Ma a che gioco gioca Dio?
Scritto il 31 agosto 2007 alle 3:34Capirlo? Dio tira i dadi, conta i numeri e poi li divide. Rimescola le carte, fa entrare le dame e mangia qualche alfiere. Toglie pedine, sposta pedoni. Chiede di star fermi un giro e poi fa avere un bonus. Ti rimescola come un mazzo nelle mani di un mazziere. Ti fa tornare al Via e poi ti fa ripassare per Vicolo Corto lasciandoti sognare Parco della Vittoria. Compra 2 vocali, te le fa leggere e poi le indovina come un vero mago. Ti fa scegliere una carta, te la fa conservare e poi, senza aver apparentemente giocato, decide che devi ridargliela. Ti fa girare la ruota… ma non la fa fermare mai. E poi ancora, ti fa costruire con secchiello e paletta dei castelli di sabbia e poi, quando sei ad un passo dal record, ci fa piover sopra. Ti regala matite e pastelli, ti da un foglio di carta bianco… e poi non ti presta il temperino. Ti fa correre come un pallone… ma ti fa fare una vita da mediano. Ti lancia, ti fa finire col culo a terra… per farti capire poi che è solo uno dei tanti rimbalzi.
Dio ti regala gioia e dolore, conforto e antipatie, litigi e comprensione. Ti regala un amico, un nemico ed un fratello. Ti fa sentire odiato ed amato, desiderato e dimenticato. Tutto insieme, tutto mischiato come un bel frappè dal gusto incomprensibile.
Capire Dio è qualcosa di sovraumano. Stasera, sono sicuro però, che l’importante è non dimenticare mai di aver fede e di non smetter mai di pregare.
“Dio vede e provvede tramite un gioco incomprensibile“.
Emanuele
PS: tratto da un libro che non ho mai scritto: “Come parlar di Dio parlando d’altro”.