Archivio di dicembre 2005

L’ultimo del 2005

Scritto il 31 dicembre 2005 alle 15:32

E’ arrivato. Domani saremo tutti nel nuovo anno. Da domani si riparte…
Il 31 Dicembre però, sta praticamente volando. Mi sono svegliato alle 12 e 30 (finalmente un pò di riposo, anche se mi sento un pò indolenzito…) ed è già pomeriggio…
Devo ancora pranzare, poi scendo e vado a comprare un paio di cose prima di salire a casa di Antonella…
Spero di divertirmi stasera… in ogni caso, avrò la mia pulcina accanto… e questo è già sufficiente a rendermi felice.

Ripensando ai 364 giorni precedenti invece… credo di poter dire che il 2005 è stato un anno pieno di tantissime belle esperienze e molto positivo per la mia crescita. Il cammino di Santiago… il mio ingresso in Comunità Capi… ma anche i miei 30 all’università… i miei 2 anni con la mia pulcina… tante cose molto emozionanti. L’ultima emozione ieri mattina…: la mia prima “promessa”. Se circa 10 anni fa ero io a chiedere “con l’aiuto di Dio, prometto sul mio onore di fare del mio meglio: per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza, per osservare la legge Scout”, adesso era un bambino proveniente dal Branco a chiederlo davanti a me… con la sua mano nella mia. Probabilmente ero più emozionato io che lui (un bambino con una grandissima faccia tosta :-P ).

Sta finendo così il 2005… con una grande emozione da ricordare… con la speranza che possano ripetersi l’anno futuro e con l’augurio da parte mia che possa essere un anno ricco per tutti.

Emanuele

Confuso d’amore.

Scritto il 30 dicembre 2005 alle 21:06

Love her always

“L’amore è quando si è rotta la bicicletta e ti fermi ad aggiustare la gomma a pulirla per mettere una toppa rossa e mentre la stai gonfiando arriva una bambina e non riesci più a gonfiare la gomma e ti metti a parlare con lei di una trasmissione dove non ti ricordi più la trasmissione ma gli occhi della bambina sono belli e non riesci più a grattare bene lo sporco attorno a dove c’è il buco della ruota della bici…”.
“Amore mio infinito” di Aldo Nove.

Due occhi stanchi ma felici.

Scritto il 30 dicembre 2005 alle 20:54

Sono appena tornato dal mio primo campo invernale da capo (che parolona…) ed è stata una bellissima esperienza. Non che fosse un qualcosa di sconosciuto per me la vita scout o potesse succedermi chissà cosa… però, adesso, al ritorno, seduto nella mia stanza a riflettere un pò… mi sono reso conto che… “wow, è il mio primo campo vero e proprio da capo”.
Nei giorni precedenti non ci avevo pensato… e anzi, durante il campo non avevo proprio avuto tempo. L’anno di tirocinio andrà avanti e credo di avere ancora tanto da imparare… però, posso ritenermi soddisfatto di questo primo passo.
I ragazzi, l’organizzazione delle attività… la sveglia presto la mattina perchè “o tu, o nessuno”… sono cose che in fondo ti gratificano, ti fanno capire quanto sei utile per tanti… per tanti ragazzi.
I momenti di riflessione e le discussioni a quattro occhi con le “teste calde”, tutte cose che in fondo, avevo vissuto in prima persona io da piccolino… e adesso, dall’altro lato, faceva proprio uno strano effetto. Trovare le parole giuste, calibrarle e metterle al posto corretto della frase… organizzare il discorso in modo da ragiungere il fine prefissato… tutto va fatto con attenzione, i ragazzi sono pronti, per natura, ad ingrandire ogni nostra piccola mancanza.
Devo dire che comunque, tutto è filato sempre liscio grazie all’esperienza del resto dello staff che mi è stato da vero esempio… ho cercato di fare attenzione a tantissimi particolari, forse un numero incalcolabile. Gesti, azioni, risposte, pensieri… volevo che finisse tutto nel mio bagaglio personale.
Penso che in fin dei conti, nonostante qualche piccolo *problemuccio*, tutto sia filato liscio… senza dubbio con i ragazzi, che hanno reagito alle attività e proposte in modo positivo. Ed è questo che alla fine mi rende soddisfatto, che mi ripaga gli occhi stanchi… le nottate alle 3 (nonostante la sveglia inesorabile delle 7, per noi).
Sono stanco, ma felice.

L’unico pensiero inaspettato invece è arrivato da fuori… da un altro campo di reparto: la mia pulcina si è bruciata (è una polletta adesso?!) preparando delle candele colorate per una attività… non è piacevole nel bel mezzo delle attività sentire che è finita al pronto soccorso ed essere a centinaia di chilometri da lei… non poterla vedere ma doversi accontentare del telefono…
Per fortuna sembra che tutto si sia risolto per il meglio… nonostante le bende ed i cerottini.

Ok… basta, resoconto completato. Ho scritto tutto di getto… perchè è così che so scrivere. Ho aperto questa pagina ed iniziato a scrivere… a ripensare a questi giorni e far tornare tutto in mente, adesso però è meglio andare a cercare (grrr :-D ) la cena e prepararsi per dormire… visto che non appena tornato oggi sono *quasi* direttamente andato a trovare la mia pulcina invece di farmi una …meritata pinnichella.

