Archivio di novembre 2007

Dio ha la schiena sporca.

Scritto il 24 novembre 2007 alle 0:23

Tornando dalla palestra la prima cosa che – ovviamente – faccio è infilarmi sotto la doccia.

Quando sono li sotto con la mia bella spugna però penso sempre che, Dio, nella sua magnifica onnipotenza, poteva farci con le braccia snodate… lavarsi per bene la schiena è sempre un’impresa.

Così mi ritrovo anche a credere che l’abbia fatto per farsi 2 risate dall’alto. Vi immaginate che spasso guardare tutti questi omini infilati in quel metro quadrato mentre si dimenano per riuscirsi a strofinare?

E poi però penso… che se ci ha fatti a Sua immagine e somiglianza, anche lui in qualche modo avrà problemi con la spugna… ;-)

Insomma, questa cosa, poteva pensarla meglio, non credete? :-P

Ciao,

Emanuele

Lacie ethernet disk mini 500GB: qualche test prestazionale.

Scritto il 23 novembre 2007 alle 3:26

Dunque dunque… ho smanettato un pochino con il mio nuovo hard disk di rete. Purtroppo non ho trovato un software utile a fare qualche benchmark prestazionale (I/O in rete) e così alla fine ho risolto alla meno peggio.

Intanto, giusto per approfondire le specifiche tecniche, il Lacie ethernet disk mini da 500GB monta un hard disk Seagate Barracuda 7200.10 (modello ST3500630AS) con Perpendicular Recording, 16Mb di cache ed interfaccia SATA (un po’ più moderno dunque dei soliti bay per hard disk con interfaccia PATA…).

Il sistema ha un kernel linux in versione 2.6.12.6 e gira su una cpu ARM (modello ARM926EJ). La versione firmware utilizzata al momento dei test è la 1.1.1 (che sembra anche essere l’ultima).

Come sapete, l’accesso al NAS è permesso anche via FTP e così ho sfruttato le doti di FlashFXP per conoscere meglio le velocità…

Lacie Ethernet disk mini 500GB - FTP transfer benchmark (01)

Il primo test che ho condotto è stato il trasferimento dal NAS verso il mio computer di un file da 1,73Gb ed il risultato è indicato in rosso nell’immagine sopra.

Il trasferimento ha richiesto 2 minuti e 39 secondi, il che significa che ha trasferito il file ad una media di oltre 91mbit/s. Davvero eccellente.

Il secondo test, indicato dalla selezione in verde, ha riguardato invece un trasferimento verso il NAS di un archivio di 396MB ed ha richiesto 50,42 secondi… che significa una velocità di oltre 64mbit/s. Anche qui non male, anche se mi sarei aspettato un valore un po’ più alto.

Il terzo ed il quarto test riguardano invece il trasferimento di una cartella di 142 foto salvate in formato jpg con una dimensione media di circa 2mb. Ho scelto questo test perché, considerato l’uso per cui è progettato questo prodotto, saranno molto frequenti trasferimenti simili.

Lacie Ethernet disk mini 500GB - FTP transfer benchmark (02)

L’immagine mostrata sopra indica il trasferimento dall’hard disk di rete verso il mio computer. L’intera cartella è stata trasferita in circa 43 secondi ad una velocità media di 75mbit/s.

Lacie Ethernet disk mini 500GB - FTP transfer benchmark (03)

L’ultima immagine, infine, è il risultato contrario. La stessa cartella con 142 foto è stata trasferita sul NAS. La velocità media è stata di 55mbit al secondo.

Insomma, in qualsiasi trasferimento il Lacie non è mai sceso oltre la metà della banda disponibile nella mia rete. Il trasferimento di grossi file dall’hard disk verso i client è a dir poco impressionante… viene sfruttato quasi l’intero canale.

Immagino che, se il protocollo lo permette, tali velocità possono risultare utili in caso di streaming di file audio/video direttamente dall’hard disk remoto e comunque, utilizzandolo come memoria di backup per Time Machine: una velocità media di 75mbit è pur sempre più che sufficiente per recuperare i piccoli file quasi in tempo reale.

