Archivio di novembre 2006

MacBook o non MacBook.

Scritto il 30 novembre 2006 alle 23:18

Sono alcune settimane che sto riflettendo sulla possibilità di prendere un MacBook da 13 pollici a rate. La comodità di avere un portatile (tra l’altro compattissimo) sarebbe innegabile.

Ho letto che domani, e solo per domani, la Apple farà degli sconti su tutti i suoi prodotti.

Guardando il sito australiano (che con il fuso orario è avanti a noi), lo sconto sembra essere intorno ai 170 euro. Manca meno di un’ora e scoprirò se anche in Italia sarà applicato lo stesso sconto.

In ogni caso… mi stanno fremendo le mani. Da un lato mi rendo conto che in informatica i prezzi vanno solamente a scendere, dall’altro però penso che potrebbe anche trattarsi di una bella occasione per questo periodo.

Spero di avere tanto da fare domani… così non rischierò di prendere troppo sul serio certi pensieri malsani. :-P

…che fare?!

P|xeL

Aggiornamento del 01 Dicembre 2006 ore 2:37: lo sconto applicato in Italia per i MacBook è pari a 101 euro (iva inclusa). Sigh… meglio andare a dormire e riflettere bene.
Ehm… qualcuno ha qualche spicciolo…? :wink:

Parole nel silenzio.

Scritto il 30 novembre 2006 alle 2:08

E se tu vuoi veramente sapere del mio valore, sappi che è nel fatto che ho nel cuore più di quanto non abbia sulla lingua, e ho nel desiderio più di quanto non stringa nelle mani.

Kahlil Gibran

Mi capita spesso di non trovare le parole, al volo, per esprimere qualcosa. Molto spesso rispondo “aspetta, sto pensando”. E in quel momento… non riesco neanche più a riflettere bene. Penso piuttosto al fatto che “devo sbrigarmi per dire qualcosa”.

Vi capita mai questa sensazione?

Di una cosa però sono certo… nei miei silenzi non sono fermo. Sono, piuttosto, i momenti che dovete temere di più. Riflettere mi fortifica.

Emanuele

Siamo tutti a scuola guida.

Scritto il 29 novembre 2006 alle 2:19

VolanteStasera avevo “la solita riunione scout” che… tanto solita non è stata. Non è stata normale perché abbiamo parlato e ci siamo ascoltati tanto. Non abbiamo parlato di scoutismo ma… abbiamo fatto scoutismo probabilmente: siamo stati una Comunità.

Mi è piaciuta una frase che significa molto per me in questo periodo della mia vita…

Perché sono stati inventati i volanti? Sono stati inventati per un semplice motivo: le strade non sempre sono dritte.

Nella vita ci saranno sempre i momenti difficili… e sarebbe assurdo se non esistessero ma, la cosa più bella dei litigi è effettivamente solo una: la possibilità di fare pace dopo.

Abbiamo il nostro volante in mano… e sappiamo che la vita è una strada piena di curve.

Non illudiamoci dunque che, appena ci sono curve, la strada sia sbagliata; ricordiamoci piuttosto che tutte le strade hanno le curve.
E’ difficile ricordarsi questo molto spesso… qualcuno diceva che persino tra gli angeli ci sono parole… perché dobbiamo pretendere che non ci siano diverbi tra noi uomini? C’è tanta gente che questo lo dimentica. Molte altre persone invece… sanno credere che sia così finché tutto va bene. Perché?
E’ la vita ad esser piena di curve. Perché l’uomo riesce ad accettarla solo dritta? Perché non nasce convinto che dovrà affrontare tante difficoltà, così ogni momento dritto sarà un momento goduto il doppio?
Accettiamola… e non dimentichiamoci mai che ogni curva prima o poi viene percorsa tutta fino a finire…

Sogni d’oro,

Emanuele

Alla ricerca…

Scritto il 28 novembre 2006 alle 19:05

Margherite“La tua opera, Johannes… prima di scriverla dovresti viverla.”
“E’ vero”, disse Johannes. “Non ci avevo mai pensato. Non avevo nemmeno pensato che vivere potesse essere utile.”
“Eppure io so come rendere interessante la tua vita”.
“Ah sì? E come?”
“Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto.”
“E dov’è, questa parte di sogno?”
“Un po’ dovunque nel mondo. Ma soprattutto dentro di te!”

(Tratto da: Il violino nero di Maxence Fermine)

Cellulare: quando cambiarlo?

Scritto il 28 novembre 2006 alle 1:22

Siemens M35iIl principio era lui.
Era l’autunno del 2000 e si chiamava Siemens M35i. Mi costò “499 mila lire” insieme ad una scheda Wind (il mio primo numero…).

