Archivio di marzo 2007

Urlando contro il cielo…

Scritto il 30 marzo 2007 alle 20:51

Dovete andare a lavorare in azienda? Bene, avete due possibilità. Iniziamo però dal principio…

Oggi sono stato tra le montagne (per i siciliani, dalle parti di Ficuzza…) a montare un ponte tibetano. Serviva per qualcosa che… descriverò più avanti.

Ponte tibetanoIl ponte è stato realizzato ad opera d’arte… ma il tempo è stato poco clemente con noi: non è spuntata la nebbia… è arrivato direttamente Noè a darci uno strappo verso casa, immaginatevi il brutto tempo. Sono arrivato a casa che stavo congelando. Aspettare delle persone sotto pioggia e grandine, fermi come paletti, non è stupendo.

Detto questo, è arrivato il momento di parlare d’affari. Si… perché 6000 euro sono affari.

Se avete intenzione di lavorare nelle aziende e dovrete occuparvi del personale, senza dubbio avrete pensato più volte di iscrivervi ad uno di quei “master” sulla gestione del personale e/o delle risorse (quello a cui mi riferisco io era addirittura per post-laureati, organizzato dall’università).

Vi insegneranno tante belle cose… vi spiegheranno come fare “gruppo” e perché sia importante mettersi in cerchio, piuttosto che in altre forme, quando si parla. Vi spiegheranno anche perché “cantare” riesca ad unire magicamente le persone e perché sia meglio parlare di squadra invece che di gruppi durante le attività in azienda.

Tante belle cose senza dubbio valide. Sia chiaro: non voglio screditare questi corsi… le cose interessanti da apprendere ci sono (tra l’altro, a quanto pare, il corso per appena 30 persone al quale ho *assistito* io oggi sembra sia uno dei migliori in Sicilia), però… con Salvo (8-)) e la mia pulcina (:love: ), mentre eravamo sotto l’acqua ad aspettare che arrivassero, riflettevamo su una cosa.

Esiste una “seconda possibilità”. Esistono gli scout.

Questo master prevedeva un “outdoor” (si, i termini inglesi fanno fighi ed innalzano la quota…) di 3 giorni tra le montagne, alla ricerca dello spirito di gruppo e della capacità di adattamento.

Chi va a raccontarlo a quei 40 milioni di scout nel mondo (secondo le ultime stime) che ogni anno percorrono miliardi di chilometri tra le montagne sotto acqua, vento, pioggia e… quando “ci va bene” bel tempo?!

E nessuno agli scout fa discorsoni per mettersi in cerchio… per cantare e per imparare ad accendere un fuoco. Sono tutte cose che si tramandano con naturalezza. Si vivono… si assimilano. I ragazzi a tredici anni vivono già in “squadriglie” piuttosto che in gruppi…

Ecco perché secondo me gli scout hanno una marcia in più nella società.

Oggi ho visto cose allucinanti… ho visto gente camminare nel bosco con i mocassini. Ho visto ragazze (ehm, “dottoresse”) sotto la pioggia con i fusò aderenti (dove ti siedi con quei pantaloni inesistenti?).

E poi c’era il ponte tibetano. 20 metri di lunghezza, 1 metro e mezzo di altezza.

Su 30 persone, hanno voluto “rischiare la vita” solamente 3 persone: 2 ragazzi ed una ragazza. Portate qualche scout li e… ci balla sopra, vi fa uno spettacolo e poi decide pure di adattarlo a rifugio (non è un’idea totalmente pazza…).

Ci sono miliardi di cose che per uno scout sono scontate che… tanta gente non conosce minimamente. Ora magari qualcuno di loro avrà anche capito perché, nonostante la pioggia, siano meglio i pantaloncini corti (di buon velluto!) e perché un ombrello è bello per girare le vetrine ma… un poncho è una casa.

La cosa più buffa è una. Tutti i professori di questo master erano scout o ex-scout e non insegnavano nulla di diverso dal… metodo scout. Avevano organizzato questi 3 giorni in pieno stile scout: un grande gioco, un bel percorso affascinante tra le montagne, tante attività con pennarelli e cartelloni e… un fuoco sotto le stelle la sera. Non è un caso se, sempre più frequentemente, gli psicologi indirizzino verso “questo mondo” bambini con problemi di socializzazione (ma anche adulti eh!). Non chiedono aiuto alla scuola… non li mandano neanche in strutture particolari. Indirizzano tutti verso gli scout.