Emanuele

E tra un pò si parte…

Scritto il 27 dicembre 2005 alle 1:17

Sono appena tornato da una giocata a carte a casa di Antonella… (la prima per quest’anno visto che abilmente, sono riuscito ad evitare tutte le giocate precedenti… :-P ), abbiamo anche organizzato la cena di capodanno… anche se non ho capito bene in definitiva ciò che si dovrà preparare… forse perchè a me interessa solo mangiare… :-P
Comunque, meno di 14 ore e si parte… a Mazara a gridare… giocare con i ragazzi del reparto.
Ho salutato la mia pulcina troppo di fretta questa sera… questa cosa mi farà sentire ancora di più la sua mancanza.
Basta, vado a letto che è già tardi… sogni d’oro,
Emanuele

Arrivano i driver a 64bit…

Scritto il 26 dicembre 2005 alle 2:04

Finalmente, dopo svariati mesi di attesa, sono disponibili (in versione beta) i driver della scheda tv installata nel mio pc. Penso sia arrivato il momento di provare Windows Xp a 64bit. Quasi sicuramente dopo capodanno formatterò (argh, l’avevo fatto meno di tre mesi fa) e… vediamo come va.
Adesso vado a nanna… si è fatto tardi…
P|xeL

Buon Natale a tutto il mondo.

Scritto il 25 dicembre 2005 alle 2:14

Sono appena tornato dalla messa di Natale… che sinceramente non mi è sembrata così lunga ed interminabile… 1 ora e mezza per una messa natalizia mi sembra il giusto compromesso. :-P
Mentre aspettavo la lunga coda delle confessioni… (ahi ahi quanti siamo… :-P ) però, ho visto una cosa che mi ha dato molto fastidio… quasi ribrezzo. La parrocchia che ospita il mio gruppo scout infatti è in una zona molto “in” di Palermo… e così, di gente ricca se ne vede parecchia (compresi giocatori ed allenatore del Palermo…) però, vedere un signore in cravatta, giacca e cappotto, che durante la Messa della notte di Natale sta a lavorare al palmare invece di seguire la Messa proprio non mi può scender giù.
C’è gente che va davvero a Messa solo per poter dire “ci sono stato”, giusto per avere la coscienza pulita davanti agli altri, ma soprattutto, con se stessi. O forse, preferiscono immergersi nel lavoro per evitare di riflettere un pò su loro stessi, sulla loro vita e la loro anima. Quel signore… era così assopito nel suo lavoro, tanto che i suoi due figli (fighettini da far paura) se la ridacchiavano anch’essi, mentre sua moglie (pellicciona e gioielli qui e li) cercava di ignorarlo e seguire.
E’ stata una scena che m’ha fatto davvero tanta impressione. Ero quasi tentato dal dirgli che se non era interessato poteva benissimo rimanere a casa: mi sentivo quasi preso per il culo.
Alla fine è arrivato il mio turno… mi sono confessato e sono andato via. Chissà se quel signore un giorno si renderà conto di come certi valori non siano mai entrati nella sua vita.

Ad ogni modo… voglio cogliere l’occasione per fare i miei auguri di Natale… con l’ennesima card in flash (evviva icq). Quest’anno però, si può interagire! :-)
Godetevela su…: http://dreamsworld.altervista.org/stuffs/card_19989_rs.swf, divertitevi a vedere le trasformazioni di questo Babbo Natale rimbalzante… :-)

Emanuele aka P|xeL

Auguri scomodi.

Scritto il 24 dicembre 2005 alle 14:30

Ho ricevuto una bella e-mail di auguri, che riporta una lettera di auguri di Don Tonino (vedi sotto).
Ecco la sua lettera…

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora , miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie , fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge “,e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio
dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

