La linea della fatica…

Da secoli l’uomo cerca di predire il suo futuro cercandolo nei fondi delle tazzine, nella posizione delle stelle o nelle carte uscite…
Io oggi, ho trovato la linea della fatica sotto il mio piede e… la vedo lunghissima.
Dopo due giorni di intenso lavoro, la prima stanza è finita, ed io con lei.
Emanuele
PS: la foto è stata scattata “a tradimento” da mia sorella durante il collasso finale…
PPS: chi scopre i colori della stanza vince un rullo da imbianchino. :)
10 commenti - Partecipa alla conversazione sotto »
MAMMA MIA…ma di chi è il piede e perchè è così???
Commento scritto da Mavero il 9 luglio 2007 alle 08:00
Posso giocare anche io, o non vale?
Dai.. che il rullo da imbanchino è un premio ghiottissimo!!
Commento scritto da Neve il 9 luglio 2007 alle 08:54
Ma mettere le scarpe per dipingere…no?
Commento scritto da Peppe il 9 luglio 2007 alle 12:42
giallo ?
Commento scritto da wolly (paolo Valenti) il 9 luglio 2007 alle 22:35
Peppe… e perché mai?
Sinceramente non volevo rovinare nulla… tanto il ducotone va via facilmente dalla pelle…
Wolly… no… e per precisione, segnalo che la parete che si vede sullo sfondo non è della stanza appena dipinta…
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele (aka P|xeL) il 10 luglio 2007 alle 01:27
Verde?
Commento scritto da Dragonite il 10 luglio 2007 alle 12:18
Uhm Dragonite… la stanza è stata dipinta in bianco con alcuni muri verdi (stupenda!
). Hai dimenticato un colore, ti accontenti del rullo senza il manico? O preferisci ricevere solo il manico?!
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele (aka P|xeL) il 11 luglio 2007 alle 00:05
quando dipinsi casa ero anch’io nelle tue stesse condizioni.
Solo che tenevo le scarpe che mi faceva schifo andare scalzo in quella topaia :)
Però a lavoro fatto ammirare la mia opera è stato bellissimo (dopo due secondi ero stremato che ronfavo).
Commento scritto da claudio il 11 luglio 2007 alle 11:59
No invece io trovavo divertente riempirmi di ducotone… anche perché *fortunatamente* va via subito.
L’unica cosa che non mi son fatto mancare, per sentirmi professionista, è stata la barchetta fatta con un foglio di giornale sulla testa…
Ciao,
Emanuele
Commento scritto da Emanuele (aka P|xeL) il 11 luglio 2007 alle 17:28
[...] scorso, mi son ritrovato così [...]
Commento scritto da Non c’è due senza tre… vero?! :-S - …time is what you make of it… il 29 agosto 2008 alle 23:31