Poche cose da dire. Fu il primo antagonista del famosissimo 3210, grazie alla sua antenna integrata ed alla dimensione molto contenuta. Il peso non era da primo della classe. Con i suoi 125 grammi in tasca si faceva sentire. C’è da dire però che questo modello voleva essere “sportivo” e così, era impermeabilizzato in maniera certosina. Il guscio poi, durante il periodo di convivenza con le mie manacce, mi dimostrò che preferiva ammaccarsi che spaccarsi. Una vera auto d’epoca.
Era dualband (e quindi era possibile usarlo con la neonata Wind…). Aveva la possibilità di memorizzare il doppio degli sms rispetto al suo concorrente: 20.

Aveva un giochino 3D invece di Snake (non era granché come intrattenimento ma l’effetto del labirinto 3D era letteralmente sconvolgente all’epoca).

Il menu aveva le icone animate e c’erano persino tre “stupende” animazioni per l’accensione. Peccato per “l’impianto d’illuminazione”, consumava come un dannato… e così lo tenni per anni disattivato.

La vera chicca però risiedeva nel wap: ricordate scrokko.com? Regalava agli iscritti 15 minuti di wap gratis al giorno… il che mi permise di creare la mia prima pagina wap. Non ricordo più l’url sfortunatamente, ma ricordo che salvai alcuni testi delle mie canzoni preferite… “nella remota ipotesi che avessi volute leggerli fuori casa”. Era divertente comunque. Mi sedevo sul letto, e controllavo se c’era posta. Era ovviamente il periodo pre-adsl in Italia.

Il Siemens durò purtroppo 3 anni e alcuni mesi. C’è da dire però che gli ultimi mesi furono una bella avventura… camminavo con due batterie, ma sembravano non bastargli più. Il software era convinto che fossero sempre scariche. Il ti-ti-ti-ti-ti-ti-ti che mi avvertiva di essere scarico (per tre volte prima di spegnersi) l’ho ancora nella testa.

Forse, è l’ultimo suono che ha gridato prima di morire.

Poi, per “280 euro”, arrivò lui. Il Nokia 3650. Figlio dell’evoluzione.Nokia 3650 Non era un cellulare. Rispetto a quello di prima era una vera macchina da guerra. Poteva comunicare con altri cellulari (bluetooth ed infrarossi erano le sue braccia verso il mondo). Lo schermo era a colori… e potevi guardarci persino i video.

Potevi fare foto e poi giocarci sopra con il quindici. Ti dimenticavi persino di quanti sms avevi. La memoria espandibile tramite memory card nei giorni migliori arrivò a salvare oltre un migliaio di sms. Era divertente non cancellarli. Era stupendo poterli salvare poi sul computer.

Non potevi lasciarlo in tasca senza far niente. Con due auricolari era l’ottimo compagno in bicicletta: aveva un lettore mp3. Non era stereo, ma era già abbastanza.

Le sue suonerie? Polifoniche? No, di più. Poteva usare gli mp3 per farsi sentire. Rispetto al suo predecessore era davvero un nuovo mondo.

Sembrava quasi il passaggio dal cinema muto e in bianco e nero a quello a colori e dolby surround.

Le dimensioni non erano molto contenute, il peso però eguagliava il cellulare precedente e così, la mia tasca seppe sopportarlo.

Aveva il supporto Java e così potei giocare a Prince of Persia dopo aver passato l’infanzia a combattere per salvare la principessa… entro la fatidica ora di tempo.
La possibilità di installare applicazioni mi faceva pensare che un giorno il computer di casa sarebbe divenuto inutile. Effettivamente non si sbagliava… i tempi stanno cambiando.

La scorsa settimana però, anche lui è quasi morto. E’ “ricoverato” al Nokia Point da 5 giorni ormai e ci rimarrà per altri due almeno. Forse con un “ticket” (malasanità?!) di 25 euro dovrebbe formattarsi da zero e riprendersi.

E se non dovesse farcela? La spedizione alla Nokia verrebbe 80 euro. No… sarebbe arrivata pure per lui l’ora dell’addio.

Che fare però?

Ho visto un po’ di cellulari in giro… ma la sensazione che ho provato è questa. In tre anni l’evoluzione è calata drasticamente.

Ho valutato il Nokia E60 e l’N70 (essì, ormai senza Symbian non so vivere). Il primo è a colori, memoria interna maggiore e sistema operativo aggiornato. Perdo la fotocamera ma ho la connessione wi-fi verso il mondo.

Il secondo perde la connessione ad infrarossi rispetto al 3650 ma mi “regala” il software aggiornato, una maggiore memoria ed una fotocamera migliorata.

Entrambi sono UMTS ma solo il secondo permette la videochiamata.

Ma in sostanza, che ci guadagno? Mi sembra che il “salto generazionale” non sia più così marcato. C’è tanta fuffa e poca sostanza nuova. L’aggiornamento del supporto java da midp1.1 a midp2.0? Forse, per via dell’università, è quella la cosa che mi interessa di più.

Non parlatemi dei mpixel in più o della lucina simil-flash (a chi vogliamo prendere in giro).

