Parole al vento.
Scritto il 28 settembre 2006 alle 7:17Mi sembra di parlare al vento… ogni parola che dico, non ha riscontro nella realtà.
O forse, sto rendendo il vento, autocosciente ed un pizzico più maturo.
Chissà.
Riparto…
Emanuele
Mi sembra di parlare al vento… ogni parola che dico, non ha riscontro nella realtà.
O forse, sto rendendo il vento, autocosciente ed un pizzico più maturo.
Chissà.
Riparto…
Emanuele
Ho compilato la scheda per il CFM (Campo di Formazione Metodologica) scout, dovrei partire a fine Ottobre… si spera nel Lazio.
Volevo anche scrivere una e-mail oggi… ma forse è meglio che mi sia fermato. Le cose devono andare secondo natura… non devo dire più nulla io.
Oggi riflettevo che… la vera paura dell’uomo in fondo, è quella di ritrovarsi solo.
E non so però, se sia dovuto ad una sua necessità a livello genetico/evolutivo che lo porta ad essere un animale da compagnia, oppure… se sia frutto della paura di… guardare dentro di sé.
Si ha bisogno di stare impegnati, di parlare, di comunicare… viene difficile, soprattutto ai più piccoli, cercare se stessi. Stare con se stessi e… parlare con se stessi.
Certo, farebbe impressione per primo a me un bambino che ha voglia di fare “introspezione” (letteralmente, dal De Mauro: “metodo di analisi della vita psichica consistente nell’osservazione e nell’analisi dei propri contenuti psichici, compiuta dal soggetto stesso e assunta come metodo di conoscenza“), ma… penso che crescendo, sia anche giusto saper valutare se stessi per… trovare il proprio equilibrio.
Quanti di voi si fermano, di tanto in tanto, per dedicarsi alla conoscenza del proprio “Io”? E non immagino posizioni Yoga (“Yoga indica l’insieme delle tecniche che consentono il congiungimento del corpo, della mente e dell’anima con Dio“) e neanche settimane di digiuni e ritiri, rinchiusi magari in una stanza asettica. Immagino solamente il saper parlare con se stessi, quando necessario.
Un mio metodo per farlo è ad esempio leggere la Bibbia… oppure, ritrovarmi a scrivere qui, su questo blog. Ogni parola è ponderata… ogni frase esce fuori da un ragionamento… ed è un modo, oltre che per sfogarmi, utile a me stesso per capire meglio me stesso. Mi posso rileggere, e rileggendo, capisco se ciò che ho scritto è… ciò che penso.
Aiuta anche la capacità di analizzare le cose dal “di fuori”, cercando di cambiare punto di vista. Una delle cose più frequenti che mi capitava di sentire al corso di cresima, era proprio questo… quando dovevamo analizzare un messaggio del Signore (attraverso la Bibbia), dovevamo imparare a… smetter di pensare secondo i nostri canoni. Era difficilissimo… ed era stupendo scoprire quanto differente poteva essere un messaggio rispetto a quello che ci si immaginava.
Si distruggevano certe convinzioni, ne apparivano magicamente altre.
Sono sicuro che la “consapevolezza di sé” dipende esclusivamente da quanto noi vogliamo conoscerci… perchè in fondo, quando lo facciamo, riusciamo ad essere sinceri… non possiamo mentire a noi stessi se proviamo ad interrogarci.
E adesso… chiudete pure questa finestra e… interrogatevi.
Emanuele
Cosa sono i nostri problemi, se confrontati con questi?
Siamo la mamma e il papà di Gaia, questa bellissima bimba di 4 mesi, affetta da una gravissima malformazione cardiaca e in attesa da più di 2 mesi di un trapianto di cuore.
La nostra piccola è ricoverata dalla nascita presso L’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, nel reparto di Terapia Intensiva Cardiochirurgica, dove è tenuta in vita grazie alle cure farmacologiche ed al respiratore artificiale. Le sue condizioni, però, tendono a peggiorare, man mano che i farmaci che aiutano il suo cuore a contrarsi perdono di efficacia, e l’unica speranza di vita per nostra figlia è rappresentata dal trapianto.
Purtroppo, nonostante la nostra piccola sia in lista per un trapianto di cuore -con priorità assoluta- da più di due mesi, ad oggi non si è ancora trovato alcun donatore, anche se, a causa della sua malformazione cardiaca potrebbe ricevere un cuore anche da un donatore un po’ più grande di lei. In base alle statistiche, infatti, le donazioni d’organi sotto l’anno di età non sono frequenti.
Tratto da: ilcuoredigaia.it
Gaia significa allegra. Spero che un giorno, anche questa bambina, e con essa i suoi genitori, possano esserlo.
Datele una mano (o meglio, un cuore), se potete. Se non potete, parlatene… e ricordatela almeno nelle vostre preghiere.
Emanuele
In questi giorni, una frase mi ha fatto riflettere. E’ stata detta, da un “grande” sacerdote siciliano… che, parlando di scelte, ha concluso così…: “le decisioni mature sono quelle che si prendono senza avere alternative”.
