Ah, se la vita finisse li.

Due ruote. Una felpa con cappuccio.

Due cuffie. Una catena che ad ogni buca fa sentire il suo peso sotto il sellino.

Due gambe in piedi sui pedali. Una canzone.

Zero pensieri. Una felicità… tutta mia.

Che bello che, con la primavera, posso prendere nuovamente la bicicletta anche di sera…

Buona notte,

Emanuele

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bello….. :cry:

Commento scritto da NeoArgo il 27 marzo 2008 alle 03:38
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Oggi magari non la prendere però :-P

Comunque non c’è dubbio, sei bravo ad esternare le sensazioni ;-)

Commento scritto da Zobbi il 27 marzo 2008 alle 08:11
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Ti comprendo benissimo Emanuele. Girare in bici di sera sotto l’aria primaverile/estiva e con belle canzoni sugli auricolari è una cosa che da pace :-) !

Commento scritto da Nicco il 27 marzo 2008 alle 12:53
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a parte che me l’hanno ammazzata la bici, ma qui nel lombardo-veneto fa un freddo che sembra di stare al polo. zio càn.

andare in bici di sera senza pensare neanche alla meta era una delle cose che più mi rilassava.

Commento scritto da claudio il 27 marzo 2008 alle 11:59
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Emanuè, anch’io penso la stessa cosa da un po’, solo un po’ cambiata.
Io ho imparato tardi ad andare in bici, quindi non mi è mai piaciuta più di tanto.
Però ultimamente mi viene un desiderio, che se non fosse inquinante…
Prendere una moto (tipo harley davidson, o meglio, un bel chopper) E andarsene fuori dalla propria regione, partendo con le stelle di notte. E’ una cosa che non puoi fare in bici, a meno che tu non abbia tipo 4 giorni di tempo! :timid:

Commento scritto da Sgarro il 27 marzo 2008 alle 14:36
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E’ come se ogni pedalata servisse a spingere il mondo sotto la ruota.
E’ come se ogni pedalata servisse a spegnere il cervello e dimenticare i pensieri.
Ciao,
Emanuele

Commento scritto da Emanuele (aka P|xeL) il 27 marzo 2008 alle 16:12
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Emanuele per fortuna che la vita non finisca lì, ma in fondo è una cosa fattibile anche se labile quanto un istante. Un istante di felicità in cui non c’è nient’altro che la tua bici, con la quale si ritorna ad essere un fanciullo che non pensa a nulla fuorché pedalare verso nuove avventure… inconsapevoli che istante dopo instante si diventa grandi e quei momenti non ritornano più… se non per un labile istante.

Ciao

Commento scritto da Maurizio il 28 marzo 2008 alle 19:55
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già..magari..fosse così facile…speriamo arrivi presto sta primavera

Commento scritto da f_atina il 28 marzo 2008 alle 21:11
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Hai proprio ragione Maurizio quando parti del fanciullo. E’ quella forse l’origine della sensazione di libertà che la bicicletta comporta. E’ un ritorno alle origini, a quegli anni in cui quel mezzo era solamente un bel gioco. Uno dei più desiderati.
Fatina… la primavera arriverà per tutti, questo è sicuro. Già leggerti qui è un bel regalo per me (perché non lo fai più spesso? E’ un invito! :-) ).
Ciao,
Emanuele

Commento scritto da Emanuele (aka P|xeL) il 28 marzo 2008 alle 23:19
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grazie :-)

Commento scritto da f_atina il 31 marzo 2008 alle 15:05

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