Archivio di aprile 2007

E=AEG²

Scritto il 30 aprile 2007 alle 20:07

Oggi, giornata d’acquisti. Alla ricerca di un paio di regali di mattina e… un nuovo aspirapolvere il pomeriggio.

Alla fine, la scelta è ricaduta su questo modello della AEG.

Considerato il prezzo (140 euro), mi aspetto per lo meno che, una volta acceso, riesca a ricreare un piccolo buco nero domestico.

Giusto per far morire d’invidia Einstein e la sua teoria della relatività.

Emanuele

Ci sto ripensando…

Scritto il 30 aprile 2007 alle 2:22

Non è ammissibile fare le due di notte per… poter usare il cellulare il giorno dopo.

E’ impazzito nuovamente. Questa volta, sono riuscito a salvarlo (formattarlo…) in tempo, ma non è normale che ogni *tot* mesi sia necessario perdere così tanto tempo dietro uno strumento!

Non ho perso la rubrica e speravo di non esser costretto ad un format (“*#7370#” santo subito…) ma la situazione è degenerata.

Mi rendo conto che ormai ne siamo sempre più dipendenti e, volenti o nolenti, non è vien facile organizzarsi senza di esso. E stiamo parlando di cellulari… non di pacemaker!

Beh, sono nuovamente indeciso se relegarlo a “cellulare secondario” o continuare a vivere sperando

Che poi, come alcuni mesi fa… che cellulare? N70? E60? E65? N80? (non sono in ordine di prezzo ma quasi…).

Si, anch’io sbavo davanti un N95, ma 750€ di spesa per un cellulare sono qualcosa che farebbero sentire spendaccione persino Paperon de’ Paperoni…

Emanuele

PS: qualcuno ha un cellulare in più? ;-)

E siamo a due!

Scritto il 28 aprile 2007 alle 2:01

Due stupende serate… sono più euforico, più allegro, più caciaroso.

Eppure non bevo, non fumo e non spendo soldi.

Sto solo bene in compagnia… mi piace ridere e scherzare… e non mi trattengo.

Speriamo che duri!

Sogni d’oro…

Emanuele

E ti penso.

Scritto il 26 aprile 2007 alle 16:58

Orsacchiotto ti pensoDove sarai,
anima mia non lo vedi che io vivo di te,
dove sarai…
Sai che ti vedo ancora nei miei occhi
se mi specchio,
eri tutto ciò che io stavo cercando
e intanto tu
resti la musa che ispira i miei testi

o i miei discorsi tradotti in versi…

(Gemelli Diversi – Stella gemella)

Adesso capisco perché in questi giorni ho avuto meno cose da dire su queste pagine. Era noioso passare e tutt’ora mi mancano le parole per descrivere tutto ciò che penso…

Fortuna che domani torni…

Ti amo,

Emanuele

PS: e visto che siamo in tema di sdolcinerie… vi invito a conoscere Newton! ;-)

I punti intermedi dei nostri sogni.

Scritto il 25 aprile 2007 alle 13:16

Il cammino che stai facendo è il Cammino del Potere, e ti verranno insegnati solo gli esercizi di Potere. Il viaggio, che prima si rivelava una tortura perché volevi soltanto arrivare, adesso comincia a trasformarsi in piacere: nel piacere della ricerca e dell’avventura. Con questo, stai alimentando una cosa molto importante: i tuoi sogni.

L’uomo non può mai smettere di sognare. Il sogno è il nutrimento dell’anima, come il cibo è quello del corpo. Molte volte, nel corso dell’esistenza, vediamo che i nostri sogni svaniscono e che i nostri desideri vengono frustrati, tuttavia è necessario continuare a sognare, altrimenti la nostra anima muore e Agape non può penetrarvi. Molto sangue è stato versato nel campo davanti ai tuoi occhi; lì sono state combattute alcune delle battaglie più crudeli della Riconquista. Non ha alcuna importanza chi avesse la ragione o chi possedesse la verità: l’importante è sapere che entrambe le parti stavano combattendo un Buon Combattimento.

Il Buon Combattimento è quello che viene intrapreso perché il nostro cuore lo chiede. Nelle epoche eroiche, al tempo dei cavalieri erranti, era qualcosa di facile: c’erano molte terre da conquistare e molte cose da fare. Oggi, però, il mondo è profondamente cambiato, e il Buon Combattimento ha abbandonato i campi di battaglia per trasferirsi all’interno di noi stessi.

Il Buon Combattimento è quello che viene intrapreso in nome dei nostri sogni. Quando essi esplodono in noi con tutto il loro vigore – vale a dire, in gioventù – abbiamo molto coraggio, ma non sappiamo ancora batterci. Dopo tanti sforzi, finalmente impariamo a lottare, e a quel punto non abbiamo più lo stesso coraggio per combattere. A causa di ciò, ci rivoltiamo e combattiamo contro noi stessi, diventando il nostro peggior nemico. Diciamo che i nostri sogni erano infantili, difficili da realizzare, o frutto di una nostra ignoranza riguardo alle realtà della vita. Uccidiamo i nostri sogni perché abbiamo paura di combattere il Buon Combattimento.

Tratto da: “Il cammino di Santiago” di Paulo Coelho

Quante volte, la strada che stiamo percorrendo diventa secondaria e viviamo “nell’ansia” di raggiungere certi obiettivi?

Viviamo in un mondo fatto di fretta e di risultati. Non conta la strada e il tempo impiegato… conta piuttosto la rapidità con cui siamo arrivati “in cima alla nostra montagna-obiettivo“.

E questa fretta che il mondo richiede giornalmente, la pretendiamo noi stessi dalla nostra vita. Non siamo dunque da meno… non crediamoci “immuni” da questo contorto modo di ragionare.