Avrei tanto voluto pubblicare qualche grafico, ma come ho detto all’inizio, non ho trovato nessun software utile allo scopo. Se qualcuno riesce ad indicarmene uno vedrò di scrivere “la terza puntata” di questa storia.

Emanuele

Dreaming an Apple…

Scritto il 22 novembre 2007 alle 22:13

Oggi sono rimasto tutto il giorno all’università… e stasera tornando a casa ho ripensato alla notizia letta di fretta stamattina: i computer Apple venduti fino al 14 Gennaio godranno del finanziamento a tasso zero.

Logo Apple acquarellatoCosì la domanda era: meglio aspettare Dicembre e godere di quello sconto, oppure “fanculo al risparmio” e lo ordino subito?

Lo sconto posso averlo solo tramite negozio fisico… e fino ad oggi Essedi mi ha risposto via e-mail che non sa darmi tempi certi, mentre Computer Store (sono passato ieri dal punto vendita di Viale Libertà) mi ha detto che se ne parlerà per i primi di Dicembre: sono ordinati ma non si sa quando arrivano.

Purtroppo alla fine ha prevalso il raziocinio e l’umana necessità di risparmiare…

Intanto ho cambiato lo sfondo del mio desktop con quello che vedete in questo post (se vi piace, potete scaricarlo in dimensione poster da qui).

L’altro giorno insieme all’hard disk di rete, ho preso anche il mouse “Mini Optical Mouse” della Logitech, che sebbene sia ultra-economico e poco in sintonia con i colori del Mac… è già pronto per essere spinto qui e li. ;-)

Apple, ti decidi a portare i nuovi MacBook a Palermo?! :-|

Ciao,

Emanuele

PS: piccola chicca… oggi internet compie 30 anni!

Io speriamo che trovo lavoro…

Scritto il 22 novembre 2007 alle 9:20

Parafrasando “Io speriamo che me la cavo”*, ripenso alle previsioni della Microsoft:

Ci sarà un’esplosione della domanda di forza lavoro specializzata nel settore IT nei prossimi dieci anni e il numero di persone che ora eccelle in questo ambito potrebbe non bastare.

Fonte: PI

E così adesso scendo e vado in biblioteca a studiare un pizzico più motivato… perché in fondo, la più grande preoccupazione dei giovani di quest’epoca è quella di trovare, un giorno, un posto di lavoro sicuro.

Il settore che ho scelto promette bene… tra alcuni anni proverò a dirvi come mi è finita.

Buona giornata (e buon lavoro… ;-) ),

Emanuele

Grandi persone (o persone grandi?).

Scritto il 22 novembre 2007 alle 1:25

Sto per andare a letto… ma una volta tanto voglio dedicare un post a delle persone alle quali solitamente non si dice mai “grazie”.

Questo è un post forse un po’ smieloso, ma cercherò di esser breve per risparmiarvi la sofferenza…

Della serie “carpe diem”, voglio ringraziare tutti gli amici che ho.

Davvero. Li considero grandi persone.

Non fanno mausolei nel deserto per me… ma è proprio il loro affetto delicato la cosa che più mi piace.

Quando rimasi “solo”, non si misero a presentarmi nuove ragazze, sapevano bene che non era questo il modo giusto per aiutarmi. Quando ero triste, non mi dissero mai “è totalmente colpa degli altri”, cercavano invece di farmi riflettere ancor di più su ciò che sono io. Non si misero neanche a farmi vivere serate euforiche chiedendomi cosa volessi fare. Sapevano che illudermi per quelle poche ore non sarebbe stata una soluzione. Quando, infine, mi mostrai sereno, risposero con vari sorrisi… senza mai illudermi che tutto sarebbe divenuto perfetto da li in avanti.

Voglio ringraziarli per questo e perché, in fin dei conti, se io sono così, è anche merito loro.

Se in passato non ho commesso errori stupidi, è probabilmente anche grazie al loro esempio. Sono una persona che se vede degli esempi validi tende a seguirli… (probabilmente ho un buon intuito da questo punto di vista!).

