I pedali della libertà.
Ecco come mi trasformo in bicicletta…

Non c’è nulla che li riesca a raggiungermi… io vado più veloce, volo più in alto… e staccare le mani dal manubrio per aprirle al vento, mi regala delle sensazioni che non saprò descrivere mai a parole.
Il Vostro corpo, dalla punta del becco alla coda, dall’una all’altra punta delle ali, non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero, visibile, concreta. Spezzate le catene che imprigionano il pensiero, e anche il vostro corpo sarà libero.
Tratto da: Il gabbiano Jonathan Livingston
L’attenzione si concentra sulle punta delle dita che tendono ad abbracciare più aria possibile, i muscoli delle braccia si stirano… le senti “vivere”.
La fatica diventa parte della felicità… e ti vien voglia di stancarti ancora…
Emanuele
PS: giocate 20 secondi con voi stessi. Aprite le braccia, stiratele più che potete… chiudete gli occhi… e se non avete una bicicletta, immaginate il vento che vi soffia contro…
PPS: la foto è sempre merito suo, che senza parlare riesce a dire tanto.
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Ebbasta con sta biciiiiiii…quassu’ e’ tipo un mese che non c’e’ una giornata di sole come si deve e il risultato e’ che ho fatto solo 20km il 3 maggio e basta! L’anno scorso al 20 maggio ero gia’ a piu’ di 500…ovviamente scherzavo all’inizio, tu che puoi continua ad andarci anche per me, non mi lamento nemmeno troppo cosi’ potro’ lamentarmi seriamente quando verra’ il sole e si schiattera’ di caldo :x (mai contento eh?)
Commento scritto da Ska` il 21 maggio 2008 alle 01:39
Ehehe… anch’io spesso mi rendo conto di esser fortunato a viver qui. So già che arriverà un periodo in cui è impossibile prendere la bicicletta e fare una pedalata senza grondare di sudore… ma finché non arriverò a quel livello, senza dubbio rimarrà il mio “mezzo di locomozione preferito”.
E’ divertente, fa bene, non è “frenetico” come tanti altri mezzi e… regala una briciola di libertà.
E poi non ho bisogno di pagare per entrare nelle zone a traffico limitato…
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele (aka P|xeL) il 21 maggio 2008 alle 07:43
Prova dal cornicione del tetto
Commento scritto da Luca il 21 maggio 2008 alle 08:49
[...] lato, che ricorda i sogni, la voglia di fuggire, la sensazione di libertà che si ha correndo con il vento in faccia… il sorriso che provoca gridando mentre si pedala in una strada di [...]
Commento scritto da Anyone else but you. - …time is what you make of it… il 25 giugno 2008 alle 19:22
[...] di noi è, in verità, un’immagine del Grande Gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti. Noi dobbiamo lasciar perdere, scavalcare tutto ciò che ci [...]
Commento scritto da L’essenza è sgretolare tutta quanta l’esistenza. - …time is what you make of it… il 12 settembre 2008 alle 18:48
[...] cilindrico con due braccia laterali ben stese (che – una volta tanto – non sono io che mi perdo tra i miei pensieri e la mia bicicletta) e adesso si contano i giorni all’indietro. O in [...]
Commento scritto da Rivedrò il mio nipotino! - …time is what you make of it… il 15 settembre 2010 alle 00:35