La nostra vita è un viaggio. Un lungo viaggio verso tutti quei traguardi che raggiungeremo (studio, lavoro, famiglia, fede, amicizie…) che spesso ci fanno dimenticare della bellezza dei passi intermedi. Guardiamo solo il risultato finale (matrimonio? paternità-maternità? lavoro fisso? laurea?) senza godere ogni piccolo passo.

E… quanti sogni abbandoniamo lungo il cammino? Quanti sono quelli che ancora credono di poter realizzare i sogni fatti quando si era adolescenti?

Li abbiamo già dimenticati? Sepolti? Ci siamo già arresi? E’ questione di coraggio. Seguire un sogno necessita tanta forza… molta più forza di chi preferisce rimettere i piedi per terra e dimenticarli.

Ogni giorno è un passo di un cammino… fatto di punti intermedi e di sogni da realizzare.

Sapremo gioire di questi senza star sempre a pensare “dove vogliamo arrivare”?

Parafrasando… è un po’ come chi, viaggiando in treno da Palermo a Milano, non si affaccia mai durante il suo viaggio. Arriverà a Milano… raggiungerà il suo obiettivo… ma, non credete si sia perso qualcosa?

Emanuele

Sciò… via!

Scritto il 25 aprile 2007 alle 0:08

Tristezza, paura e malinconia… andatevene subito via!

E’ arrivato il giudizio!

Scritto il 23 aprile 2007 alle 14:05

In questi giorni si stanno intrecciando centinaia di emozioni.

L’allegria del San Giorgio, l’impressione per i 18 anni di mia sorella (compiuti ieri), la malinconia per l’assenza della mia pulcina che, da oggi fino a venerdì, sarà ad un campo scout tra le montagne siciliane.

Stamattina però… una nuovo mix di emozioni …tra l’ansia, la gioia, la trepidazione e la paura, in una busta… è arrivato il giudizio del CFM!

Per i “non-scout”, il “giudizio” è un piccolo commento che i capi-campo fanno ad ogni capo in formazione durante i due campi previsti per la *minima* formazione capi (CFM e CFA).

Sebbene sia sicuro che non perderò mai quel foglio… ricopio qui il mio giudizio!

Emanuele, forse a motivo del suo carattere riservato, ha iniziato il campo un po’ in sordina preferendo la dimensione dell’ascolto, aprendosi in seguito sempre più al confronto sia con i compagni che con alcuni membri dello staff.
Comunque la sua allegria ci ha accompagnato per tutta la durata del campo, contribuendo a mantenere il clima molto sereno; anche durante i lavori ha saputo porsi in ascolto ma anche inserirsi appieno nel confronto con gli altri.
Crediamo che il campo abbia accresciuto in lui sia la conoscenza degli strumenti del metodo, sia la sicurezza e il desiderio di confronto con la propria comunità capi.
Riteniamo che anche la catechesi proposta al campo sia stata ben sfruttata da Emanuele.

Ho aperto la busta pregando… speravo di non leggere frasi che mi buttassero giù… e così è stato!

Durante il mio campo ho cercato sempre di essere equilibrato… ascoltando quando necessario ed intervenendo quando lo ritenevo opportuno.

Mi sono messo in gioco scherzando e parlando un po’ con tutti, ed anche questo è uscito fuori dal loro giudizio.

Sono felice… è un bel giudizio. Non male l’opinione che, in una settimana, si son fatti di me.

Stamattina il sole, non splende solo fuori dalla mia stanza… :lol:

Emanuele

Urka… è finito!

Scritto il 23 aprile 2007 alle 13:48

Tre giorni massacranti!

Sveglia, sia sabato che domenica, alle 6 e 30 per preparare tutto… e poi giornate così intense che persino la colazione slittava di varie ore “quando c’è un secondo di pausa la faccio”.

Le attività comunque sono riuscite… ho visto tantissimi ragazzi entusiasti ed anche i capi, mi sono sembrati un pizzico più “sopportabili” dell’anno scorso.

La vera sfortuna è che… quando ci si ritrova *in pochi* ad organizzare tutto si finisce per godersi meno l’attività… in quanto si è spesso “dietro le quinte” a lavorare sodo.

E così… il pranzo della domenica è stato consumato a “suon di calcoli” per stabilire la squadriglia vincitrice del grande gioco e non ho potuto neanche assistere alla sfida finale.

Non ho neanche mezza foto al momento: avevo deciso di non portarmi la macchina fotografica perché ero sicuro che non avrei avuto il tempo di mettermi a fare foto… mai previsione fu tanto azzeccata.

Finalmente però, posso svelare i motivi che mi hanno obbligato a salire a Piana degli Albanesi un giorno prima (no… non pensate subito ai loro stupendi cannoli alla ricotta…): abbiamo realizzato un “castello” con le impalcature dei muratori, alto 3 piani e largo 8 metri… una stupenda “facciata” che ha lasciato capi e ragazzi a bocca aperta. Poteva riuscire meglio la coreografia dell’intero castello ma… gli errori servono per migliorarsi in futuro, no?

Tra l’altro… per la mattina abbiamo trovato anche un cavallo (Napoleone!) che ha fatto rimanere tutti nuovamente a bocca aperta…: quando sono arrivato a cavallo, vestito da San Giorgio davanti a tutti i ragazzi… c’è stato un fantasmagorico “oooooohhhh” generale!

Sono queste le cose che danno soddisfazione. E’ bello puntare in alto per… insegnare ai ragazzi a far lo stesso.

“Vola solo chi osa farlo”.  Non possiamo educare i ragazzi ad “impegnarsi per riuscire” se noi, per primi, non abbiamo la volontà di farlo.

Adesso sento solo la stanchezza… ed uno splendido ricordo.

Emanuele