E’ così che… oggi io ho preso una decisione. Una di quelle che in fondo, può cambiarmi la vita…
La porterò avanti nei prossimi giorni, e non so ancora come andrà… so solo che, per scegliere, bisogna mettersi su un monte… in alto, a pensare. Non si può rimanere accanto alle “scelte” per rendersi conto se è davvero ciò che si vuole.
Ho rimesso la mia canzone perchè ho bisogno di un pò di spensieratezza… l’ho rimessa in loop, ad alto volume… perchè è comunque una bella decisione.
Non so ancora come finirà… so solo che ho bisogno, per primo, di riflettere… per bene.
Devo capire ciò che voglio… ciò che reputo più giusto in questo periodo, dopo tutto ciò che ho vissuto.
Io so che in questo momento, le mie alternative non sono tante… (differentemente da quanto cerco di far credere forse…), ma… è giusto che sia così. Non devo avere alternative. Voglio esser solo.
Ho allontanato anche chi in fondo, potevo riavere.
Devo scegliere una strada, devo scegliere quella che porta più in alto.
Emanuele
PS: “…Un falco volava nel cielo al mattino… e verso il sole mi indicava il cammino, un falco che un giorno era stato colpito… ma non era morto, era solo ferito… [...] e quando fui pronto per l’ultimo sonno, partii per un viaggio senza fare ritorno…”.
Lo sapevo io… lo sapevo. In questo periodo… una canzone mi ha fatto sognare…
Una canzone più di tutte… mi sapeva di estate… di sere in libertà… di spensieratezza sotto le stelle…
Mi sono ritrovato a cantare questa canzone in macchina, ad alto volume, con un braccio fuori il finestrino che combatteva contro il vento e la mano che… ballava con le differenti correnti.
Finalmente ho scoperto chi la canta… si tratta di Julieta Venegas: l’ennesima “messicana” finita in Top 10 in Italia in queste settimane.
Effettivamente però… non solo la sua musica esprimeva questa libertà… il testo (intraducibile ad orecchio), non è tanto diverso… e così, eccolo qui.
Visto che non hai saputo capire il mio cuore
e quello che c’era in lui
visto che non hai avuto la capacità
di vedere chi sonovisto che non ascolti tutto ciò
che ti sta vicino
ascolti solo il rumore che c’è fuori
ed io, che sto da parte
sparisco per tenon piangerò nè dirò che
non merito questo,
perchè probabilmente lo merito
ma non lo voglio, per questo…me ne vado, che peccato, ma addio
ti saluto e me ne vado,
che peccato, ma addio
ti salutoperchè so, che mi aspetta qualcosa di meglio
qualcuno che sappia darmi amore,
quello che può addolcire anche il sale
e che fa in modo che sorga il soleio pensavo che mai me ne sarei andata via da te,
che era amore vero, durato per tutta la vita
però oggi ho capito, che non è
sufficiente per noi duenon piangerò nè dirò che
non merito questo,
perchè probabilmente lo merito
ma non lo voglio, per questo…me ne vado, che peccato, ma addio
ti saluto e me ne vado,
che peccato, ma addio
ti saluto…Julieta Venegas – Me Voy
Forse è così che andrà… intanto, mentre scrivo, ascolto questa canzone in loop… e mi rimetto a sognare un pò… per conto mio.
Emanuele
“Più si è, più la cazzata viene grossa.”
Emanuele
PS: autore non ignoto.
Forse ci vuole anche meno… in ogni caso, stasera, al compleanno di Peppe, ho visto un libro di cui mi sono “innamorato”. Si intitola: “Come diventare un buddha in 5 settimane“. L’ho sfogliato un pò… e nonostante possa sembrare banale, in fondo, dice tante cose interessanti.
Voglio leggerlo, se non me lo presta… lo vado a comprare, forse in libreria costa anche meno di 10 euro.
La mia “massima” di oggi? Beh, mi sono accorto che… non so stare su due scarpe diverse e provare a camminare.
Vado a nanna… è meglio.
Emanuele
Oggi è una giornata uggiosa. E’ quasi l’ora di pranzo ma… sotto i portici del mio palazzo, il sensore crepuscolare ha deciso di accendere le luci.
Qualche giorno fa è entrato l’autunno, ed oggi, sembra esserci la prima vera giornata autunnale.
Non c’è ancora freddo ma… piove leggermente.
E’ arrivato così il momento di rimontare il paravento sulla mia adorata Vespa.
Non mi bastava montarlo però… precisino come sono, mi sono ritrovato con tutto il paravento smontato (non solo i supporti) perchè la curva della plastica doveva essere millimetricamente centrata rispetto al faro. E così… dopo mezz’ora, il capolavoro è avvenuto.
Si ritorna in stile “invernale”… sperando che la pioggia sia clemente, visto che, in città, rimane senza dubbio il mezzo più comodo: da quando è arrivata, a Febbraio, ha percorso quasi 1000 chilometri al mese.
Emanuele
PS: qualcuno sa dirmi quanto olio dovrebbe consumare? E’ normale che in circa 5000 km si sia bevuta 3 litri d’olio? Non c’è alcuna perdita… ma non vorrei che questo consumo sia anomalo.