Per finire, gli scout passano la notte in tenda… loro, da bravi “ometti paganti” (ah, se sapessero che per i loro “professori” queste attività sono una stupidissima routine…) hanno concluso il loro cammino in un rifugio con camino e thé caldo. Senza dubbio per loro è stata la salvezza… ma non sanno quante altre avventure *formative* si son persi.

Adesso, ditemi voi. Preferite pagare 6000 euro per 6 mesi di corso, oppure (con 40 euro l’anno nel mio gruppo!) imparare le stesse cose, e costruirvi una “forma mentis” divertendovi in una associazione che, per prima cosa, cerca di costruire bravi ed onesti cittadini?! :-)

Si si… lo so, non siete stupidi neanche voi…

Emanuele

PS: siete grandi? Non è mai troppo tardi. Io ho avuto la fortuna di crescerci dentro ma… giusto la settimana scorsa è arrivata una ragazza di 30 anni. E’ stata messa nello staff di reparto… vediamo se saprà darci dentro oppure i ragazzi mangeranno lei. ;-)

PPS: sono stato pagato 50 euro per costruire il ponte tibetano. Dite che un giorno scopriranno che al campo estivo, ragazzi di 14-15 anni costruiscono delle tende sopraelevate?! :eeeh:

Yod’m 3D desktop manager per Windows

Scritto il 29 marzo 2007 alle 21:47

Yod’m 3D desktop Da qualche giorno sto provando Yod’m 3D, un “desktop manager” gratuito, in stile Xgl, realizzato da Christian Salmon.

Premessa: Per Windows XP, in realtà, la Microsoft aveva pubblicato alcuni anni fa un piccolissimo desktop manager (Virtual desktop Manager) che permette di gestire e scambiare velocemente fino a 4 desktop.

Cosa intendo con gestire e scambiare un desktop? Innanzitutto va precisato che con desktop si intende il “piano di lavoro” sul quale vengono aperte le applicazioni e i file che utilizziamo. E’ la nostra scrivania. Detto questo, non è difficile immaginare che sia possibile avere più “scrivanie” dove poggiare i nostri documenti, per mantenere un certo ordine quando lavoriamo, e decidere di cambiar scrivania per suddividere gli ambiti di lavoro.

Yod’m 3D fa la stessa cosa che è possibile fare con l’add-in della Microsoft con una particolarità in più: i desktop sono visibili come in una sorta di cubo che è possibile ruotare con un semplice click di mouse.

Questa “prodezza grafica” era, attualmente, appannaggio solamente dei sistemi Unix. Neanche il nuovo Windows Vista permette, al momento, una cosa simile.

Il programma non risulta invadente: pesa meno di 1MB, non va installato (basta decomprimerlo in una cartella e farlo partire) ed occupa 30MB in ram (meno di Firefox per intenderci ;-) ).

E’ possibile passare velocemente ad un’applicazione di un altro desktop semplicemente utilizzando il menu a tendina che si apre cliccando sull’icona vicino all’orologio…

A differenza di XGL però, non è possibile trascinare un’applicazione da un desktop all’altro, il che rende l’esperienza, un pizzico più limitata.

In ogni caso, vi consiglio di provarlo. Personalmente, ritrovandomi spesso con tante e tante applicazioni aperte, avere più desktop è una gran comodità che mi aiuta a velocizzare il lavoro.

Ciao,

P|xeL

Elevarsi…

Scritto il 29 marzo 2007 alle 1:34

“Nel perdono, la forza di un re”.

Una bella frase quella presente nella canzone presentata da Al Bano a Sanremo 2007…

La vera forza non è quella nata dalla prepotenza, dalla prevaricazione, dalla vendetta, dalla mera rivincita fisica o spirituale.

Non sta neanche nell’affermazione del proprio essere nella vita. Ti faccio vedere io che so fare…

Il perdono, incondizionato.