Prima ho scritto che voglio ringraziare “tutti gli amici che ho” …e la cosa più buffa è che, a volerli contare bene, mi basta una mano. L’altra è già fatta di persone un po’ più distanti.

E’ proprio vero il detto “pochi ma buoni”… ed io sono molto selettivo. Per certi versi, forse, lo sono troppo… ci sono persone che meriterebbero pienamente la mia fiducia ma che tutt’ora tengo distante… il grazie ovviamente va anche a loro.

C’è una bellissima frase di Baden Powell, che in questi giorni mi è rimasta fissa in testa.

“Si educa attraverso ciò che si dice, di più attraverso ciò che si fa, ancor di più attraverso ciò che si è”.

Il buon esempio è “l’arte del capo” nello scoutismo. E’ l’unico vero segreto per educare da “fratelli maggiori”… e devo dire che loro incarnano bene questa qualità.

Sogni d’oro,

Emanuele

American Beauty

Scritto il 21 novembre 2007 alle 2:02

Rieccomi tornato dal cineforum… premetto che la macedonia è riuscitissima (mancavano i kiwi che ho dimenticato a comprare purtroppo…).

Locandina film ‘American Beauty’Detto questo, concentriamoci sul film… che come avrete capito era proprio American Beauty.

Rispetto allo scorso film, sono tornato decisamente più sereno… anche se non è risultato per niente un film banale.

American Beauty è la storia di una, anzi di un paio, di famiglie americane che se all’esterno possono sembrare normali, in realtà nascondono delle crisi e delle lacune enormi.

Il film parte da concetti tipici della nostra società e finisce per esasperarli con il passare del tempo. C’è il padre (Lester), stressato e scontento del proprio lavoro, c’è la madre (Carolyn) ossessionata dalla carriera e la figlia (Jane), insicura come tutte le adolescenti del nostro periodo.

C’è anche il padre “rigido” (Frank Fitts) con un passato come militare e la madre (Barbara) in uno stato depressivo tale che ormai risulta asettica. C’è il figlio (Ricky) che gioca un mix tra l’accettazione del padre e la sua necessità di ribellarsi a quei suoi schemi (e per questo spaccia stupefacenti).

Insomma, a guardarli così si tratta di casi comuni… intelligentemente però il film inizia a dar loro carattere e mostra ognuno di loro per ciò che sono dentro: un mix di aspetti positivi e negativi. E’ difficile trovare un personaggio “perfetto”. La trama fa evolvere le situazioni per far scoprire, per certi versi, come si va a finire vivendo in certi modi…

E così, il padre scontento del proprio lavoro che si innamora della compagna della figlia, in realtà è innamorato dei ricordi che quella ragazza giovane e bella gli ricorda. Ed è proprio quando, su un divano, lo comunica alla moglie che tutto diventa più chiaro. Dov’è finita quella ragazza che coltivava le rose? Quella ragazza che sorrideva sempre e non si preoccupava di nulla? Quella ragazza che per distrarre gli elicotteri delle tv locali si spogliava sui tetti? Lui sta ricercando quella moglie ormai persa.

La moglie è persa perché… – vittima del sistema capitalistico americano – si è lasciata trasportare dalla voglia di successo. Ha dimenticato quando, con semplicità, coltivava il proprio roseto ed è irrequieta perché vuol sfondare come venditrice di case. Per questo, tristemente, è disposta a tutto. Persino a tradire il marito… e ancor di più, a rinnegare la sua anima. Questo si evince quando si rimprovera perché non riesce ad esser soddisfatta… ma “il sistema vuole che tutti siano sempre perfetti per dare agli altri una figura vincente di se”. Dopo una giornata di insuccessi nel vendere una casa si schiaffeggerà per le lacrime che stavano scendendo.

La figlia (Jane), sta attraversando il solito periodo di distacco dalla famiglia: “i miei genitori li odio”. E così si circonda prima dei consigli della sua amica che, ostenta anch’essa sicurezza ed infinite esperienze sessuali, per nascondere invece tutta l’insicurezza che portava dentro. Poi invece si avvicina al suo vicino di casa che, per certi versi, potrebbe essere una figura che la aiuterà.

