale e sabbia”; i rivoluzionari vogliono la sua testa; ha il suo castello a Gerusalemme che poi diventa però centro attivo dei rivoluzionari, castello dal quale poi è costretto a fuggire; san Paolo SICURAMENTE non chiamerà il suo nome; viene sostituito dal nuovo “re”, Cristo, disceso dal cielo in <>; infine quando lui governava il mondo esso non era un luogo onesto).
Commento scritto da Matteo il 10 marzo 2011 alle 19:48
Complimenti per un serio tentativo di interpretazione e anche a tutti i commenti che sono seguiti.
riporto: Bisnipote di William Willet, l’inventore dell’Ora legale, ha frequentato la public school Sherborne, e poi l’University College London (UCL), dove ha guadagnato un primo posto nella British undergraduate degree classification in Ancient World Studies (studi sul mondo antico). Sua madre era un’insegnante e suo padre un ragioniere. -
Chris Martin è ampiamente ricco di cultura antica e sono del parere che questa canzone possa essere il risultato di alchimie culturali diverse anche se l’avvicinamento con il mondo di Gesu Cristo è la piu attenta e non per motivi di credo o non credo o per immolare ancora un “re” sull’altare, come alcuni sostengono.
Commento scritto da Luca il 19 giugno 2011 alle 21:02
Veramente bellissima interpretazione , anch’io la penso , cosi
i Coldplay sono stati davvero geniali nel fare un testo che può fare più significati e dare la possibilità a noi di cercare il vero significato .
Viva la vida è la mia canzone preferita , per il testo , per la musica , per gli ARCHI soprattutto , da quando avevo 12 anni . Dalla prima volta che l’ho sentita sono rimasto sbalordito.
Ancora oggi quando non ho niente da fare la ascolto e cerco di trovare ulteriori significati del testo
Commento scritto da Mattia il 25 novembre 2011 alle 15:57
Io credo che la soluzione sia nel titolo:
Viva la vida or DEATH and all his friends
La Morte è il re a cui si riferisce la canzone.
Commento scritto da ago il 8 dicembre 2011 alle 15:11
si io credo che questa spiegazione della canzone possa calzare a pennello.. ed è in perfetto stile Cold Play che piaccia o meno!
Commento scritto da astrid il 15 dicembre 2011 alle 14:21