La nostra società non ci abitua facilmente a questo genere di ragionamenti. Siamo abituati a cercare una rivincita morale, in assenza di quella fisica che, solo perché è più “visibile” sembra più brutta.

Ci viene difficile augurare una fortuna maggiore a chi ci ha offesi. Anzi, questa è l’ultima cosa che il nostro orgoglio vuole augurarsi.

In questi giorni ero nervoso… anche per questo.

Sarò tanto “un bravo ragazzo” ma mi sento tanto pieno di difetti che non riesco a controllare. E così, oltre a combattere con loro, combattevo anche con la depressione che il mettermi a confronto mi portava.

E’ difficile accettarsi… e accettare pure che il mondo esterno (e magari quella parte “di mondo” che meno sopporti) possa anche “passarsela meglio”.

Fa male.

Adesso tutto questo mi sembra un nuovo passo nel “cammino” che da tempo sto facendo.

Non lasciare che sia l’orgoglio a “perdonare”, ma far si che sia il perdono a dire all’orgoglio come comportarsi.

E’ solo in quel momento che mi troverò “un gradino più in sopra” e… la canzone di Al Bano avrà un po’ più senso anche dentro me.

Non sarò mai un Re, ma senza dubbio potrò dire di essermi impegnato a perdonare senza aspettare delle scuse.

Sogni d’oro,

Emanuele

Come far scomparire la barra dai blog su Blogger e Splinder.

Scritto il 27 marzo 2007 alle 1:44

Non so quanto sia “politically correct”, ma, tramite CSS è possibile far scomparire la barra che capeggia sulle piattaforme di blog gratuite.

Ho voluto provare, giusto per curiosità con due piattaforme. La prima è Blogger, “figlia” acquisita di Google e sempre più dipendente dalla madre, la seconda è Splinder… da pochi mesi sotto il controllo di Dada.

Ho controllato nei disclaimer di Blogger e Splinder e non sembra esser vietato esplicitamente, dunque non si rischia nulla.

La modifica da apportare al template è semplicissima.

A) Blog su Blogger:

Andate su Modello -> Modifica HTML ed inserite all’interno dell’editor dopo
[cc lang="html"]

[/cc]

il seguente codice: [cc lang="css"]
#navbar-iframe {
height: 0px;
visibility: hidden;
display: none;
}[/cc]
B) Blog su Splinder:

Andate su Blog -> Template -> Aggiorna ed inserite nell\\’editor, dopo
[cc lang="html"]

[/cc]

il seguente codice:
[cc lang="css"]div.topbar {
height: 0px;
visibility: hidden;
display: none;
}[/cc]Sono certo che, con opportune modifiche, sia possibile far scomparire la barra anche dalle altre piattaforme gratuite.

Ciao,

P|xeL

Viva la Foca e che Dio la benedoca…

Scritto il 26 marzo 2007 alle 16:32

La Lega Anti Vivisezione è scesa in piazza per salvarla.

Però… porcellini 8), non sto parlando d’altro che… dei cuccioli di foca.

So che la caccia e la vivisezione sono due cose diverse ma, personalmente, sono contrario ad entrambe.

La prima perché mi sembra uno sport letteralmente disumano. E’ vero che l’uomo è un carnivoro ed è un predatore, ma è giusto rispettare le altre specie. Non sono un giocattolo.

Il ciclo naturale vuole che i carnivori si cibino di carni ma non per questo devono/possono abusare della selvaggina presente.

Tra l’altro, le attuali armi in possesso dei cacciatori, rendono questa “lotta” totalmente impari. I poveri animali non hanno modo di difendersi.

Riguardo la vivisezione invece, vi invito a leggere una volta tanto, un post di Beppe Grillo. Non sembra che questo tipo di ricerca stia dando i risultati immaginati ed esistono già valide alternative.

Perché non fermarsi e pensarci un po’ su, invece di continuare su questa ignobile strada? Come al solito, ci sono troppi interessi economici dietro?

Emanuele

Beata gioventù

Scritto il 26 marzo 2007 alle 12:22

Ieri era la Giornata Mondiale della Gioventù Diocesana e gli scout non sono mancati all’evento (o meglio, il nostro reparto non è mancato all’evento, il resto della zona se n’è praticamente fregato…).