Siamo nel 2007, e tutto quel che sono riusciti a fare è potenziare qualcosa che esisteva già 3 anni fa.

Mi sembra quasi un peccato dover cambiare cellulare in definitiva… non sentirò più la magia delle “mille funzioni ultra-futuristiche” che 3 anni fa mi fecero letteralmente sbavare per il 3650.

Sigh…

P|xeL

Aggiornamento del 30 Novembre 2006 ore 00:12: come ho scritto nel commento sotto oggi è successo “il miracolo”. Il Nokia Point mi ha restituito il cellulare! Fortunatamente s’è trattato di un problema software (leggasi “s’era impallato tutto”). Hanno aggiornato il firmware all’ultima versione Il cellulare aveva già l’ultima versione del firmware e così è rimasto lo stesso (da vero geek è stata la prima cosa che ho controllato dopo averlo acceso) ed ho dovuto spendere *solamente* 25 euro (nella felicità mi rendo comunque conto che il lavoro fatto vale molto meno…). Bene così, adesso mi dedicherò a rimetterlo in marcia (ripromettendomi di effettuare dei backup più frequenti…), sperando che non mi faccia più certi scherzi: deve vivere almeno un altro annetto;-)

Ripristinare cartella “Da leggere” Outlook 2003

Scritto il 26 novembre 2006 alle 23:23

Ogni tanto capita che *qualcuno* :wink: metta le mani sul mio computer e… inizi a girovagare. Girovagando però… capita anche che crei casini.

Questa volta, il diavoletto della Tasmania aveva cancellato la cartella virtuale “Da Leggere” presente in Outlook 2003.

Come funziona questa cartella? Una delle cose più belle di Outlook 2003 (che effettivamente non mi fanno tutt’ora passare ad un client opensource) sono le cartelle virtuali. Gli elementi che vengono inseriti in tali cartelle rispecchiano particolari condizioni. Non sono dei veri e propri filtri, o meglio, sono dei filtri evoluti. Nei client tradizionali (Outlook Express ad esempio) un elemento “filtrato” viene spostato/copiato fisicamente verso una cartella predefinita.

Cartelle virtuali Outlook 2003I filtri “avanzati” di Outlook 2003 creano invece un semplice riferimento all’elemento, senza spostarlo dalla sua sede. Posso così, creare dei filtri per raggruppare tutte le e-mail con un oggetto X (o provenienti da un mittente particolare) in due distinte cartelle senza però doverle visitare entrambe per controllare gli elementi da leggere. Una cosa stupenda per chi come me, si ritrova a gestire oltre 20 account di posta. Le e-mail vengono setacciate e ordinate in diverse cartelle, ma posso rapidamente controllare tutte quelle da leggere (o tutte quelle di grandi dimensioni, etc…).

La cartella “Da leggere” è stata eliminata, come la ripristino? Dunque… effettivamente in questo l’help del programma non ci viene molto in aiuto (e neanche la Knowledge Base di Microsoft): le informazioni sembrano essere molto vaghe e poco utili a risolvere il problema. Girando sul gruppo microsoft.public.outlook.general, però, ho trovato un comando utile a risolvere il problema. Si tratta di /resetnavpane.

Come uso /resetnavpane? Per ripristinare la cartella “Da leggere” in Outlook 2003 è sufficiente chiudere il programma e da Start – Esegui digitare la seguente stringa: outlook.exe /resetnavpane. Si aprirà il client di posta con le barre di navigazione ripristinate. A questo punto tutto è risolto e si potrà tornare a godere della funzionalità persa.

Tips: esistono anche altri comandi utili a gestire Outlook 2003. Se siete interessati, fate un salto qui.

Ciao,

P|xeL

Un solo amore.

Scritto il 26 novembre 2006 alle 20:27

Stasera il sacerdote durante l’omelia ha parlato dell’amore. E a proposito di questo ha detto che, Gesù amava Pilato. Lo amava nonostante lo avesse lasciato condannare. Lo amava nonostante la corona di spine, la croce, le fustigazioni e le derisioni.

Gesù ci ha lasciato un esempio tangibile di amore. Un amore che non smetteva neanche quando “i prepotenti” si divertivano a fare di lui ciò che volevano.

L’omelia è andata avanti parlando proprio di questo. Della capacità d’amore incondizionato. Un amore a cui ogni marito e ogni moglie, diceva, si dovrebbero attenere.

Era forte con le parole, ma anche con i gesti. Imitava infatti l’essere messi in croce per Amore… anche quando ci mettono i piedi in testa.

Siamo capaci di fare ciò? Di accettare le richieste, seppur assurde, di qualcun altro?

Saremmo in grado di farci mettere in croce?

Emanuele

Perché non torniamo alle origini?

Scritto il 26 novembre 2006 alle 15:39

“…ci crederesti che ora da grande, son più bambino di quand’ero all’asilo…”