C’est la vie.
Scritto il 19 aprile 2007 alle 10:20Perché tutto intorno cambia, ed è fatica, riconoscere i bisogni, quelli veri, dai fasulli che sono tanti: e sono così prepotenti.
“Oltre il giardino” – Fabio Contato
Perché tutto intorno cambia, ed è fatica, riconoscere i bisogni, quelli veri, dai fasulli che sono tanti: e sono così prepotenti.
“Oltre il giardino” – Fabio Contato
Siamo a martedi… e la mia settimana è già finita. O meglio… domani ho l’ultimo “giorno libero”.
Giovedi pomeriggio sarò impegnato con gli scout. Da venerdi inizia il tour de force del San Giorgio. La grande macchina si mette all’opera… non posso descrivere meglio l’attività in quanto, per certi versi, è una sorpresa per i ragazzi e non vorrei mai che se la rovinassero leggendo certi particolari qui.
Venerdì pomeriggio sarò già a Piana degli Albanesi… e tornerò (stremato…) domenica sera.
Emozionato? Si. L’anno scorso mi son ritrovato per la prima volta nel pattuglino organizzatore dell’attività e l’esperienza fatta, quest’anno, mi è stata costantemente utile. Fin dalle primi fasi sapevo come muovermi, a cosa pensare prima e cosa mettere in secondo piano. Devo dire che, tristemente, ho fatto una *gavetta forzata* visto che in zona sono sempre i soliti quattro gatti a muoversi.
Tutto sta filando secondo programma, sebbene le cose da tenere sott’occhio siano decine migliaia.
Il San Giorgio, per i non scout, è una festa in onore del santo patrono degli scout. Solitamente… oltre al clima di festa, i ragazzi vivono avventura e competizione.
Sfide, giochi, prove… un mix di festa ed avventura. L’unico problema è che i ragazzi non sono una ventina ma… circa 500.
Per questo l’altro giorno lodavo la capacità organizzativa degli scout… per certe persone, organizzare una attività di alcuni giorni per mezzo migliaio di persone è qualcosa di incredibile… per gli scout invece è quasi “normale routine” considerato che incontri di questo genere avvengono più volte l’anno. Certi numeri, insomma, non fanno paura.
Nel curriculum penso di poter scrivere “predisposto al lavoro di gruppo”.
L’entusiasmo è tanto e penso che nei prossimi giorni sarà alle stelle. Spero che il buon tempo ci assista perché sarebbe un peccato dover ridimensionare tutto causa pioggia.
Corro a nanna… sono stanchissimo…
Emanuele
Ho perso le parole… e dire che le avevo qua un attimo fa…
In questi giorni, ho avuto spesso la “tentazione” di scrivere ma… è mancata l’ispirazione.
Tutt’ora avverto questa sensazione. Non che mi manchino le cose da dire, è calata un po’ la voglia probabilmente.
Ho perso le parole, oppure, sono loro che perdono me.
Emanuele
In questi giorni non ho avuto completamente tempo per scrivere.
Mi sono dedicato a BlogValidator (c’è una bella novità che non so se avete già notato… va ancora rifinita ma è già al 95% funzionante) e poi ho avuto una marea di appuntamenti fuori casa.
Ho persino incontrato Orlando (prossimo candidato a Sindaco di Palermo) in uno di quegli incontri pre-elettorali per *una cerchia di persone in una sala d’albergo*. A dire il vero anche lui era un ospite… o per meglio dire un “guest star promoter”. I dolcini, le bibite e la vista dall’attico dell’albergo Liberty di Palermo erano offerti da Francesco Palazzo, prossimo candidato a consigliere comunale con i Democratici di Sinistra… con Orlando sindaco.
Non voglio soffermarmi sulle parole che i due hanno speso, sia perché la politica non mi piace (troppo opportunismo…), sia perché in periodo pre-elettorale è facile fare tante promesse, fare i sentimentalisti e ricordare tutto quel che di buono saprebbero fare. Gli elettori sono un po’ come la bella fidanzata da corteggiare… è inutile che vi racconti le lettere d’amore. C’è già Romeo e Giulietta se vi interessano cose dolci.