Sono tornato stanco morto (nel weekend abbiamo anche fatto un pernottamento con i ragazzi dell’alta-squadriglia…) e stamattina mi sono divertito a guardare i blog di un paio di ragazzi/e scout.

Non li seguo costantemente e non li commento mai (è giusto mantenere, nonostante l’affetto e l’amicizia, la corretta distanza tra capo e ragazzo) ma, una ragazza (si dice il peccato ma non il peccatore), mi ha fatto sorridere con una frase del suo blog.

NEW ENTRY!!!in classifica è entrato anke salvo(csq sciacalli 23)….abbiamo un kasino di kose in komune…(x es su 4 kanzoni ke mi ha mandato…ne konoscevo già 3)….i cartoni in partikolare sono la nostra forza…

Si riferiva, in un post che elencava la sua “cerchia di amicizie”, ad un ragazzo scout di un altro gruppo.

Oltre al fatto che, in questi blog, solitamente un post ogni due ha questo fine, mi ha fatto sorridere la facilità con cui si possa finire dentro “il cuore di qualcun’altro/a” a quell’età (13-14 anni).

Basta qualche battutina, un paio di canzoni… e già, “abbiamo un kasino di cose in comune”.

La moderazione, l’equilibrio, l’attenzione, la misura, non sono fattori tipici di quell’età. Basta un pizzicotto per far partire un uragano.

Le amicizie “forti” vanno e vengono. Le “migliori amiche” appaiono e scompaiono. I “ti amerò per sempre” durano anche pochi giorni (però era amore vero ed è una tragedia da comunicare alla migliore amica).

Se un bambino a 2 anni è alla scoperta del mondo e strilla per ogni piccolezza, a 13-14 è alla scoperta dei rapporti umani e, allo stesso modo, grida al miracolo per ogni nuovo… confronto.

Emanuele

Mister Nessuno.

Scritto il 24 marzo 2007 alle 1:56

Quando iniziammo il pellegrinaggio, pensai di avere realizzato uno dei più grandi sogni della mia gioventù. Per me, tu eri lo stregone Don Juan, e io rivivevo la saga di Castañeda in cerca dello Straordinario.
Ma tu hai resistito arduamente a tutti i miei tentativi di trasformarti in eroe. Ciò ha reso molto difficile il nostro rapporto, finché ho capito che lo Straordinario risiede nel Cammino delle Persone Comuni. E oggi questa comprensione è quanto possiedo di più prezioso nella vita: mi permette di fare qualsiasi cosa, e mi accompagnerà per sempre.

Tratto da: Il Cammino di Santiago di Paulo Coelho

Inizia così il “Cammino di Santiago”, il primo romanzo scritto da Coelho.

Ho inizato a leggerlo solo da qualche giorno… e già, è stato sufficiente per toccarmi dentro. Chissà quante altre volte ci riuscirà.

In questi giorni sono un po’ nervoso, rispondo spesso anche male senza apparente motivo. Chi mi conosce, sa che non è da me.

Eppure, come avrete già visto nei post precedenti, sono un po’ nervoso. Sono tornati alla mia mente tanti “mostri del passato” e mi stanno facendo nuovamente male.

Leggere è una via di fuga ma è anche un’ancora. E così, quelle parole per ora le sento mie.

Non sarò niente di speciale, ma forse… è proprio perché, essere particolarmente baciati dalla fortuna, probabilmente, sarebbe una via per vivere la vita troppo semplice, troppo vuota.

Il vero cammino, coraggioso, lo fanno solo le persone comuni. Quelle che ogni giorno si alzano perché non hanno nessuno da comandare, ma, piuttosto, hanno tanti pensieri da risolvere.

E poi, c’è da ricordarsi sempre che Dio non lascia nulla al caso. Le croci più grandi, le portano sempre le persone più forti.

Emanuele

Argh argh argh argh argh.

Scritto il 23 marzo 2007 alle 1:31

…vado a letto, ma è proprio il caso di dirlo.

E che cazzo!

Dormite bene,

Emanuele