- Chi è Don Tonino Bello -

Nato ad Alessano (Lecce) il 18 marzo 1935, Antonio Bello rimarrà sempre, anche quando sarà Vescovo,”don Tonino”. Figlio di un maresciallo dei carabinieri e di una donna semplice e di grande Fede, trascorre l’infanzia in un paese ad economia agricola ed impoverito dall’emigrazione. Assiste alla Morte dei fratellastri e del padre. Ragazzino sveglio, finite le elementari, è mandato, per poter continuare gli studi, in seminario, prima ad Ugento poi a Molfetta.
Frequenterà l’ONARMO (opera nazionale assistenza religiosa e morale degli operai). L’8 dicembre 1957 è ordinato Sacerdote e dopo un anno sarà nominato maestro dei piccoli seminaristi. Nei successivi 18 anni sarà capace di mediare tra severità del metodo ed esigenze giovanili. Lavorerà per la diocesi come
redattore di “Vita Nostra”. In una pagina del diario del1962 dirà di sé:”(…) Dio mio, purificami da queste scorie in cui naviga l’ anima mia, fammi più coerente, più costante. Annulla queste misture nauseanti di cui sono composto, perché ti piaccia in tutto, o mio Dio”.
Alla fine degli anni ‘70 è nominato parroco di Tricase: l’esperienza in parrocchia gli fa toccare con mano l’urgenza dei poveri, dei disadattati, degli ultimi.
Nel 1982 viene nominato Vescovo di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi e nel 85, presidente di “Pax Christi”. Comunione, evangelizzazione e scelta degli ultimi sono i perni su cui svilupperà la sua idea di Chiesa (la “Chiesa del Grembiule”). Lo troviamo così assieme agli operai delle acciaierie di Giovinazzo in lotta per il lavoro, insieme ai pacifisti nella marcia a Comiso contro l’installazione dei missili, insieme agli sfrattati che ospiterà in episcopio (“Io non risolvo il problema degli sfrattati ospitando famiglie in vescovado. Non spetta a me farlo, spetta alle istituzioni: però io ho posto un segno di condivisione che alla gente deve indicare traiettorie nuove (…),insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa.”).
Rinuncia ai “segni di potere” e sceglie il “Potere dei Segni”: nascono così la Casa della Pace, la comunità per i tossicodipendenti Apulia, un centro di accoglienza per immigrati dove volle anche una piccola moschea per i fratelli Musulmani.
L’inevitabile scontro con gli uomini politici si fa durissimo quando diventa presidente di Pax Christi: la battaglia contro l’installazione degli F16 a Crotone, degli Jupiter a Gioia del Colle, le campagne per il disarmo, per l’obbiezione fiscale alle spese militari, segneranno momenti difficili della vita pubblica italiana. Dopo gli interventi sulla guerra del Golfo venne addirittura accusato di incitare alla diserzione.
Eppure c’è stata sempre una limpida coerenza nelle sue scelte di uomo, di cristiano, di sacerdote, di vescovo. E’ stato così coerente da creare imbarazzo perfino in certi ambienti, compresi quelli curiali: sapeva di essere diventato un vescovo scomodo.
Ma la fedeltà al Vangelo è stata più forte delle lusinghe dei benpensanti e delle pressioni di chi avrebbe voluto normalizzarlo.
La marcia pacifica a Sarajevo, di cui fu ispiratore e guida, sebbene già malato, rappresenta la sintesi epifanica della vita di don Tonino: partirono in 500 da Ancona il 7 Dicembre 1992, credenti e non, di nazionalità diverse uniti dall’unico desiderio di sperimentare “un’altra ONU”, quella dei popoli, della base. Nel discorso pronunciato ai 500 nel cinema di Sarajevo dirà: “Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della
non-violenza attiva (…).Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà (…).Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati”.
Pochi mesi dopo, il 20 aprile 1993, consumato da un cancro, muore senza angoscia e con grande serenità.

Per saperne di più: http://www.giovaniemissione.it/testimoni/bello.htm

E’ (quasi) Natale.

Scritto il 24 dicembre 2005 alle 11:25

Manca poco, mezza giornata e saremo li. Tutti a dirci “Buon Natale”, tutti a pensare “è il Natale del 2005… wow, è arrivato anche questo…”, oppure “mamma mia, certo che quest’anno è proprio volato… è già Natale…”.
E’ strano ma, è ogni anno così. Il rito del Natale è fatto anche di queste cose. E’ un momento nel quale si fa un superficialissimo esame di coscienza… dove non si pensa a cosa si è fatto, a come si è vissuti ma… a “quanto”. E’ una somma algebrica. “Siamo a Natale ergo è passato già un altro anno”.

A Natale fa freddo, e questo freddo forse, fa anche raffreddare il nostro cervello… a tal punto.
Quanti sono quelli che per Natale si ricorderanno di tutto il resto? Anzi… (per dirla correttamente), quanti sono quelli che per Natale si ricorderanno di cosa è il Natale?!
Gli alberi di Natale sono già tutti pronti, in posizione d’attacco… messi li con una dozzina di regali a fargli da base. Domani, scatta l’ora X. Scatta “l’operazione regalo”. Ma quanti di noi si ricorderanno di festeggiare… il festeggiato?!

Non dico che debba mancare tutto il resto… perchè, è anche giusto che la nascita di Cristo sia un momento di gioia e amore tra tutti gli uomini, e dunque ben vengano le riunioni familiari, gli abbracci, i baci, i dolcini e qualche pensierino… però (però!) è una tristezza quando il Natale si riduce a questo. Quando, tanta gente a Natale -non trova il tempo per andare a Messa – non trova un momento da dedicare a Lui.

E’ un piccolo esame di coscienza il mio, e mi metto per primo dalla parte dei “peccatori”. Però è anche un monito, un piccolo promemoria per… evitare di sbagliare domani. Voglio provarci, cercherò di trovare il giusto tempo da dedicare a Lui. Alla sua Nascita, al ricordo dei suoi gemiti, dei suoi primi sorrisini alla sua mamma… ma anche al miracolo di questo giorno. A ciò che Dio decise per noi.

E non venitemi a dire che sono stupido, cattolico o (offensivamente) bigotto. Perchè i primi stupidi sarete voi che… state festeggiando una festa che, a quel punto, non vi appartiene.

Emanuele