Non vi dico neanche chi voterò, nonostante possa apertamente dire, come ho già fatto in passato, che la destra italiana non mi stia particolarmente simpatica.
Andiamo avanti dunque. Stasera sono stato alla cena per una Cresima e tra i tanti discorsi usciti… è rispuntata Londra. Due ragazze grazie al Servizio Civile Internazionale sono state per 6 mesi da quelle parti.
Ecco dunque uscire tutti i ricordi, le storie e… i tristi “luoghi comuni” tanto comuni e poco irreali.
Uno di quelli? Il binomio Sicilia = Mafia. E’ tristemente vero… nonostante ci sia un popolo che tenta di ribellarsi e comunque (si spera) anche una civiltà, dall’altro lato, che con il tempo dovrebbe capire che non è propriamente così. Probabilmente Cammarata, i suoi *bei cartelli* doveva metter(se)li altrove… dovevano essere le altre città a scoprire che “Palermo è cambiata”.
Parlando… mi è tornato in mente un *simpatico* aneddoto realmente accaduto.
Ero a Londra, diciassettenne. Per mantenermi le vacanze (quasi 2 mesi) cercai lavoro come cameriere o lavapiatti. Devo dire che… stavo simpatico alle persone che incontravo. Ho cambiato nei due mesi vari ristoranti (alla faccia della mancanza del lavoro in Sicilia! –> Orlando, prendi nota…) e tutti mi trattavano bene. Un cuoco si offriva anche di accompagnarmi a casa (quando non succedeva, dovevo farmi un paio di chilometri tra gente ubriaca) oppure potevo andare a mangiare li anche quando ero fuori orario… insomma: lavoravo sodo ma mi rispettavano.
C’era però sempre il solito sarcasmo… “sei un mafioso” oppure “ma sei un boss tu?” e cose simili… ma non credo che il rispetto nascesse comunque da li.
Nell’ultima busta paga, prima di salutare (con tanta malinconia) tutti, rifare le valigie e tornare al mio sole, il proprietario dell’ultimo ristorante in cui lavorai… volle immortalare questa cosa scrivendo sulla busta le seguenti parole “Emmanuelle … capo de tutti i capi di Sicilia”.
Quella busta la conservai… e stasera, ho deciso di fotografarla.
Giusto per ripensare un po’ a quel signore bassino e grassoccio… e magari, ridere un po’ di questa tanto amata quanto bistrattata terra.
Emanuele
Oggi pomeriggio ho ricevuto una e-mail da Paolo che riteneva interessante una piccola sezione di statistiche per BlogValidator.
Non essendo pagato per questo progettino ed essendo l’unico “scribacchino” (programmatore mi sembra un parolone per certe cose…), il progetto va avanti secondo la filosofia del “ciò che mi va e che posso fare nel tempo che ho”.
Ho deciso di accogliere la richiesta (era già nella “to-do list”, solamente un po’ più avanti…) e così, sono usciti fuori i primi numeri.
Non che mi aspettassi valori tanto discordanti ma… è interessante notare che il numero maggiore di errori si annida nei template dei blog. Le statistiche riportano infatti un elevato numero di blog con tanti errori nell’(x)html e addirittura zero blog con tanti errori nei feed: a dimostrazione che, solitamente, i feed (e per certi versi, i singoli post) sono più “puliti”.
La differenza sta, ovviamente, nel considerare che a differenza dei template (cui mette mano persino il nipote dell’amministratore delegato), i feed sono solitamente realizzati e pubblicati automaticamente dalle piattaforme di blogging senza che il blogger vada mai a ficcare il naso dentro.
Una fortuna per i feed reader che hanno vita facile… al contrario dei browser che tra java-script, html non correttamente annidato e tanto altro devono fare miracoli per poter visualizzare correttamente una pagina.
P|xeL
Vi avevo promesso che sarei andato avanti con BlogValidator ed in effetti è così. Il codice per una validazione più precisa dei CSS è quasi pronto, manca una leggera raffinazione delle reg-ex relative alla ricerca del foglio di stile all’interno dell’<head> dei blog. Finché non lo avrò testato a sufficienza non lo inserirò nel sistema di controllo: meglio evitare inchiappi.