E’ interessante come questo film abbia fotografato l’andazzo della società moderna americana in cui, il successo, il capitalismo e l’essere belli sembrano esser diventate le uniche chiavi per riuscire nella vita. Il film, ogni tanto, rallenta tutto, grazie alle riflessioni poetiche del vicino di casa che si chiede… cosa è la bellezza?

E’ la “american beauty”, oppure è altro? Lui, attraverso una videocamera, proverà ad immortalarla. Ed è per questo che, guardando la registrazione di un sacchetto di plastica volteggiare in aria, risponde a Jane così:

“È stato il giorno in cui ho capito che c’era tutta un’intera vita dietro a ogni cosa, e un’incredibile forza benevola che voleva sapessi che non c’è motivo di avere paura, mai. [...] A volte c’è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla, il mio cuore sta per franare.”

Scoprire il vero senso della bellezza. E’ un cammino che il padre di Jane farà… abbandonando il lavoro, iniziando a fare palestra per riscoprirsi “ancora vivo” e iniziando a condurre una vita un pizzico più vicino a come la sognava…

Anche per la madre arriverà un momento in cui si accorgerà comunque di aver seguito tanti ideali sbagliati. Forse, nel film, arriva un po’ tardi considerato come ritroverà il marito a casa… ma in fin dei conti è da apprezzare il fatto che, per tutti è possibile cambiare. Anche per chi ha commesso miriadi di scelte sbagliate.

Quelle rose rosse. Giocano nel film con Lester… appaiono ogni volta che sogna l’amica della figlia… e sono probabilmente un richiamo al roseto di sua moglie, che un tempo “era tutto per lei” mentre adesso era scomparsa.

Altrettanto interessante da notare è l’assenza di personaggi di colore all’interno del film: la società capitalistica americana è infatti molto più chiusa verso le altre etnie. Ma risulta chiusa anche nei confronti dell’omosessualità che porta ad un tragico finale.

Insomma, un film su cui ci sarebbe da discutere per ore… e mi dispiace averne dovuto tirare le somme così in fretta ma so bene che se non avessi scritto adesso, non l’avrei fatto più. C’è tanto e ancora tanto altro da dire. Ci sono una marea di particolari sui quali si dovrebbe riflettere. E’ un po’ tardi purtroppo e così mi fermo qui.

Se vi va di aggiungere qualcosa, vedrò di continuare la discussione nei commenti…

Emanuele

Una pillola dal Giubileo.

Scritto il 20 novembre 2007 alle 17:26

Oggi non potendo andare all’università, ho colto l’occasione per dare una bella ripulita alla mia stanza.

Sono andati via 2 sacchi pieni di carte, fogli, giornali, appunti, ricordi…

Ho quasi finito… ed ho trovato un foglio del Giubileo del 2000 che, non volendo conservare, voglio quanto meno ricopiare qui…

Per questo sta scritto:

“Svègliati, o tu che dormi,
dèstati dai morti
e Cristo ti illuminerà”.

Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. Non siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio. E non ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.

Efesini (5, 14-20)

Scappo giù adesso… devo andare a comprare tanta bella frutta:-)

Ciao,

Emanuele

Il dolce e l’amaro in un biglietto dell’autobus…

Scritto il 20 novembre 2007 alle 14:36

Mi sono appena liberato di un biglietto dell’autobus.

Davanti c’è scritto 1,20€ e fu usato il 7 Agosto a Firenze. Il numero di serie assegnato dall’ATAF è 0704320.

Dietro invece c’è un numero. Un numero di telefono.

Lo butto.

Ci sono ricordi che hanno una doppia faccia.

C’è il dolce e c’è l’amaro.

Se un giorno doveste casualmente ritrovare il biglietto, una chiamata a quel numero fatela.

Non si sa mai che riuscite a disturbare e contribuite, inconsapevolmente, a vendicare il mio dolore.

Emanuele