In questi giorni però… ho visto che sono aumentate le segnalazioni (a proposito… se vi va, provatelo, i blog senza errori guadagnano un backlink…) ed una cosa mi ha fatto sorridere. Tra i blog segnalati ce ne sono alcuni che… sebbene si occupino specificatamente di web-design, non si preoccupano di aderire agli standard. Al contrario, altri blogger, che magari si interessano poco del web design, si sono industriati per migliorare l’accessibilità tra le loro pagine.
E’ un po’ come un professore che insegna italiano sbagliando i verbi, …non credete?!
P|xeL
No, deve esserci un errore.
Oggi, in portineria, ho ritirato la scheda elettorale per mia sorella!
Senza dubbio al Comune devono avere tanta confusione… oppure, sono io che devo accettare che ormai è maggiorenne?!
Emanuele
PS: …e tutte quelle foto in cui è ritratta piccolina?! E tutte le volte in cui le davo il mignolino perché la sua mano era così piccola che poteva afferrare solo un dito?! E tutte quelle volte che la portavo sulle spalle? E quelle volte che la portavo a tavola in braccio? E quelle volte in cui facevo finta di correre per farla vincere…? E quelle volte in cui facevo le boccacce per farla ridere? E quelle volte che mi nascondevo per riapparire di colpo? E quelle volte che la guardavo in corridoio muovere i primi passi? E quelle volte in cui la andavo ad aspettare all’uscita della scuola elementare?!
Ok ok… la smetto… però… non si fa così!
Casa mia è il mio banco di prova. Abbiamo 5 computer tutti perennemente connessi tramite un router ed uno switch ed una delle comodità più grandi che possa esistere… è la gestione remota.
Negli ultimi tempi ho rimesso su un vecchio Pentium 2 (con appena 192mb di ram), iper-alleggerito (non ha più neanche un lettore cd o floppy, un monitor o una tastiera) che utilizzo come server casalingo. Per controllarlo da remoto mi sono affidato ad UltraVNC (che molti miei amici conosceranno già come utile strumento per… farsi aiutare da me!) ma, rimaneva sempre la seccatura di dover andare ad accenderlo quando necessario.
Per risolvere questo problema esiste una comodissima funzione chiamata “Wake on Lan”.
Cosa è il Wake on lan? Per “wake on lan” si intende la capacità di un sistema di essere avviato in seguito alla ricezione di un segnale (tipicamente chiamato “magic packet”) ricevuto tramite la scheda di rete.
Come si attiva il Wake On Lan sul computer remoto? Per avviarlo bisogna innanzitutto controllare se la nostra scheda di rete è integrata nella scheda madre oppure è una periferica PCI. Solitamente, le schede madri di ultima generazione integrano almeno una porta di rete (RJ-45), se fosse il vostro caso saltate il punto numero 1, altrimenti eseguite le tre operazioni a seguire.
Fatto questo, il computer remoto sarà pronto per ricevere il “magic packet” ed avviare il sistema.
Come inviare il “magic packet”? L’invio del “pacchetto magico” è qualcosa di… ancora più semplice. Sebbene ci sia qualcuno che si è persino divertito a scrivere uno script in php per l’avvio remoto, vi consiglio l’utilizzo di un leggerissimo programma gratuito realizzato da una piccola software house italiana: “Wake on LAN” della StephenSoftware, scaricabile dall’area Free Download.
Come si usa “Wake on LAN”? Il programma, una volta installato si presenta come nell’immagine a lato.
Sarà necessario inserire l’indirizzo MAC della scheda di rete del computer da avviare, il suo indirizzo IP assegnato dal router/switch (che vi consiglio di mettere statico) e l’indirizzo della subnet (se non avete configurazioni di rete particolari, andrà messo 255.255.255.0).
Cliccate in seguito su “Add to list”, selezionate la nuova voce e… cliccate, incrociando le dita, su “Wake On Lan”.
A questo punto… se non sentite alcuna esplosione… il computer remoto dovrebbe esser partito!
Ciao,
P|xeL